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Le Coop. Isola e Lavorare danno lavoro a 340 dipendenti e seguono 550 persone

Le due coop danno lavoro a 340 dipendenti e seguono 550 persone. Nella cooperazione sociale una realtà forte: “Isola” e “Lavorare” unite per la qualità. “Un colosso da 10 milioni, la maggior rete accreditata da Regione Lombardia”.

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Nasce un nuovo “colosso” della cooperazione bergamasca. Nei giorni scorsi, infatti, la “Servizi Isola Onlus”, cooperativa attiva da oltre 30 anni nel campo dell’assistenza sociale e titolare di una serie di servizi di alto livello qualitativo, ha firmato l’accordo di “fusione per incorporazione” nella Lavorare Insieme, altra coop sociale tra le più attive nel panorama provinciale. Queste due realtà danno vita a una società che fatturerà nel corso del 2015 più di 10 milioni di euro, avrà 340 dipendenti e gestirà 2 residenze sanitarie, 6 centro diurni, 5 centri socio educativi, 6 servizi territoriali e garantirà l’assistenza educativa scolastica in 21 Comuni, il tutto a favore di oltre 550 disabili residenti nel territorio che copre una buona fetta della provincia di Bergamo (città e hinterland, Isola, Valle Seriana, valle Brembana, Valle Imagna, Dalmine e Seriate).

I presidenti delle due coop, Giacomo Viscardi, della Lavorare Insieme, che resterà presidente della coop, e Cesarino Ravasio, che farà parte del rinnovato CdA, hanno presentato nei giorni scorsi la nuova società, “nata anche grazie all’apporto tecnico e professionale di COESI (Centro Servizi per il no profit delle ACLI di Bergamo) e del Consorzio Ribes (Rete Integrata Bergamasca per l’Economia Sociale, sempre patrocinata da ACLI), con l’aiuto del sindacato e il supporto del direttore sociale dell’ASL Giuseppe Calicchio.

(Nella foto Giacomo Viscardi a sinistra e Cesarino Ravasio a destra)

Questa fusione, avvenuta dopo un percorso iniziato pochi mesi fa, rappresenta la forte responsabilità di rappresentare un’importante realtà di cooperazione sociale di primaria importanza a livello provinciale nel campo dei servizi alla persona”.

Tra gli obiettivi della nuova “Lavorare Insieme” c’è, oltre al “naturale mantenimento dell’occupazione attuale con la possibilità di crescita umana e professionale, l’ampliamento della filiera dei servizi per le persone con disabilità che permette di dare risposte articolate e adeguate al progetto di vita dall’infanzia alla anzianità”.

La nuova “Lavorare”, ammettono i due presidenti, “non sarà certo la più grossa cooperativa di Bergamo. C’è chi ci supera per numero di addetti e per fatturato, ma riteniamo senza dubbio di aver dato vita a una realtà di primaria importanza in provincia nel settore della disabilità, titolare del maggior numero di servizi accreditati dalla Regione Lombardia. Aver creato una rete unica di questi servizi non potrà che migliorare la qualità del nostro lavoro di rete”.

Per arrivare a questo risultato, è stata importante la disponibilità di tutti i lavoratori, ottenuta anche grazie al lavoro del sindacato.

“Questa soluzione ha impedito che si potesse arrivare a scelte più drastiche che riguardassero la perdita di occupazione – sostiene Alessandro Locatelli, della FISASCAT CISL. Le cooperative hanno capito che per abbattere costi generali è meglio affrontare una fusione che un taglio di personale addetto ai servizi. Così facendo mantieni la professionalità e i costi li tagli dall’amministrazione e dalla gestione delle strutture sociali, non colpendo in alcun modo l’utenza”.

Per Leopoldo Chiummo, di FP CGIL, “tale scelta va nella direzione di una continuità non soltanto in termini occupazionali ma anche in quella di una continuità educativa e di qualità del servizio. Va sottolineata peraltro l’importanza di aver mantenuto legata al territorio bergamasco la gestione di tali servizi così delicati Auspichiamo ovviamente che tutta questa importante operazione porti i benefici previsti per tutti, e che in un futuro, non troppo lontano, si possa tornare ad una contrattazione che tenga conto di incentivi premianti per tutti i lavoratori della cooperativa in un settore che, troppo spesso, soffre per i continui tagli che vengono operati "dall’alto"”.

La attuale “Lavorare Insieme” è dunque l’unione di due coop attive dal oltre 30 anni, e nate per rispondere in modo adeguato e strutturato ai bisogni dei disabili e delle loro famiglie, per costruire una comunità che consideri la disabilità e la fragilità non un mondo a parte ma una parte del mondo.

Nel corso di questi trent’anni, avendo particolare attenzione all’innovazione, sono stati progettati, realizzati e gestiti diversi servizi, che accompagnano la persona con disabilità in tutto l’arco della vita. Particolare cura è stata data da sempre ai rapporti istituzionali con i Comuni, gli Ambiti Territoriali e l’ASL soprattutto nel partecipare in modo proposito e costruttivo all’evoluzione delle politiche sociali e del nuovo welfare che avanza.

Per l’innovazione dei servizi la Lavorare Insieme, oltre a investire in risorse umane proprie, ha intessuto nel tempo proficue collaborazioni partecipando attivamente alle progettazioni del Consorzio Ribes come ad esempio l’elaborazione di progetti dedicati al “Dopo di noi”, ovvero della cura, gestione e assistenza dei disabili anche dopo la morte dei familiari. La “Lavorare Insieme” gestisce altri servizi: domiciliari, socio occupazionali, sollievo, avvicinamento alla residenzialità, osservazione e orientamento, sportello di consulenza pedagogica e di supporto psicologico. La nuova realtà della cooperazione sociale bergamasca dispone di potenzialità capaci di dare in futuro nuovi e ulteriori servizi alle persone. Con questa operazione, di rilevante importanza strategica, la “Lavorare Insieme” vuole affrontare la complessità delle sfide future mantenendo fede ai valori fondativi in stretto rapporto con le istituzioni, le famiglie e le realtà presenti sul territorio”.

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