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Le estetiste smentiscono Bossetti: “Faceva lampade due volte alla settimana”

Nessuna conferma sull'alibi di Bossetti dopo gli interrogatori per giustificare i suoi passaggi da Brembate Sopra, anche la sera del 26 novembre 2010 in cui scomparve e fu uccisa la tredicenne Yara Gambirasio

Nessuna conferma sull’alibi di Bossetti. E’ la conclusione dopo le deposizioni in aula delle persone che il carpentiere di Mapello aveva tirato in ballo per giustificare i suoi passaggi da Brembate Sopra, anche la sera del 26 novembre 2010 in cui scomparve e fu uccisa la tredicenne Yara Gambirasio.

Dopo una lunga serie di udienze su dna e reperti vari con deposizioni di esperti in materia, venerdì 27 novembre sono sfilate di fronte alla corte presieduta dal giudice Antonella Bertoja un muratore, un carrozziere, una commercialista, una segretaria, quattro edicolanti e altrettante estetiste.

Giancarlo Bonacina, socio dell’azienda di Chignolo d’Isola dalla quale Bossetti aveva acquistato un metro cubo di sabbia il 9 dicembre 2010, ha spiegato che era solo un cliente saltuario e che non si recava da loro da molto tempo. Secondo l’accusa, quell’acquisto sarebbe una scusante per passare dalla zona del delitto, il campo di via Bedeschi, proprio a Chignolo.

Il carrozziere e la commercialista, da cui Bossetti ha detto di essere stato il giorno del delitto di Yara, Filippo Laurino di Ambivere e Cinzia Cornali di Brembate Sopra, hanno affermato di non ricordarsi esattamente se quel 26 novembre 2010 il carpentiere di Mapello sia stato effettivamente da loro.

Dei quattro edicolanti di Brembate Sopra convocati in aula, in quanto Bossetti aveva raccontato di recarsi spesso da loro per comprare le figurine ai propri figli, nessuno lo ricorda come cliente abituale e che facesse quel tipo di acquisti.

Il carpentiere di Mapello è stato smentito anche dalla testimonianza delle quattro dipendenti di due diversi centri estetici, uno a Brembate di Sopra e l’altro a Curno, che hanno raccontato che Bossetti era solito farsi le lampade abbronzanti una o due volte alla settimana, a volte anche tre. Nel corso degli interrogatori l’imputato aveva invece dichiarato di farsi solo raramente le lampade, anche per questo in aula ha scosso la testa di fronte alla deposizione delle estetiste.

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