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In “Viamoronisedici” le opere recenti di Calisto Gritti

La Galleria Viamoronisedici propone fino al 9 gennaio la mostra di opere recenti di Calisto Gritti. Si tratta di lavori su carta e su tela che ben rappresentano la raffinata e inquieta vena compositiva di Gritti, che approda qui a suggestioni straordinariamente lievi e fluide, vibranti di colore e di ritmo.

La Galleria Viamoronisedici propone fino al 9 gennaio la mostra di opere recenti di Calisto Gritti. Si tratta di lavori su carta e su tela che ben rappresentano la raffinata e inquieta vena compositiva di Gritti, che approda qui a suggestioni straordinariamente lievi e fluide, vibranti di colore e di ritmo.

L’artista, personalità affermata nel mondo dell’arte bergamasco a partire dai primi anni Sessanta in qualità di pittore, incisore, docente stimato del Liceo artistico e della Scuola dell’Accademia Carrara, fa tesoro oggi delle sue multiformi esperienze per arrivare a un sintesi espressiva di rara freschezza. C’è un che di lirico e di onirico nei grafismi pittorici che l’artista propone, ma anche di realistico e di materiale, a volte di viscerale.

C’è, nel suo linguaggio, la capacità di tenere insieme l’ideale e il concreto, il fantastico e l’ordinario, un po’ come negli antichi atlanti e carte nautiche, tavole di assoluto fascino capaci di evocare il mondo in tutta la sua fantasmagorica complessità.

Più che i massimi sistemi, tuttavia, a Calisto Gritti piace interpretare la realtà di ogni giorno, il quotidiano dis-ordine del linguaggio e delle relazioni, lo spazio del vivere e dell’abitare, del nascere e del morire. Le sue carte, le sue tele, sospendono lo spazio e il tempo in visioni che si aprono alla surrealtà, dove tutto è però associabile al reale pur senza assomigliarvi affatto. Ne nascono, come per naturale deriva, micro narrazioni libere, leggere, lontane dall’eloquenza del racconto, che sovvertono le aspettative della visione. "Quando dipingo o incido non so come sarà il risultato del mio operare", afferma Gritti.

"So soltanto che devo intuire quando l’opera in lavorazione comincia a vivere una vita sua".

Prendono forma, così, sotto le dita sapienti dell’artista, composizioni dove affiorano per interna emersione inquiete entità biomorfiche, in totale assenza di peso. Figlie, ancora una volta, di quel "mondo in perenne fluidità" di cui parlò Marco Lorandi, un mondo di "osmosi tra intenzionalità, avventure della mente, vagabondaggi dell’inconscio e concrete pulsioni". Con un plus, forse, oggi, di libertà e disinvoltura, a sprazzi quasi di nonchalance. L’impaginazione modulare della mostra, alla maniera di tessere musive, suggerisce il precario ma costante equilibrio, nell’arte di Gritti, tra il tutto e la parte: efficace sintesi di una poetica che al racconto predilige la via più suggestiva, certo più allusiva e antiretorica, del frammento.

La mostra è aperta da giovedì a sabato dalle 16 alle 19.

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