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Foppa, che ti succede? Errori in campo e fuori, ultimatum con Montichiari

Il nostro Alberto Caprini analizza il delicato momento in casa rossoblù tra risultati che tardano ad arrivare e interrogativi sulla gestione: domenica contro Montichiari c'è già una prima occasione di riscatto ma servirà ritrovare energie mentali e una buona dose di autostima.

Le attenuanti e le giustificazioni sono finite: per la Foppa è crisi vera. A certificarla mercoledì sera al PalaNorda sono state le emiliane della Nordmeccanica Piacenza, che seppur prive di due assi portanti come Meijners-Ognjenovic e con Bauer a mezzo servizio (in campo meno di due set) si sono imposte in quattro set. E la premessa è doverosa perché perdere uno scontro diretto (lo è stando agli obiettivi dichiarati) ci può stare, perdere contro una formazione pesantemente decimata, seppur con una panchina di discreta qualità, no. Provate ad immaginare una Foppa in campo senza Lo Bianco, Barun e con Aelbrecht disponibile solo per due set: non andremmo da nessuna parte.

TANTI, TROPPI PROBLEMI – Al di là dell’avversaria è giusto interrogarsi sul perché di questa crisi. Le sconfitte con la neopromossa e modesta Vicenza e soprattutto con le giovanissime del Club Italia (una sorta di Nazionale Juniores, ragazze cresciute con il poster in camera di Lo Bianco, Cardullo & Co.) avevano già fatto scattare l’allarme rosso in casa Foppa. E’ uno scherzo? Cosa succede? E’ tutto vero? Ci si attendeva quindi una reazione d’orgoglio da grande squadra che punta a traguardi importanti ma da annotare mercoledì c’è stata soltanto la presenza di una grande giocatrice, Katarina Barun, che ha reso meno pesante il passivo. Barun ha di fatto recuperato da sola nel primo set lo svantaggio dal 18-24 al 24-24, con gli ultimi sette punti tutti firmati da lei tra attacchi potenti, pallonetti, muri, servizi vincenti. Nel secondo ha trascinato la squadra dal 2-2 al 13-2 con il suo servizio in salto (6 aces nel set!) consentendo di gestire la seconda parte con tranquillità. Ad inizio terzo set i suoi punti erano già venti. Da quel momento però, riassestandosi su standard “normali”, la Foppa ha perso la sua individualità principale scivolando lentamente nelle fauci di un Piacenza capace di esaltare il collettivo, tra cui la ex Melandri al centro insieme alle doti in seconda linea del tandem Leonardi-Marcon, garanzia di concretezza e precisione nelle difese, negli appoggi e nella ricezione.

MANCA QUASI TUTTO – Alla Foppa attuale manca tutto ciò: il gioco funziona solo a sprazzi, la ricezione balbetta, Lo Bianco è spesso costretta ad aggiustare la palla per renderla attaccabile, senza poter esprimere tutta la propria creatività. Qualcosa meglio a muro e al servizio, ma si viaggia a sprazzi: cinque minuti di pallavolo aggressiva e produttiva e quindici di pasticci, incertezze ed errori. Troppo poco per compensare quel pesante squilibrio offensivo e le lacune insite in un organico che alla vigilia del campionato è stato probabilmente sopravvalutato. E intendiamoci, non parliamo di singoli. Le rossoblù, prese una ad una, almeno nella formazione titolare, sono campionesse esperte e pluridecorate il cui valore è fuori discussione. Ma il problema è l’insieme che fatica ad amalgamarsi e la panchina che manca sia numericamente (organico di undici elementi anziché dodici) che qualitativamente. Immaginate se alla vigilia di una partita dovesse venire un attacco influenzale a Cardullo o Gennari (che tra l’altro non sta rendendo come ci si attendeva) che portano la croce dietro: chi mettiamo in campo? Sylla che riceve con il 20-30% di positività e meno del 10% di perfezione? Mambelli che vede il campo solo nel riscaldamento? Sarebbe una partita persa in partenza. 

ERRORI DI MERCATO MA NON SOLO – Certamente quindi le colpe maggiori sono di chi ha allestito un organico non omogeneo, con grosse individualità che finiscono però per pestarsi i piedi (emblematico vedere Plak in panchina, non era la rivelazione dell’anno scorso, la giocatrice su cui puntare?) e lacune sotto altri aspetti. Lavarini fa quel che può con gli ingredienti a disposizione ma alcune sue scelte sono comunque discutibili: perché non puntare con maggiore decisione su Plak? Tanto valeva allora consacrare definitivamente Sylla, cedere l’olandese quest’estate quando le richieste non mancavano e prendere con il gruzzoletto una giocatrice diversa che si integrasse al meglio con il resto dell’organico. Perché Plak in panchina diventa senza dubbio un caso. Si poteva poi riprovare la carta Frigo, positiva tre giorni fa, nel terzo e quarto set con Paggi in difficoltà. Nel calcio un allenatore che opera in una società che ambisce allo scudetto, che perde cinque partite su otto e che si trova decimo in classifica, ad oggi fuori da playoff e coppa Italia, rischierebbe seriamente l’esonero. Anche nel basket di questi tempi. Nella pallavolo la pressione minore, i budget limitati e il buon senso suggeriscono maggiore cautela nelle scelte. Il tecnico a fine partita ha ribadito di sentirsi pienamente al centro del progetto: “Non stiamo mettendo in campo abbastanza per competere con gli altri, siano essi Vicenza, il Club Italia o Piacenza. Ci è mancato il mettere la palla a terra, a muro e difesa siamo stati bravi a contenere l’avversario. Abbiamo fatto meglio delle ultime uscite con un piglio più combattivo ma non è stato sufficiente. Stiamo gestendo un momento di difficoltà, sento però la fiducia della società, non sento nessun distaccamento nemmeno da parte della squadra verso il lavoro o verso di me. Credo di poter lavorare come al solito anche se stiamo facendo fatica. Non ho mai guardato la classifica prima, non la guardo adesso anche se è indubbio che stiamo inseguendo e dobbiamo risalire al più presto.”

A proposito della posizione del tecnico il presidente Bonetti, che non si sottrae ai taccuini a fine partita nonostante il momento delicato, chiede di aver pazienza e rinnova la fiducia della società: “Lavarini ha la nostra fiducia e resterà fino alla fine del campionato di sicuro. Non ho mai cambiato un allenatore in corsa, quando una squadra va in campo e fa 38 errori cosa c’entra Lavarini? Stiamo vivendo uno di quei momenti che le ragazze non riescono a superare: se vincevamo il primo set, probabilmente avremmo visto un’altra partita. Abbiamo un’inefficienza in ricezione, Gennari sta ancora facendo fatica, le ragazze sono insicure e in allenamento riescono a fare cose che poi in partita non ripetono. Certo mi è scocciato perdere le ultime due partite fuori, se giocavamo come oggi avremmo fatto 6 punti”.

MONTICHIARI ALLE PORTE – Rigiocare subito, in questi frangenti, può essere un aiuto per voltare rapidamente pagina. Il calendario offre quindi alle rossoblù già domenica la possibilità di un primo riscatto, a Montichiari, un campo già violato l’anno scorso contro una squadra che gode però di un buon momento di forma e si trova due punti avanti in classifica. Tre giorni in cui Lavarini e le sue ragazze dovranno cercare la quadratura del cerchio e soprattutto pescare le energie mentali e una buona dose di autostima per sbloccarsi e riprendere quota. I tifosi a fine partita hanno comunque incoraggiato squadra e tecnico: tocca a loro rispondere sul campo con una prestazione da Foppa.

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