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Si sente male in campo, stop alla partita: il giudice stanga le squadre

“Solo l'arbitro può fermare la partita”. Con questa motivazione è stato tolto un punto alle squadre Allievi di Limite sull'Arno e Virtus Gambassi Terme, provincia di Empoli. Peccato che giocatori e dirigenti abbiano deciso di non proseguire la partita perché un giovane calciatore aveva appena accusato un malore.

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“Solo l’arbitro può fermare la partita”. Con questa motivazione è stato tolto un punto alle squadre Allievi di Limite sull’Arno e Virtus Gambassi Terme, provincia di Empoli. Peccato che giocatori e dirigenti abbiano deciso di non proseguire la partita perché un giovane calciatore aveva appena accusato un malore ed era stato trasportato al pronto soccorso. In preda alle convulsioni, è stato salvato da un avversario che gli ha estratto la lingua dalla gola, poi gli interminabili minuti fino all’arrivo dell’ambulanza. A quel punto nessuno ha più voglia di giocare e i dirigenti decidono di sospendere la gara. La scelta viene punita dal giudice sportivo che nell’ultimo comunicato ufficiale ha sciolto la riserva: partita persa, un punto di penalizzazione in classifica e venticinque euro di multa per entrambe le squadre, colpevoli di aver deciso di non portare regolarmente a termine la gara, che può essere sospesa soltanto dall’arbitro.

ll giudice sportivo territoriale, «rileva che al 32º del secondo tempo un giocatore accusava un malore che costringeva l’arbitro ad una lunga interruzione di gioco per consentire l’arrivo del mezzo di soccorso e la successiva ospedalizzazione del ragazzo; tale accadimento aveva profondamente scosso ambedue le squadre inducendole a sottoscrivere un documento nel quale spiegano che "non se la sentivano di continuare"». Tutto ciò premesso, il giudice sportivo, «dopo aver fatto i doverosi sinceri auguri di pronta guarigione al calciatore, ricorda che l’art. 53 Noif (Norme organizzative interne) impone alle società di far concludere alle squadre (salva diversa determinazione arbitrale, unico soggetto legittimato a tale decisione) le gare iniziate. È pur vero che un episodio così possa certamente colpire la sensibilità dei giocatori (sensibilità il cui sviluppo è indubbiamente una delle finalità principali di questo splendido giuoco) e che alcuni valori come la solidarietà, lo spirito di squadra, l’umanità, possano indurre le squadre ad adottare decisioni drastiche le cui motivazioni non possono non essere comprese da questo giudice, ma è altrettanto vero che le formazioni che scendono in campo si impegnano, per regolamento federale, a terminare le gare. Non occorre certo elencare la pletora di incontri nei quali infortuni o malori, anche importanti, che sicuramente hanno scosso i giocatori in campo sono stati superati dalla determinazione degli stessi nel concludere l’incontro». Insomma, le partite vanno portate a termine, «sempre che non sia il direttore di gara a dichiarare che il fatto occorso non gli aveva consentito di continuare ad arbitrare con serenità ed in piena indipendenza di giudizio».

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