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Vendeva su internet cellulari inesistenti: bergamasco denunciato

E' stato denunciato per truffa il 43enne residente in provincia di Bergamo che avrebbe venduto su internet cellulari inesistenti. Il presunto truffatore annovera altri precedenti analoghi per aver consumato lo stesso tipo di reato tra il mese di settembre e quello di ottobre nelle provincie di Rovigo, Milano, Cremona e Trento.

E’ stato denunciato per truffa il 43enne residente in provincia di Bergamo che avrebbe venduto su internet cellulari inesistenti.

Le indagini sono partite dalla segnalazione, un mese fa di un giovane di Otranto che aveva denunciato alla polizia che, navigando su internet e visitando un sito specializzato nelle vendite online, aveva notato un annuncio relativo alla vendita di quattro telefoni cellulari del tipo “Galaxi S6 Edge” al costo di 120 euro ciascuno.

Allettato dal prezzo conveniente, il ragazzo aveva contattato, tramite un messaggio sul sito, il venditore, al quale aveva domandato “se avesse a disposizione un telefono di colore gold”.

Nel corso della stessa giornata, il denunciante aveva ricevuto sulla propria e-mail la risposta affermativa, con la richiesta di contattare telefonicamente il venditore, anche mediante “Whatsapp” a un numero di cellulare.

Dopo aver raggiunto l’accordo l’accordo per la vendita e aver ricevuto una foto dei telefonini in oggetto, il giovane ha versato sul codice IBAN fornito dal venditore, la somma pattuita di 480,00 euro per l’acquisto dei quattro dispositivi mobile “Galaxi S6 Edge”.

Dopo un’inutile ed estenuante attesa, protrattasi per diversi giorni, della merce, che sarebbe dovuta giungere tramite corriere espresso e appurato che i codici di spedizione per tracciare l’ordine risultavano inesistenti, l’acquirente si è reso conto di essere stato vittima di una truffa.

A seguito della denuncia gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Otranto, hanno avviato gli immediati accertamenti che hanno consentito di individuare il responsabile della presunta truffa: si tratta di P. R., 43enne, nato a Monza, ma residente in provincia di Bergamo, appurando altresì che per effettuare l’operazione era stato utilizzato il conto dove erano stato versato il denaro, chiuso pochi giorni dopo il bonifico.

Il presunto truffatore annovera altri precedenti analoghi per aver consumato lo stesso tipo di reato tra il mese di settembre e quello di ottobre nelle provincie di Rovigo, Milano, Cremona e Trento.

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