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Immigrati, Gian Antonio Stella “La storia ci insegna quanto sono importanti”

Il giornalista del Corriere della Sera ospite d'eccezione dell'incontro sul tema dell'immigrazione con alcune scuole superiori alla Casa del Giovane di Bergamo: “Paul Cezanne, William Paca, Filippo Mazzei, Enrico Fermi. Sono solo alcuni nomi che dimostrano come l'apporto di un immigrato possa essere importante”

Sempre più centrale nel discorso politico e pubblico, l’immigrazione è un tema che, alla luce dei recenti sviluppi di Parigi e la situazione presente ad oggi sul territorio italiano e bergamasco, invita a una maggiore riflessione.

Proprio con questo obiettivo si è tenuta martedì 24 novembre una convention sull’immigrazione all’auditorium della Casa del Giovane promosso dalla Fim Cisl di Bergamo: Gian Antonio Stella, giornalista del Corriere della Sera e scrittore di diversi libri sul tema, è stato l’ospite d’eccezione tra una bella cornice di pubblico e tanti ospiti e ha anche annunciato l’uscita nei prossimi mesi di un rinnovamento a livello di contenuti del suo libro “L’orda. Quando gli albanesi eravamo noi”, pubblicato nel 2002.

“Lo strumento adatto per iniziare questa riflessione è senz’altro la storia, capace di insegnarci tante lezioni di vita – afferma Stella – Non bisogna dimenticare che l’Italia, e soprattutto il popolo italiano, è stato in passato protagonista del fenomeno dell’immigrazione, in Europa e nel mondo”.

Immigrazione che ha portato, negli inizi del Novecento, moltissimi cittadini italiani e tanti bergamaschi ad emigrare alla ricerca di un presente e di un futuro migliore. Questa situazione è parallela e speculare alla situazione che sta vivendo ora l’Italia e l’Europa: una situazione in cui siamo noi i portatori delle migliori condizioni di lavoro e di vita, e siamo noi a “subire” quell’emergenza immigrazione che tanta miseria e morte ha portato nel Mediterraneo negli ultimi anni.

“La storia ci insegna quanti maltrattamenti e ingiustizie si possono sviluppare nella società contro le popolazioni migranti: esempio concreto è il linciaggio avvenuto a New Orleans nel 1891 contro 11 italiani; linciaggio da parte di quasi 20.000 persone ed esito di un clima di pregiudizio sviluppatosi in quegli anni contro i migranti italiani – ricorda lo scrittore – Ma non bisogna dimenticare anche di quanti italiani sono emigrati all’estero e sono diventati, grazie alla loro intelligenza e creatività, personaggi di rilievo nel paese di arrivo. Paul Cezanne, William Paca, Filippo Mazzei, Enrico Fermi. Sono solo alcuni nomi che dimostrano come l’apporto di un immigrato possa essere importante”.

Per capire quale sia la situazione e la grandezza del fenomeno attuale bisogna valutare i dati ottenuti negli ultimi anni. L’immigrazione riguarda circa 800.000 profughi che emigrano verso tutto il territorio europeo, territorio che conta circa 53 milioni di cittadini. Un rapporto di quasi 500:1 quello tra la popolazione europea ed emigrante.

Un dato che, hanno sottolineato i relatori, molte volte non viene compreso dalla società, anche a causa di propagande politico-sociali portate avanti dai partiti politici, Lega Nord su tutte, e che caratterizzano il mondo giornalistico attuale. Disinformazione e propaganda che si intrecciano in un tutt’uno e che porta all’aumento di quel sentimento di odio e razzismo che fa male all’Italia, all’Europa e alla popolazione di emigranti.

Il comune di Bergamo sembra essere però una specie di isola felice, visti i recenti sviluppi che hanno portato all’accettazione, da parte del consiglio comunale, del progetto per la accoglienza diffusa dei migranti. Sulle oltre 240 amministrazioni comunali presenti nel territorio provinciale, 22 sono state quelle che hanno risposto positivamente alla domanda: numeri che fanno ben sperare certo, ma che devono crescere se si vuole cambiare effettivamente qualcosa nella situazione attuale.

Il discorso dell’immigrazione è certamente legato anche alla situazione lavorativa dei migranti. Situazione che deve senz’altro migliorare, visti i problemi ancora presenti di accoglienza tra immigrati e lavoratori italiani. Tuttavia, la situazione lavorativa nella provincia di Bergamo è molto cambiata negli ultimi anni. Dati alla mano, sono quasi il 9% le aziende a proprietà straniera presenti in tutta la nostra provincia, numeri in forte crescita rispetto agli anni passati, ma che ha portato ad un generale miglioramento delle condizioni economiche presenti sul territorio provinciale.

Ad aprire la manifestazione un toccante minuto di silenzio per commemorare le vittime dell’attentato di Parigi e la recente scomparsa di don Gianni Chiesa, storico segretario dei metalmeccanici della Cisl di Bergamo e fondatore di Casa Amica. Presenti inoltre il segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli, Eugenio Torrese, sociologo e direttore dell’Agenzia per l’integrazione di Bergamo, e Ferdinando Piccinini, segretario provinciale della Cisl, oltre ad una rappresentanza delle scuole bergamasche, capitanate dall’Istituto Tecnico Commerciale Oscar Romero di Albino e dall’Istituto Comprensivo Ferruccio Dell’Orto di Brembate Sopra.

Un’occasione creata per capire, pensare e migliorare la situazione degli immigrati in Bergamo e provincia, perché non bisogna dimenticare che una volta eravamo noi quelli maltrattati e vittime di ingiustizia.

La lezione è “imparata”.

Luca Bonaiti

Commenti

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  1. Scritto da bepi

    ..ciaopì

  2. Scritto da Paolo

    Gian Antonio Stella ha ragione. Ma saremmo tutti meglio bendisposti e speranzosi verso la vita e il prossimo, se fossero stati messi in galera i responsabili delle ruberie politiche e burocratiche che Lui stesso ha denunciato nei suoi libri! Invece questi scaltri stanno al governo….. E’ anche per questo che si è incazzati con il mondo e con la vita, caro Stella!!!