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Acqua, tagliare fornitura alle famiglie è intollerabile Presidio davanti al Comune

Lunedì 30 novembre alle 19.30 a Castelli Calepio, presidio dell'Unione Inquilini e di Rifondazione Comunista con volantinaggio in via Roma 20 davanti alla Biblioteca in concomitanza con il Consiglio Comunale.

"L’acqua è un diritto per tutti: tagliare la fornitura è un provvedimento intollerabile. Il sindaco si adoperi per una pronta riattivazione". Con questo appello l’Unione Inquilini di Bergamo e Rifondazione Comunista organizzano per lunedì 30 novembre alle 19.30 a Castelli Calepio un volantinaggio in via Roma 20 davanti alla Biblioteca in concomitanza con il Consiglio Comunale.

"A Castelli Calepio ci sono famiglie senza la fornitura di gas, luce e perfino dell’acqua – si legge in una nota diffusa dagli inquilini e da Rifondazione Comunista -. In particolare abbiamo segnalato al sindaco il caso di una famiglia con padre disoccupato (dopo anni di lavoro in edilizia), la madre poco operata al cuore, e tre figli di 7, 4 e 2 anni a cui Uniacque ha staccato definitivamente la fornitura di acqua. Abbiamo chiesto al Sindaco, in qualità di garante della salute pubblica di adoperarsi presso Uniacque per garantire alla famiglia almeno la fornitura del minimo vitale".

"A distanza di 2 mesi nessuna risposta – proseguono – Ci è stato detto: “…ci siamo attivati per chiedere ad un legale un parere circa le effettive eventuali responsabilità dell’amministrazione…”.Ci saremmo aspettati, di fronte a bambini piccoli costretti in una condizione così drammatica ben altra sensibilità. L’acqua costituisce bene primario; la sospensione della sua erogazione implica problemi di sanità e igiene pubblica e comporta una violazione del diritto alla salute, tutelato dall’articolo 32 della Costituzione. Il diritto all’acqua (e quindi alla salute) non può mai essere condizionato da semplici ragioni di economia ed il distacco senza la tutela delle fasce deboli è da considerarsi vessatorio (Tribunale di Latina sentenza del 13/07/2006)".

Rifondazione Comunista ricorda che "La necessità del quantitativo minimo d’acqua (50 litri a persona al giorno) da garantire anche a chi non può pagarla è sostenuto dalla risoluzione dell’ONU del 28/07/2010 e da numerose sentenze (n.5811 del 30/11/2012, Tribunale di Castrovillari), secondo cui la morosità dell’utente non è ragione sufficiente a determinare la sospensione della fornitura di acqua, perché in contrasto con l’articolo 2 della Costituzione. I Referendum del giugno 2011 hanno confermano che per gli italiani l’acqua è un bene comune che non deve sottostare a logiche di mercato: un quantitativo minimo va garantito a tutti. Al sindaco, per il caso specifico citato, e per tutte le altre famiglie colpite dal taglio dell’acqua (o anche gas e luce) chiediamo un intervento con la massima urgenza per la riattivazione del servizio nel rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali delle persone".

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