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Al Conca Verde incontri con Gianni Canova sul linguaggio del cinema

Da martedì 17 novembre al cinema Conca Verde prende il via un ciclo di tre incontri alla scoperta del linguaggio cinematografico. Coordina Gianni Canova, critico cinematografico, giornalista, scrittore, saggista e accademico.

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Al cinema Conca Verde prende il via un ciclo di tre incontri alla scoperta del linguaggio cinematografico. Coordina Gianni Canova, critico cinematografico, giornalista, scrittore e saggista, professore ordinario di storia del cinema e filmologia, nonché pro-rettore con delega alla didattica e preside della facoltà di comunicazione, relazioni pubbliche e pubblicità, alla Libera Università Iulm di Milano.

Il programma prevede tre serate, martedì sera alle 20.30, per scoprire e approfondire gli elementi del linguaggio del film attraverso tre grandi prospettive cinematografiche: "il regista", "l’attore" e "lo spazio e il tempo". Un omaggio a Marco Bellocchio con la proiezione di tre suoi lavori: "Il regista di matrimoni" (17 novembre), "I pugni in tasca" (24 novembre) e "Sangue del mio sangue" (1° dicembre).

Ne "Il regista di matrimoni", con Sergio Castellitto e Donatella Finocchiaro (drammatico, Italia, 2006, 107minuti), un regista, Franco Elica, è messo in crisi dal matrimonio della figlia con un fervente cattolico e dalla necessità di dover girare ancora una volta una versione dei Promessi sposi. Decide così di partire per la Sicilia alla ricerca dell’ispirazione che sembra aver perso. Lì ritrova un suo amico di vecchia data, anche lui regista, che si spaccia per morto nella speranza di raggiungere la fama che finora gli è stata negata. Incontra anche un uomo che vive realizzando le riprese dei matrimoni. Conosce anche il principe Gravina di Palagonia, un nobile spiantato che gli propone di dirigere le riprese del matrimonio della figlia Bona. Franco si innamora subito della giovane e bellissima ragazza e si propone di riuscire a evitarle di contrarre un matrimonio di convenienza.

Ne "I pungi in tasca", con Lou Castel e Paola Pitagora (drammatico, Italia, 1965, 107minuti), i protagonisti sono una madre cieca e i suoi quattro figli, che vivono in una villa di campagna. La loro è una famiglia particolare, anche perché molti dei ragazzi hanno gravi problemi psichici. Fra questi solo Augusto sembra aspirare a una condizione di normalità borghese. Leone è subnormale e finisce affogato nella vasca da Sandro. Costui è epilettico e anche Giulia non è del tutto "a posto", almeno a giudicare dal modo con cui osserva il fratello morire durante una crisi di epilessia.

Infine, in "Sangue del mio sangue", con Roberto Herlitzka, Pier Giorgio Bellocchio,, Filippo Timi, Elena Bellocchio e Alberto Bellocchio, il protagonista è Federico, un giovane uomo d’armi, che viene sedotto come il suo gemello prete da suor Benedetta, che verrà condannata ad essere murata viva nelle antiche prigioni di Bobbio. Nello stesso luogo, secoli dopo, tornerà un altro Federico, sedicente ispettore ministeriale, che scoprirà che l’edificio è ancora abitato da un misterioso conte, che vive solo di notte.  

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Commenti

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  1. Scritto da Paola

    Interessa a te e richi?
    P.