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Dea-Palermo, parla Budan: “Seguo sempre l’Atalanta, che entusiasmo a Bergamo”

Nel cuore dei tifosi nerazzurri l'attaccante croato si è sempre ritagliato uno spazio speciale: “Darei il giusto merito a un grande giovane anziano che si chiama Edy Reja e ha saputo riportare serenità nell'ambiente”.

“Igor, Igor Budan… Budan!”. Quante volte vi siete appassionati al coro che accompagnava l’ingresso in campo dell’attaccante croato? Uno che dava l’anima quando giocava e infatti…“beh tu non sarai stato un fenomeno, ma sapevi trasmettere emozioni forti, davvero”, gli ricordano ancora adesso i tifosi quando lo incontrano.

Sono passati appena due anni da quando Budan ha praticamente chiuso la sua carriera a soli 33 anni nell’Atalanta, ma prima (dal 2003 al 2006) aveva giocato in nerazzurro 59 partite segnando 16 gol. Gli infortuni l’hanno costretto a interrompere presto, per poi intraprendere la carriera dirigenziale nel Palermo, dove da giocatore ha disputato 63 partite segnando 12 gol. Ora lavora per lo Spezia come direttore sportivo, anche se ultimamente…“mi sono preso una vacanza”, spiega. Ma è normale parlare di Atalanta e Palermo con lui che, tra l’altro, vive a due passi dallo stadio di Bergamo.

“L’Atalanta? La seguo sempre, ora i risultati danno entusiasmo, mentre l’anno scorso era un po’ difficile. Quest’anno invece la squadra è partita col piede giusto, ha più compattezza e uomini di qualità, da Gomez a Maxi, a Pinilla e allo stesso Denis pur con alti e bassi”.

Dice che sarà ancora utile alla causa?

“Il Tanque? Penso che la cosa migliore sia la chiarezza tra lui e la società: Denis ha tutto per finire bene qui, si era parlato che avrebbe potuto anche tornare in patria, non so se erano solo voci oppure no. Ma l’esultanza di Roma con la maglia numero 54 dice anche quanto voleva e sognava raggiungere quell’obiettivo e questo è molto bello”.

Gomez valore aggiunto?

“Beh dopo gli infortuni sta ripagando i dirigenti nerazzurri che hanno voluto portarlo a Bergamo, con la sua professionalità, con i gol e la continuità di rendimento. Lui, de Roon e Paletta sono i grandi acquisti di questa Atalanta. E soprattutto…darei il giusto merito a un grande giovane anziano che si chiama Edy Reja e ha saputo riportare serenità nell’ambiente”.

L’ha mai avuto come allenatore?

“No e mi dispiace, però mi ha sempre dato l’impressione di una persona schietta, chiara, proprio come si vede nelle interviste. Mi parlano bene di lui, anche uno come Giulio Migliaccio che non gioca molto eppure non è questo che conta, la stima va oltre”.

Migliaccio, uno degli ex di questa sfida col Palermo: lo vedremo in campo?

“Ma lui è uno che si è sempre fatto benvolere ovunque, a Palermo come a Firenze anche se là è stato impiegato meno, a Bergamo. Fuori dal campo come dentro, Giulio è uno su cui puoi contare a occhi chiusi”.

Questo Palermo in difficoltà se l’aspettava così?

“Cose che succedono a Palermo e io penso che Iachini già a settembre non avesse molta voglia di restare, non si sentiva sicuro e non solo perché era stato ceduto Dybala: sapeva che sarebbe stato difficile ripetersi. Qualcosa non ha funzionato, poi succede che un giocatore si permetta di dire certe cose e… non è bello, anche se uno come Maresca sa che è sul mercato. Zamparini l’ha messo fuori rosa, ma sono situazioni che portano nervosismo”.

Che partita sarà allora?

“Non dovrei dire che l’Atalanta è favorita, perché anche il Palermo in Coppa lo era e poi avete visto…però i nerazzurri stanno bene di testa e di gambe, la squadra è in salute. Bisogna rimanere concentrati, avete visto col Toro cosa è successo. Io per amicizia dovrei dire che vedo un pareggio, ma certo l’Atalanta se trova continuità…Se riuscirà a fare la partita come con la Lazio, avrà anche le motivazioni per riscattarsi dalla delusione di Coppa Italia. Gomez e Moralez fanno la differenza, German ha ritrovato la fiducia tornando al gol e può dire la sua. Poi c’è Paletta che dà grande sicurezza, mi è sempre piaciuto, ma anche de Roon: davvero un acquisto di cui sentiremo parlare”.

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