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Dea, Coppa tabù storico: negli ultimi vent’anni mai più avanti dei quarti

La Coppa Italia va in archivio per l'ennesima volta senza risultati da ricordare, come una sorta di fastidio da togliersi il prima possibile di mezzo

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Lo Coppa Italia? Un tabù storico per l’Atalanta. Il cammino nella competizione nazionale si è concluso, anche per questa stagione, al quarto turno (o sedicesimi di finale). Niente di esaltante, dunque, nonostante i nerazzurri fossero partiti per la spedizione friulana con le milgiori intenzioni, spinti anche dalla grande impresa servita solo tre giorni prima all’Olimpico contro la Roma di Garcia.

Cigarini e compagni a Udine ci hanno provato, si sono battuti finché hanno potuto ma alla fine sono stati costretti ad alzare bandiera bianca.

La Coppa Italia va così in archivio per l’ennesima volta senza risultati da ricordare, come una sorta di fastidio da togliersi il prima possibile di mezzo. Tra il dispiacere dei tifosi, soprattutto quelli che a cavallo tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 hanno visto da vicino le incredibili cavalcate compiute dai nerazzurri nella competizione nazionale, vista, allora, come un obietivo importante tanto quanto la salvezza in campionato.

A certificare il tabù sono i numeri: nella stagione 1995-’96 i nerazzurri si sono arresi nella finalissima alla Fiorentina di Batistuta, vittoriosa in entrambe le gare. Da lì in avanti sono apparizioni senza acuti: fuori al primo turno nel ’96-’97, fuori nei quarti nel ’97-’98 e nel ’98-’99, fuori negli ottavi nel ’99-2000, eliminata nei quarti nel 2000-’01 e nel 2001-’02, fuori nel secondo turno nel 2002-’03, fuori nella fase a gironi nel 2003-’04, eliminata nei quarti nel 2004-’05, fuori negli ottavi nel 2005-’06, fuori al terzo turno nel 2006-’07, eliminata al terzo turno nel 2007-’08, fuori al quarto turno nel 2088-’09 e nel 2009-’10, eliminata al terzo turno nel 2010-’11 e nel 2011-’12, fuori agli ottavi nel 2012-’13, nel 2013-’14 e nel 2014-’15. Prima dell’eliminazione al quarto turno di quest’anno.

Eppure i tifosi sognano di ripetere una delle grandi ed esaltanti scalate compiute negli anni addietro, anche se va detto che il nuovo format della competizione (che prevede la disputa dell’incontro in casa della miglior piazzata della stagione precedente) favorisce in maniera netta le big, in controtendenza con l’organizzazione di quasi tutti gli altri campionati più importanti d’Europa che impostano la coppa nazionale in modo completamente opposto: la più “debole” gioca sempre in casa. In questo modo anche le realtà più piccole hanno la possibilità di affrontare le grandi squadre, riempendo gli stadi e, in alcuni casi, arrivando anche nei turni più avanzati. Non è un caso, infatti, se quasi ogni anno in Inghilterra piccole formazioni di provincia arrivano a giocarsi i match più importanti.

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