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Tasse record per le famiglie Città del Sud tartassate, Bergamo più di 7000 euro

Irpef, addizionali comunali, Tasi, bollo auto, tariffa dei rifiuti: ogni tassa è un colpo al portafoglio delle famiglie italiane, tartassate da tutti i livelli istituzionali.

Irpef, addizionali comunali, Tasi, bollo auto, tariffa dei rifiuti: ogni tassa è un colpo al portafoglio delle famiglie italiane, tartassate da tutti i livelli istituzionali. Il governo abbassa le tasse, ma taglia ai Comuni che a loro volta devono aumentare le tasse. E lo stesso vale per la Regione. L’ufficio studi della Cgia di Mestre ha analizzato il carico fiscale su una famiglia media composta da un lavoratore dipendente con coniuge e figlio a carico (31.000 euro pari a una retribuzione mensile netta di 1.900 euro, abitazione di proprietà di 100 metri quadrati e autovettura di media cilindrata). Una famiglia bergamasca paga poco più di 7000 euro (7090 per la precisione).

La ricerca sfata un mito: le famiglie del Nord non sono quelle più bersagliate dalle tasse, bensì quelle del Sud nonostante i servizi siano di qualità inferiore rispetto a Lombardia, Veneto e Piemonte.

“In Italia il carico fiscale sulle famiglie penalizza soprattutto quelle residenti nelle città del Mezzogiorno – segnala il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – A gravare sulle tasche dei cittadini del Sud pesano, in particolar modo, l’addizionale regionale Irpef e la Tari. L’esosità della prima è dovuta al fatto che quasi tutte le regioni del Sud sono in disavanzo sanitario: pertanto, ai cittadini di questi territori viene applicata l’aliquota massima per comprimere il deficit. L’elevato peso della seconda, invece, è riconducibile al fatto che i costi di gestione delle aziende di asporto rifiuti sono eccessivi e, come prevede da pochi anni la legge nazionale, devono essere interamente coperti dagli utenti con il pagamento del tributo. Inoltre, al Sud si sconta ancora una percentuale di raccolta differenziata molto contenuta che non consente una riduzione della tariffa, così come succede in molte città del Nord”.

Nel 2016 la situazione è destinata a migliorare: con l’abolizione della Tasi sulla prima casa, le famiglie italiane risparmieranno mediamente tra i 200 e i 250 euro. “Tuttavia – prosegue Zabeo – per i nuclei residenti nelle realtà in disavanzo sanitario – come il Piemonte, il Lazio e la gran parte delle regioni del Sud – è probabile che i mancati aumenti dei trasferimenti in materia di sanità vengano compensati con un incremento della tassazione locale e/o con un inasprimento dei ticket”. Abbiamo realizzato una visualizzazione interattiva con i risultati della ricerca della Cgia di Mestre.

DATAVIZ

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