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Caso Yara, i genetisti: “Manca il dna mitocondriale di Bossetti? Ecco perché”

La deposizione del professor Previderè ha chiarito ogni dubbio riguardo il dna ritrovato su slip e leggins della tredicenne di Brembate: "Praticamente impossibile non sia quella dell'imputato"

Come ipotizzato alla vigilia, la deposizione del professor Carlo Previderè ha chiarito ogni dubbio riguardo il dna ritrovato su slip e leggins di Yara Gambirasio. Il genetista che con le sue analisi ha scovato Massimo Giuseppe Bossetti, ha illustrato dettagliatamente i motivi per cui quel dna nucleare non può essere che quello del carpentiere di Mapello. E ha anche fornito una spiegazione sulla mancanza di quello mitocondriale.
Venerdì 20 novembre, sedicesima udienza del processo Bossetti, unico imputato per il brutale delitto della tredicenne di Brembate Sopra. Una delle più attese e importanti, finora.
In aula, di fronte alla corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertojail professor Previderè dell’Università di Pavia e la sua assistente Pierangela Grignani, gli esperti che il 13 giugno 2014 arrivarono a Bossetti con l’analisi del dna nucleare ritrovato sul cadavere, dopo aver stabilito il rapporto di maternità tra Ester Arzuffi e Ignoto 1. Gli stessi che analizzarono poi il campione estratto dal boccaglio dell’etilometro nel finto controllo stradale a cui fu sottoposto il carpentiere il 15 giugno. Dal quale poi, il giorno successivo, scaturì l’arresto nel cantiere di Seriate.

"La possibilità di trovare un uomo con le medesime caratteristiche di Ignoto 1 è di una su 233 per 10 alla ventisettesima – ha spiegato Previderè – . Solo se ci fossero 330 milioni di miliardi di pianeti popolati da 7 miliardi di abitanti come è la Terra potrebbe essere scovata una persona con lo stesso dna. Praticamente è più che impossibile".

"Sull’assenza del dna mitocondriale nelle tracce ritrovate su slip e leggins – ha proseguito – c’è da dire che il numero di mitocondri è assai variabile e soggettiva. In una stessa persona muta a seconda dei tessuti analizzati, siano essi, ad esempio, sangue o capelli. In caso di tracce miste, come quella esaminata, cioè con dna di Bossetti mischiato a quello di Yara, sussiste il rischio di false esclusioni".

La testimonianza strettamente tecnica de professor Giorgio Casali, nel pomeriggio, ha chiarito ancora di più questo punto: "La mancata corrispondenza tra il dna nucleare e quello mitocondriale, nelle tracce ritrovate su slip e leggins, che a Bossetti non apparteneva, può essere dovuta a eteroplasmia, ovvero la possibilità che un individuo abbia, anche nella stessa cella, due genomi mitocondriali diversi. Entrambi i mitocondriali apparterrebbero quindi alla vittima".

Nel laboratorio dell’Università di Pavia sono state analizzate anche le formazioni pilifere trovate sugli abiti di Yara e sul furgone di Bosetti, raccolti da sedili e cassone con una speciale aspirapolvere. "Nessuna traccia pilifera di Bossetti è stata trovata su Yara -hanno spiegato gli esperti in aula – e nessuna traccia di Yara era presente sul furgonato di Bossetti".

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