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Bonacina è sicuro: “Roma ancora scossa, l’Atalanta ci provi”

Il tecnico della Primavera nerazzurra è il grande doppio ex della sfida che domenica all'Olimpico metterà i bergamaschi di fronte ai capitolini: "La batosta di Barcellona non passa in fretta, gli uomini di Reja ne possono approfittare".

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Fosse per la sua esperienza da allenatore, la Roma gli ha dato più dispiaceri che gioie, basti ricordare le due sconfitte di quest’anno: in febbraio al Viareggio, la Primavera dell’Atalanta eliminata nei quarti, battuta al 90’. E una settimana fa, i nerazzurri eliminati negli ottavi di Coppa Italia, 2-0 per la Roma.

Ma allora, perché “porta bene” il ricordo di Valter Bonacina? Perché l’attuale tecnico della Primavera atalantina, da giocatore, ha fatto gol all’Olimpico. Per la verità, dalla parte sbagliata, cioè per la Roma… “Sì però è finita 1-1 e andrebbe benissimo anche questa volta”, ride Bonacina.

Strano ma vero, anzi verrebbe da dire incredibile. Che cosa? Beh, guardate le foto dell’epoca, 8 dicembre 1991: a parte il fatto che il buon Cina aveva ancora i capelli, sono dettagli, quelli (i capelli) vanno e vengono. E poi allora Valter aveva 27 anni ed era appena arrivato a Roma, dopo 140 partite e 10 gol nell’Atalanta. Ma non sembra un’eresia quel Bonacina in campo con la maglia numero 10, lui che alla Virescit faceva da scudiero a un certo Roccatagliata, piedi buoni, anzi buonissimi, uno che giocava a testa alta e sapeva sempre dove metteva la palla. Però dovevano essere altri, Bonacina appunto, a faticare e conquistare palla per il loro regista.

Così alla Roma, dove c’era il Principe Giannini e Bonacina a centrocampo doveva faticare per ricucire e contrastare. Ma quel giorno, quell’8 dicembre 1991, il Principe non c’era e allora la maglia numero 10 era finita sulle spalle proprio di Bonacina. Allora non c’erano le maglie con nomi e numeri personalizzati e quindi…

Succede che Bonacina, alla prima partita da ex, dopo 26’ fa espellere l’altro numero 10, Eligio Nicolini, che gli dà un calcetto a metà campo. Dopo pochi minuti (30’) il Cina batte Ferron con un tiro dal limite dell’area ed esulta in maniera molto composta, abbracciato da Carboni. Eppure l’Atalanta del compianto Bruno Giorgi si fa rispettare. Sono in campo Ferron, Porrini, Pasciullo, Minaudo, Bigliardi, Stromberg, Perrone (45’ st Valentini), Bordin, Piovanelli, Nicolini, Caniggia.

Piovanelli pareggia al 7’ del secondo tempo e dopo tre minuti viene sostituito da Cornacchia.

La Roma di Ottavio Bianchi le prova tutte ma non viene a capo di nulla e il risultato non cambia, né Voeller, né Rizzitelli, Haessler o Aldair trovano il gol risolutore.

E domenica cosa succederà? “Secondo me possiamo giocarcela”, assicura il Cina, che parla da ex atalantino, dall’alto delle sue 265 partite in nerazzurro (e 11 gol). “Abbiamo visto anche a San Siro contro il Milan che bella partita ha disputato l’Atalanta e, se vogliamo, anche contro l’Inter non aveva demeritato, anzi. Ha perso per un episodio e perciò bisognerà stare molto attenti. Però l’Atalanta ha qualità soprattutto in attacco e può ripetere la partita di Milano, con Pinilla, Gomez o Maxi. La Roma dovrà attaccare per riscattarsi da una prova incerta a Bologna, dal tracollo di Barcellona e qualche spazio lo concederà: bisognerà essere pronti a inserirsi e metterli in difficoltà, loro in difesa non sono fenomeni, tutt’altro e potrebbero avere dei problemi. Starà ai nostri riuscire a provocare l’errore. E’ una partita che si può giocare, chiaro che la Roma ha giocatori molto temibili davanti, però non è assolutamente una sfida già persa, non scherziamo”.

Ma che ambiente troverà la Roma, dopo la Champions disastrosa? Bonacina, che in giallorosso ha giocato per tre anni (1991-1994, due gol in 84 partite), ammette: “Di sicuro queste batoste non fanno bene, la squadra sarà un po’ scossa. Anche se il Barcellona è la squadra più forte del mondo, anche se mancavano delle pedine importanti a Garcia, però i giallorossi hanno giocato male e hanno preso tanti gol. Ma sono giocatori che hanno carattere e personalità per reagire. Ricordo che l’anno scorso dopo i sette gol incassati col Bayern ci hanno messo un po’ a uscirne, sono sconfitte pesanti che ti fanno perdere un po’ di autostima. Per l’Atalanta potrebbe essere un piccolo vantaggio, certo dall’altra parte ci sarà una squadra che metterà in campo tanta rabbia. Direi che si potrebbe puntare a tenere lo 0-0 per poi provare ad approfittare di qualche loro svarione. La Roma vorrà fare la partita, ma non avrà la tranquillità per fare quel che solitamente le viene più facile. L’Atalanta deve fare la prestazione come già altre volte anche fuori casa e, se saprà replicare come è capace, anche il pubblico comincerà a spazientirsi. Perché è vero che la Roma è in alto e c’è entusiasmo, però bastano due passi falsi per creare malumore. Questa è una squadra che può lottare benissimo per lo scudetto, con Napoli, Fiorentina, Inter, la stessa Juve che sta tornando, però ci sono errori difensivi che lasciano perplessi. E si sa che i campionati li vinci soprattutto con gli 1-0, se non prendi gol”.

Una Roma che ha sempre un certo Totti…”Un campione, l’ho visto esordire a Brescia a 16 anni, con Boskov. Quando sono arrivato io era la Roma di Giannini, poi è spuntato Francesco che è diventato un simbolo, una bandiera. Mica facile essere leader per vent’anni in un ambiente come quello, eppure Totti saprà ancora stupire quando rientrerà. Intanto diciamo forza Atalanta: con la fantasia e la rapidità dei suoi argentini può far male alla Roma”.

Alberto Porfidia

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