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Giornata mondiale del Parkinson: sabato consulenze gratuite a Smart Clinic

Per sensibilizzare e informare in modo corretto sulla diagnosi e cura della malattia, Corpore Sano Smart Clinic ha deciso di aderire all'iniziativa offrendo consulenze gratuite nella giornata di sabato 28 novembre.

Della malattia di Parkinson si è detto e scritto tanto, ma molti sono i luoghi d’ombra che permangono: per esempio non è ancora ben chiaro come non tutti i tremori rappresentino una malattia di Parkinson. Anzi è vero il contrario. Così come si crede comunemente che la malattia tocchi solo le persone in età avanzata: purtroppo i casi che si manifestano prima dei 60 anni non sono infrequenti. Tant’è che ogni anno 3 persone su 1000 si ammalano, così da contare in Italia almeno 350.000 persone con Sindrome di Parkinson: 1 su 4 ha meno di 50 anni e il 10% meno di 40 anni. Confusione vi è anche nell’accezione comune anche tra vera e propria malattia di Parkinson e parkinsonismi. Questi secondi non rientrano nel quadro clinico dei “classici” disturbi caratterizzati da tremori, impaccio nel movimento, rigidità, e turbe dell’equilibrio, né la costante eziologia degenerativa, ma piuttosto rappresentano problematiche vascolari o altre patologie che compromettono il sistema extrapiramidale.

Proprio per sensibilizzare e informare in modo corretto sulla diagnosi e cura della malattia, Corpore Sano Smart Clinic ha deciso quest’anno di aderire alla Giornata Mondiale del Parkinson, in programma il 28 novembre, offrendo consulenze gratuite (prenotazione consigliata al numero 035.0690881). Referente dell’iniziativa Mauro Porta, direttore del Centro di studio e terapie delle malattie extrapiramidali del Policlinico San Marco. Queste patologie sono rappresentate in primis dalla malattia di Parkinson, ma anche dalle patologie tremorigene isolate, per lo più familiari e benigne, dalle distonie, dalla Sindrome di Tourette.

Ma che novità vi sono nell’ambito della “classica” malattia di Parkinson? “Le novità sono innanzitutto a livello diagnostico – spiega il professor Porta – Alla Risonanza Nucleare Magnetica, non specifica per altro, si associano moderne metodiche radioisotopiche in grado di studiare il metabolismo dopaminergico, oppure sofisticate indagini neurofisiologiche”.

“A livello clinico oggigiorno la malattia di Parkinson non rappresenta comunque ‘solo’ un disturbo del movimento: compromissione delle funzioni corticali e turbe dell’umore sono tutt’altro che infrequenti, così come non è raro osservare problematiche del tipo difficoltà della deglutizione, aumento della secrezione sebacea, lacrimazione abnorme, stipsi ostinata, diuresi imperiosa ed altro ancora. Ecco perché il momento diagnostico è di fondamentale importanza nell’affrontare le varie tappe terapeutiche. Queste hanno fatto negli ultimi anni grandi progressi: nuove molecole si sono affacciate all’orizzonte. Innovative formulazioni degli stessi farmaci già in uso sono ora disponibili (gel, cerotti, preparazioni di lunga durata). Vanno inoltre considerate vie alternative di introduzione dei principi attivi: quello trans dermico, sottocutaneo, oppure direttamente nell’apparato gastroenterico. A fare la ‘parte del leone’ è comunque la Stimolazione Cerebrale Profonda che è costituita da un ‘pacemaker’ con elettrodi stimolanti determinate aree cerebrali, attivate da una micro batteria inserita nel sottocute. Si tratta di un’applicazione comparabile per molti versi ai pace maker impiegati in cardiologia” continua l’esperto.

Una buona terapia per il paziente parkinsoniano presuppone soprattutto il “confezionamento su misura” della stessa. “Ciò comporta approcci a differenti livelli e a modalità diversificate aventi comunque l’obiettivo di migliorare la qualità di vita del soggetto, qualità compromessa non solo dai ‘classici’ segni motori ma anche dall’impaccio dell’eloquio, dalla voce flebile, dalle frequenti cadute a terra, dalla ‘confusione mentale’, sintomi spesso aggravati da talune terapie. Trapianti, terapia genica, impianto di cellule staminali, costituiscono possibilità future, ancora abbastanza lontane. Per ciò riteniamo utile ottimizzare quanto disponibile oggi ancorché in un contesto di innovazione”.

E anche questo è l’obiettivo della Giornata Mondiale del Parkinson: non solo sensibilizzare ma fare una panoramica su diagnosi e terapie attuali della malattia.

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