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Giasini di Grassobbio: una finestra sul mondo tra studio e lavoro fotogallery

Le classi terze della scuola media di Grassobbio entrano in punta di piedi nel mondo del lavoro visitando la Giasini.

Nella mattinata di sabato 14 novembre, le porte della Giasini sono state aperte per ospitare le classi terze della scuola media di Grassobbio. In file ordinate i ragazzi sono entrati silenziosi e curiosi in un mondo quasi sconosciuto, e avvolti nei loro cappotti pesanti per proteggersi dalla nebbia fitta, hanno avuto la possibilità di toccare con mano e scrutare da vicino una dimensione che un ipotetico e lontano domani potrebbe coinvolgerli direttamente.

Fondata nel 1962 da Giovanni Giasini, l’azienda si avvale di un ufficio progettazione fornito di sistemi all’avanguardia, di un’aggiornata attrezzeria con moderne macchine utensili, di un reparto metrologico con macchine di controllo tridimensionale, unitamente ad un’adeguata organizzazione tecnico/commerciale, che consentono all’azienda di offrire al mercato, prevalentemente nazionale, un prodotto dall’elevato know-how. Prova tangibile ne è l’aver superato quasi indenne l’ultimo decennio caratterizzato dalla profonda crisi industriale ed occupazionale.

“Il ricorso alla cassa integrazione è stato occasionale e brevissimo”, afferma con orgoglio il direttore commerciale “ed essere riusciti a mantenerci comunque competitivi è motivo di orgoglio per la nostra azienda e ci offre speranza per il futuro”.

Alla Giasini Spa di Grassobbio ci si chiama tutti per nome, si collabora armoniosamente e il clima sereno influisce positivamente sulla rendita e sulla produzione. I sorrisi dei dipendenti spazzano via (almeno alla Giasini), tutte le tesi di Marx riguardo l’alienazione, le risate degli operai durante le piccole pause, suonano in contrasto con i ronzii dei macchinari, e l’aroma prepotente del caffè fa momentaneamente da padrone, vincendo anche l’odore acre dell’olio.

Dopo aver accolto caldamente le classi, il dottor Sergio Dolci, direttore commerciale della Giasini spa, fa gli onori di casa, il quale, coadiuvato da due colleghi, Gloria e Mauro e dallo studente stagista Fabrizio, ha accompagnato i giovani studenti alla scoperta dei vari settori dell’azienda.

In ogni reparto il dottor Dolci ha magistralmente illustrato ai ragazzi i processi produttivi dei macchinari e con semplici ma efficaci parole ha spiegato loro le varie mansioni degli operai. Accompagnati poi negli uffici, i giovani ospiti sono stati intrattenuti da alcuni video, commentati dai tre giovani collaboratori.

Al termine dei filmati, Fabrizio, lo stagista di quinta superiore dell’istituto “Esperia”, ha preso la parola per primo e ha chiesto agli studenti se avessero già scelto il piano di studi per i prossimi anni e se sì quale.

Ma i ragazzi si sono mostrati titubanti e scambiandosi gli uni con gli altri sorrisi imbarazzati sono rimasti in silenzio. Gloria ha invece raccontato ai ragazzi la sua esperienza scolastica e lavorativa, esaltando le grandi possibilità offritele dalla scuola superiore “Belotti” e ricordando quanto lo studio delle lingue straniere sia importante al giorno d’oggi. Ha manifestato una grande ammirazione e riconoscenza nei confronti della Giasini Spa, la quale ripone da sempre grande fiducia nei giovani, nelle loro idee e nelle loro capacià. È stata poi la volta di Mauro che ha caldamente consigliato ai futuri lavoratori di domani di scegliere attentamente il cammino per il proprio futuro, lasciarsi guidare dall’esperienza di genitori e insegnanti e di seguire i propri sogni fino in fondo. Si sa però che a quattordici anni i pensieri che affollano la mente di un ragazzino sono ben diversi dalle preoccupazioni di pianificare un futuro, dai progetti a lungo termine che danno forma alla vita di una persona. Un adolescente pensa al motorino, alla compagna più carina negli ultimi banchi alla quale forse non riuscirà mai a dire una parola, al rigore sbagliato alla partita di calcetto e alla mancia della nonna con la quale riuscirà ad andare al cinema anche quel sabato sera. E come possiamo noi alzare la voce rimproverandoli di essere superficiali e non curanti del loro avvenire? Da dove nasce la nostra pretesa di volere vedere a tutti i costi già scritto il cammino di nostro figlio? Dove troviamo l’arroganza per sbuffare in faccia a un ragazzino che non ha trovato ancora il suo posto nel mondo se nemmeno la metà di noi adulti ha trovato il suo?

Senza ombra di dubbio però, quando a darti consigli non è il professore noioso che fa la predica in classe o il genitore che “si è dimenticato di quando era giovane lui”, ma è un ragazzo più grande, allora gli sbadigli finiscono, ci si mette sull’attenti e come antenne su un tetto si capta ogni segnale. Sicuramente per alcuni studenti l’uscita di sabato mattina è stata solo una piacevole occasione per saltare le lezioni e per scampare all’interrogazione tanto temuta, ma forse, col nasino gelato tra la sciarpa e il berretto, c’è chi alla Giasini Spa è rimasto veramente affascinato dalle parole del dottor Dolci, dall’esperienza di Gloria, dai consigli di Mauro e di Fabrizio.

E chi lo sa, forse tra qualche anno lo ritroveremo con una penna e un progetto davanti a tanti altri ragazzini spensierati, che specchiandosi nei loro sguardi, rivedrà sé stesso.

Giulia Orlandi

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