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Il grande talento pittorico di Natale Bertuletti nel centenario della nascita

La mostra di Natale Bertuletti allestita nella ex Chiesa della Maddalena (via Sant'Alessandro 39b) merita una visita che consente di cogliere la fisionomia di un pittore che ha attraversato il Novecento tenendosi nel solco della figurazione e di un realismo sensibile ad accenti introspettivi ed espressionisti.

E’ stata una generazione ricca di talenti pittorici quella nata a inizio Novecento in Bergamasca. La mostra dedicata a Natale Bertuletti nel centenario della nascita è un’occasione per ripercorrere le istanze espressive di chi, talentuoso con tela e pennello, si formò negli anni "di mezzo" tra il primo e il secondo conflitto mondiale. Per chi non l’ha ancora vista, l’esposizione allestita nella ex Chiesa della Maddalena (via S. Alessandro 39b) merita una visita che consente di cogliere la fisionomia di un pittore che ha attraversato il Novecento tenendosi nel solco della figurazione e di un realismo sensibile ad accenti introspettivi ed espressionisti.

Promossa dal Circolo Culturale Greppi, la mostra è curata dalla critica d’arte Sandra Nava che ha tracciato una linea espositiva attenta alle molteplici anime della pittura di Bertuletti, alternando ritratti, paesaggi, scene di genere, nature morte, soggetti d’ispirazione sacra, autoritratti. Ne risulta il profilo di un pittore che ha creduto nelle ragioni della tradizione ma che ha voluto confrontarsi con le inquietudini della modernità, tenendosi fedele alle forme più congeniali alla sua pittura con un vivo senso di partecipazione emozionale.

Una pittura che non dimentica la lezione e i repertori del passato, che anzi in certe prove vi si innesta appieno. E che rispecchia un’epoca che ha riconosciuto pari dignità all’aderenza al dato figurale e, d’altra parte, alle ansie, alle insofferenze informali e astrattiste della ricerca espressiva. Coscritto e compagno di strada di altri nomi di spicco della scena orobica, come Mario Cornali, Giuseppe Milesi, Raffaello Locatelli, Bertuletti studiò all’Accademia Carrara sotto la guida di Luigi Brignoli e Contardo Barbieri e intrecciò il suo percorso bio-artistico con personalità quali Luigi Scarpanti, Emilio Nembrini, Mauro Pelliccioli, Elia Ajolfi.

Di quelle frequentazioni e del clima culturale che tale generazione condivise, la pittura di Bertuletti serba una traccia profonda e vibrante.

Lo stesso sottotitolo della mostra, "Nel colore tra forma e luce", evidenza gli ingredienti di cui si è nutrita la passione, il fervore creativo del bergamasco, capace di risolvere con soluzioni lontane dallo stereotipo anche visioni di inquadratura più convenzionale.

Restano più efficaci per sintesi coloristica e di segno alcuni ritratti che fissano i moti psicologici in studiati accordi di tono e soprattutto gli autoritratti, sostanziati da sincera ispirazione, che dicono della sapienza di un mestiere declinato con moderna sensibilità percettiva. Quel "respiro di modernità" di cui parla Sandra Nava nell’approfondita introduzione al catalogo, edito da Artigrafiche Mariani e Monti.

La mostra è ancora aperta sabato 28 e domenica 29 ottobre dalle 10.00 alle 12.00, dalle 15.00 alle 19.00.

Stefania Burnelli

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