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Zingonia, 30enne ucciso a colpi di machete: confessa un quindicenne

Il killer sarebbe un minorenne marrocchino, senza fissa dimora, che è stato sottoposto a fermo giudiziario. Il ragazzo ha ammesso le sue responsabilità davanti al pubblico ministero del tribunale dei Minori di Brescia, Emma Avezzù.

Ha confessato di essere l’autore del delitto a colpi di machete di mercoledì sera in piazza Affari a Zingonia, in cui ha perso la Mohamed El Khouman, marocchino di 30 anni che viveva a Lallio con la moglie e una figlia piccola.

Il killer sarebbe un quindicenne marrocchino, senza fissa dimora, che è stato sottoposto a fermo giudiziario. Il ragazzo ha ammesso le sue responsabilità davanti al pubblico ministero del tribunale dei Minori di Brescia, Emma Avezzù.

Mentre resta da chiarire il movente, con la pista del regolamento di conti favorita, è ormai chiara la dinamica del delitto. El Khouman, intorno alle 20, si trovava in un parco con suo fratello di qualche anno più giovane.

A un tratto da una via laterale spunta un uomo con a tracolla un grosso machete. Ne arrivano altri, almeno sette, tra cui uno con una pistola. Partono alcuni colpi e i due fratelli marocchini iniziano a correre, inseguiti dai loro aguzzini.

Il più giovane verso la caserma dei carabinieri, in corso Asia, l’altro in direazione di via degli Oleandri. Dove però non arriva, perchè inciampa e cade a terra. Tre degli inseguitori riescono così a raggiungerlo e lo colpiscono con una serie di fendenti con il machete e una roncola, al collo e alla schiena, prima di lasciarlo esamine sull’asfalto.

Il fratello, scampato all’aggressione, torna indietro e cerca di fermare una delle auto che passano in zona in quel momento per chiedere aiuto, Ma nessuno si ferma. E anche lui viene colpito ma non in modo mortale.

I soccorsi arrivano poco dopo. I medici tentano per mezzora di rianimare Mohamed El Khouman, ma invano. Il fratello viene ricoverato al policlinico di Zingonia.

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