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Carrefour, salta il tavolo sull’integrativo: a Bergamo 400 dipendenti in attesa

A pochi giorni dalla "riconsegna" a Lombardini degli ex Gros Market, Carrefour vuole rinegoziare il contratto integrativo firmato non più di un anno fa: a Bergamo interessa circa 400 dipendenti, occupati in 10 punti vendita.

Dopo Auchan, Carrefour. Un altro gruppo francese della Grande Distribuzione vuole rinegoziare il contratto integrativo firmato non più di un anno fa. E le ripercussioni arrivano anche a Bergamo, dove Carrefour gestisce 10 punti vendita, conta circa 400 dipendenti e dove ha avviato la sperimentazione del 24h in via Baioni.

Tra l’altro, la notizia della rottura la tavolo di negoziazione, arriva a pochi giorni dalla “riconsegna” a Lombardini degli ex Gros Market, Insomma, stagione grigia per i francesi, ma “periodo nero per i lavoratori del gruppo”.

A Roma, dove si svolgono le trattativa nazionali, sono state ritenute “troppo rigide e inaccettabili le posizioni aziendali in ordine alla sospensione della contrattazione integrativa aziendale negli Iper, Market e punti vendita Express e alla non applicazione degli istituti contrattuali riferiti a salario fisso, integrazione malattia, maggiorazioni straordinarie domenicali e festive e mensa, condizioni che di fatto si traducono nella sospensione del contratto integrativo per quasi la totalità dei dipendenti”. Lo rileva una nota unitaria di Filcams, Fisascat e Uiltucs, le sigle di Cgil, Cisl e UIl per i lavoratori del commercio.

“Una situazione, peraltro, aggravata dallo stallo negoziale -spiega il sindacato- al tavolo aperto con l’associazione datoriale Federdistribuzione per la definizione del nuovo contratto nazionale di lavoro che i dipendenti della grande distribuzione organizzata attendono da oltre due anni”.

“Abbiamo dimostrato la nostra disponibilità a trattare sulla flessibilità organizzativa per affrontare la situazione di difficoltà in cui versa l’azienda ormai da diversi anni – ha dichiarato il segretario generale della Fisascat Bergamo Alberto Citerio – Nonostante tale assunzione di responsabilità le priorità poste dal sindacato sono state sistematicamente ignorate, a partire dalla richiesta di un impegno da parte dell’azienda a salvaguardare i livelli occupazionali, a mantenere l’attuale perimetro aziendale e a garantire la gestione diretta dei punti vendita. Carrefour non solo non ha fornito alcuna rassicurazione rispetto alle problematiche poste ma, proprio mentre si svolgeva la trattativa, procedeva alla cessione di numerosi punti vendita con ripercussioni per centinaia di lavoratrici e di lavoratori. I dipendenti Carrefour non solo non hanno un contratto collettivo nazionale di lavoro, ma rischiano concretamente di perdere anche il contratto integrativo aziendale conquistato e difeso con tanti anni di lotta e che non siamo disposti a smantellare”.

Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori del gruppo francese della grande distribuzione organizzata riservandosi di proclamare in seguito ulteriori iniziative di protesta.

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