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Dici Atalanta-Torino e pensi al Mondo: “C’è profumo d’Europa”

Il Baffo di Rivolta d'Adda, doppio ex della sfida in programma domenica al Comunale, parla delle due squadre che più hanno influenzato la sua carriera da allenatore: "Per entrambe è arrivato il momento di alzare l'asticella. Bergamo sta tornando il fortino che era un tempo. Baselli? Giusto venderlo la scorsa estate. E Belotti non deve deprimersi: il futuro è dalla sua parte".

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Un tifoso potrebbe dire di avere vissuto “i migliori anni della nostra vita” (parafrasando Renato Zero) da atalantino, con lui allenatore. Ma anche il tifoso granata è per forza legatissimo a lui, l’uomo della sedia agitata in aria nella finale di Coppa Uefa ad Amsterdam, così come per noi è l’allenatore che ha portato Bergamo alla semifinale di Coppa delle Coppe col Malines: sogni l’Europa e ti viene in mente il Mondo.

Ed è sempre un piacere parlare di calcio con l’ex genio e sregolatezza (da calciatore) e abile stratega della panchina, forse il migliore nel cambiare in corsa la squadra e ribaltare un risultato.

Ora, da commentatore per diletto, mai banale nel leggere le partite e le squadre che segue.

Ma Emiliano Mondonico se l’aspettava, quest’Atalanta così in alto e così piacevole a vedersi, per il gioco che mette in mostra e per il settimo posto in classifica?

"Sì, l’inizio è stato molto positivo e può far intravedere altre situazioni positive. Siamo tutti contenti di questa bella partenza e, come ben sapete, l’appetito vien mangiando. Se sono sorpreso? Per la verità me l’aspettavo già l’anno scorso, una partenza così. Era una squadra con grandissime qualità, invece… chissà, forse è meglio non parlarne, perché mai avrei pensato che la stagione scorsa andasse così. Mah, forse mi ero confuso e pensavo a quest’anno e… per ora bisogna solo fare tanti complimenti a questa Atalanta, con lo stadio di Bergamo che sta tornando il fortino che ci piace".

E il Torino?

"In questo momento mi sembra un po’ in difficoltà, ha preso solo due punti nelle ultime sei partite e chiaro che le indicazioni porterebbero a un successo dell’Atalanta. Poi il calcio è imprevedibile, ma questi gol subìti dal Torino negli ultimi minuti fanno un po’ riflettere".

Il pensiero viene facile: quanto questa Atalanta assomiglia alla sua con Morfeo, Lentini e Inzaghi?

"Non dimentichiamoci che alle spalle di quei tre avevamo anche Gallo e Sgrò, gli Architetti… e mi chiedo se ero fuori di testa o no a giocare con una squadra così, ma evidentemente quella era la soluzione giusta. Come l’Atalanta di oggi. C’è un problema Denis? Sta a chi guida la squadra fargli capire che non è stato messo in disparte. German ha le qualità per rispondere sul campo e domenica contro il Toro toccherà a lui e Reja dovrà essere bravissimo a trovare le motivazioni per ricaricare il Tanque. E poi ragazzi non dimentichiamo che si gioca in questo stadio dove l’urlo, questo grido di battaglia dei tifosi può mettere in difficoltà chiunque venga a Bergamo: se questa Atalanta sa trascinare la gente, teniamo presente che cosa significa giocare nel fortino, quando indossi la maglia nerazzurra".

Tornando alla sua Atalanta, quella di Superpippo a confronto con quella di oggi?

"Quell’Atalanta era costruita in funzione di Pippo Inzaghi: Foglio era contento di far fare gol a Pippo, Lentini a sinistra correva con lo stesso obiettivo, Morfeo magari si portava via il pallone per tirare lui il rigore, però siamo sinceri, quanti gol ha fatto fare a Pippo con i suoi assist? Davvero tanti. Questa Atalanta è più…generalizzata, c’è il Papu che fa spesso gol, Pinilla che fa gol e anche la fase difensiva, Moralez bravo a realizzare e fare assist, un centrocampo di grandi potenzialità e difensori che attaccano gli spazi. Tornando al confronto, direi che ogni Atalanta ha le sue caratteristiche e poi sono i risultati a determinare e mettere in evidenza tante cose. Per esempio quell’Atalanta ha entusiasmato girando per l’Europa, poi mi ha colpito un altro particolare".

Cioè?

"Beh, quando l’Atalanta ha giocato a Torino sul campo della Juve e si è parlato delle ultime imprese nerazzurre contro i bianconeri e… era la mia Atalanta, due vittorie in un anno nel 1990 con Evair e Caniggia, ma più ancora che vincere contro la Juve erano momenti esaltanti perchè respiravamo aria di Europa. Io ho visto tante belle Atalante, ma sono i risultati che determinano la bellezza di una squadra".

A proposito, oggi piace molto de Roon, già è stato paragonato a Stromberg: lei che ha conosciuto bene lo svedesone…

"Sinceramente, non ha molto di Glenn, nemmeno i capelli. L’olandese ha qualità ed è di grande quantità, ma sarebbe come paragonare Garlini a Inzaghi. La bravura dell’allenatore è quella di far rendere al meglio quello che hai a disposizione, allora Bortolotti, Ruggeri, Previtali che tecnicamente se ne intendevano facevano acquisti di grandissima qualità. E quando Cesare Bortolotti prese dal Piacenza Armando Madonna, mi disse: adesso andate in Europa. Io lo guardai un po’ così, invece aveva proprio ragione".

Ma secondo lei l’Atalanta ha fatto bene a privarsi di Baselli, uno degli ex che dovremmo rivedere domenica?

"I giocatori hanno il loro valore, se la richiesta soddisfa, giusto darlo via, difficile trattenerlo. Penso a quell’Atalanta: Foglio doveva andare al Milan, poi l’affare saltò e non è più stato il Foglio che conoscevamo. Quando Vialli passò dalla Cremonese alla Samp, se avessimo potuto trattenerlo avremmo forse guadagnato dieci volte tanto ma… l’Atalanta per Baselli ha avuto un introito, una squadra provinciale agisce in questa direzione".

Questo Toro invece le piace?

"Il Toro ha l’anima da combattente: in genere aspetta nel primo tempo per colpire nel secondo. Sono partiti bene, ora hanno un po’ tirato il freno, bisogna vedere se la buona partenza è stata anche per gli impegni europei, se questa situazione di difficoltà è o no temporanea. L’anno scorso il Toro ha vinto il derby e a Bilbao e ha vissuto molto su quelle due imprese, però se punti all’Europa devi dare di più".

Belotti? A proposito di paragoni, è stato accostato anche a Christian Vieri, che lei conosceva bene e ha avuto anche a Bergamo.

"Il futuro è dalla parte di Belotti. Il Toro ha Maxi e Quagliarella che ora stanno andando meno bene, appena Belotti potrà dare sfogo alle proprie qualità diventerà un grande, ma non facciamo paragoni…altrimenti se deludi per un giocatore è facile cadere in depressione".

Atalanta-Torino però non dovrebbe deludere?

"Penso a questo campionato italiano, all’equilibrio al vertice, non più due squadre che se ne vanno ma quattro che si giocano la testa e… e ripenso a quando c’erano le sette sorelle, in fondo anche oggi potrebbero rientrare Juve, Milan e un’altra, magari l’Atalanta, o il Sassuolo, o il Toro. Vediamo, però io coltiverei questa idea, mi sembra che ci sia il passo giusto per tornare nel grande calcio che conta, a respirare aria d’Europa".

Alberto Porfidia

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