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Cuore e batticuore: perchè abbiamo le palpitazioni? Le cause e i rimedi

In casa, al lavoro, per strada, sul tram molte persone soffrono di battiti cardiaci anomali, quelle che comunemente vengono chiamate “palpitazioni” o, più scientificamente, “cardiopalmo”: nella maggiore parte dei casi non sono pericolose ma possono dare molto fastidio.

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In casa, al lavoro, per strada, sul tram molte persone soffrono di battiti cardiaci anomali, quelle che comunemente vengono chiamate “palpitazioni” o, più scientificamente, “cardiopalmo”. Quando si hanno le palpitazioni si sente come se il cuore saltasse un battito (extrasistole), oppure battesse troppo in fretta (tachicardia) o con troppa forza. Possono essere avvertite a livello di torace, gola o collo e si possono verificare durante un’attività oppure quando si è seduti o sdraiati tranquilli. Infatti, in condizioni normali, un soggetto sano non percepisce l’attività cardiaca e, quando accade il contrario, nasce spesso una forte apprensione originata dalla fastidiosa sensazione di “cuore in gola”.

Le palpitazioni sono responsabili del 16% delle visite presso i medici di Medicina Generale e rappresentano la seconda causa di valutazione specialistica cardiologica, dopo il dolore toracico.

Le cause – spiega Simona Bruno, medico aiuto nell’U.O. Medicina Generale di Clinica Castelli – possono essere diverse: emozioni forti e attività fisica intensa; assunzione di farmaci come inalatori per l’asma e farmaci per l’ipotiroidismo, se utilizzati in maniera impropria; utilizzo di decongestionanti per curare tosse e raffreddore, o integratori dimagranti e altri farmaci contenenti caffeina, efedrina, amfetamine, atropina, estratti tiroidei, o, più in generale, adrenergici e simpaticomimetici; uso di alcune sostanze come caffè, alcol, fumo e droghe; presenza di alcune patologie, quali, ad esempio i disturbi della tiroide o l’anemia, la febbre, l’ipoglicemia e la disidratazione; cambiamenti ormonali nelle donne durante la gravidanza, il ciclo o il climaterio (il periodo che precede la menopausa). In quest’ultimi casi le palpitazioni probabilmente scompaiono o regrediscono quando i livelli ormonali rientrano alla normalità.

Questi fattori scatenanti, che possono creare tachicardia o extrasistole, permettono comunque al cuore di lavorare normalmente e le palpitazioni di solito non sono pericolose. In altri casi (meno della metà dei pazienti), le palpitazioni sono invece sintomo di un’aritmia, cioè di un problema del ritmo o della frequenza del battito cardiaco. E l’aritmia, a sua volta, può essere sintomo di disturbi cardiaci come infarto, insufficienza cardiaca, problemi a carico delle valvole o del muscolo cardiaco. Le probabilità aumentano se si ha avuto già un infarto o un’altra malattia del cuore, o se si è a rischio di eventi cardiovascolari e in presenza di alterazioni elettrolitiche (gli elettroliti sono i sali minerali, ad esempio il potassio e il sodio, che si trovano nel sangue e nei fluidi corporei).

Il ricorso al medico è necessario se le palpitazioni si presentano frequentemente e se sono associate a vertigini o confusione, capogiri, sensazione di svenimento, difficoltà a respirare, sensazione di pressione o tensione al petto, alle spalle alla mandibola o alle braccia, mancanza di fiato, sudorazione.

La registrazione delle palpitazioni si ottiene per mezzo dell’elettrocardiogramma, eseguito durante la crisi o nell’arco delle 24 ore (ECG dinamico secondo Holter).

In generale, è buona prassi interrompere qualsiasi attività nella quale si è coinvolti, oltre che cercare di rilassarsi per far tornare i battiti cardiaci alla normalità stendendosi, quando possibile, e cercando di respirare a fondo.

In conclusione, nella maggiore parte dei casi le palpitazioni non sono pericolose ma possono dare molto fastidio. Occorre, pertanto, evitare le situazioni che le favoriscono e curare le eventuali patologie che le hanno originate.

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