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L’Atalanta s’aggrappa a Pinilla per provare il colpaccio a Roma

Il cileno torna al centro dell'attacco dopo aver scontato la squalifica: i nerazzurri si aggrappano ai suoi colpi di genio per mettersi alle spalle l'inaspettato ko casalingo rimediato una settimana fa col Torino. E per tornare a vincere al'Olimpico contro i giallorossi, cosa che non accade dal maggio del 2003.

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La pessima gara e meritata sconfitta subita domenica con il Torino, riporta con i piedi per terra un’Atalanta che, all’indomani della grande partita giocata al Meazza, aveva invece ricevuto moltissimi elogi da parte degli addetti ai lavori. E così a conti fatti, ecco che la trasferta di Roma (sponda giallorossa) in programma domenica alle 15, appare come una tappa importante per gli uomini di Reja.

Infatti, nelle ultime 3 giornate l’Atalanta ha racimolato l’inezia di 1 solo punto e pertanto dovrà fare il possibile per cercare di fare risultato evitando così di essere risucchiata nelle zone pericolose della classifica. La Roma, che invece si trova al quarto posto della classifica, staccata di una sola lunghezza dalla Fiorentina e dal Napoli e lontana tre punti dalla capolista Inter, è reduce in campionato da un soffertissimo pareggio per 2-2 ottenuto nell’acquitrino di Bologna. Ed in più in settimana la squadra giallorossa ha anche dovuto affrontare l’umiliante trasferta in Champions al Camp Nou contro i campioni d’Europa blaugrana che l’ha letteralmente asfaltata (come peraltro avrebbero fatto con qualsiasi altra squadra al mondo).

Certamente, pur potendo la Roma vantare una panchina di grandi giocatori, non v’è dubbio che poterla affrontare con molti uomini che avranno nelle gambe anche i 90 minuti di Barcellona potrà rappresentare un piccolo vantaggio per l’Atalanta.

La Roma è una grandissima squadra, non la scopriamo oggi: inutile e superfluo citare i giocatori che la compongono nei diversi reparti, sono quasi tutti campioni navigati. E allora è chiaro come sulla carta la gara risulti proibitiva e, per portare a casa un risultato positivo, l’Atalanta debba giocare una partita perfetta.

La formazione atalantina, a mio avviso, potrà non essere battuta in partenza ad una sola condizione: che scenda in campo con la mentalità che ha dimostrato nella gara di Milano e non certamente ricalcando le gesta di quella che ha mestamente ceduto le armi con il Toro. Squadra alta, pressing asfissiante, difesa arcigna e ripartenze in contropiede: solo così si può cercare di fare male alla Roma. Facile da dire, molto più difficile da fare, anche perché gli uomini di Garcia non possono assolutamente permettersi un passo falso casalingo se vogliono proseguire la corsa verso il primato.

Venendo ai precedenti, sono ben 53 le gare disputate all’Olimpico tra i giallorossi e i bergamaschi, con un bilancio più che favorevole per i padroni di casa: 34 vittorie, 15 pareggi e appena 4 sconfitte. L’ultimo precedente risale alla giornata numero 31 della scorsa stagione con un pareggio per 1-1 targato Totti-Denis: per l’Atalanta fu un punto strappato con i denti in casa di una delle squadre più forti del campionato che in quel momento stava però vivendo un periodo poco fortunato. 145 sono invece i gol siglati nell’ambito della Serie A in Roma-Atalanta, con 99 reti dei padroni di casa e 46 dei nerazzurri, mentre il momento più propizio per andare in gol sembra essere il quarto d’ora di gioco tra il 16′ e il 30′ con ben 30 reti siglate.

L’ultima vittoria della Dea all’Olimpico contro i giallorossi risale ad oltre 12 anni fa: era il 24 maggio 2003 quando i gol di Doni e Gautieri (e pari momentaneo di De Rossi) regalarono agli uomini di Finardi (che era subentrato da un mese a Vavassori) lo spareggio per restare in serie A contro la Reggina (spareggio poi perso con conseguente retrocessione in B).

Gli ex della partita saranno solo in maglia nerazzurra: Toloi (che ha vestito la casacca giallorossa per una parte della stagione 2014-’15 per poi tornare a metà stagione al San Paolo, 5 sole presenze) e D’Alessandro (stagione 2008-2009 era diciassettenne, 3 brevi apparizioni).

Tra i giocatori non più in attività che hanno vestito entrambe le maglie ne ricordo due: Valter Bonacina, attuale tecnico della Primavera nerazzurra, 10 stagioni in nerazzurro inframmezzate dall’esperienza nella capitale durata 4 anni e Claudio Paul Caniggia. Il figlio del vento arrivò a Bergamo nel 1989 dopo aver giocato all’Hellas e vi restò per 3 indimenticabili stagioni nelle quali collezionò 26 reti in 85 gare; poi venne acquistato dalla Roma ma non fu un’esperienza positiva: sole 15 presenze e 4 gol in due stagioni anche a causa della squalifica per doping. Ritornò poi all’Atalanta nel 1999 (in serie B) ma era ormai a fine carriera e non incise per nulla.

Tornando alla gara di domenica, nell’Atalanta è certo il rientro di Pinigol al centro dell’attacco dopo aver scontato la squalifica. Così come appare probabile anche quello di Grassi dopo l’opaca prova di domenica da parte del Ciga. Al palo ancora Dramè e con Bellini affaticato, sembra possa esserci posto dall’inizio per Brivio.

In casa romanista Garcia recupera De Rossi, mentre in grande emergenza l’attacco dove mancheranno Totti, Salah e Gervinho. Scontato quindi l’impiego di Iago Falque a supportare, insieme a Florenzi, Dzeko.

Non perdere la gara con la Roma sarebbe importante, anche in vista dei due successivi impegni che vedranno la compagine nerazzurra affrontare due squadre “abbordabili” come Palermo (in casa) e Chievo (trasferta al Bentegodi). Ma soprattutto conterà la mentalità con cui scenderanno in campo gli uomini di Reja. Insomma, per farla breve i tifosi atalantini vorrebbero rivedere la squadra che ha incantato a San Siro. Impossibile? Nel calcio nulla lo è.

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