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A Bergamo alle 17.30 presidio contro i terroristi: nelle scuole alle 12 un minuto di silenzio

Lunedì 16 novembre in piazza Matteotti, davanti a Palazzo Frizzoni, si tiene un presidio in solidarietà al popolo francese per gli attentati terroristici compiuti venerdì 13 novembre a Parigi. Alle 13.30 raccoglimento nella chiesa delle Grazie. A mezzogiorno le scuole bergamasche osservao un minuto di silenzio.

Lunedì 16 novembre in piazza Matteotti, davanti al municipio di Bergamo, presidio in solidarietà al popolo francese per gli attentati terroristici compiuti venerdì 13 novembre a Parigi. Il ritrovo è dalle 17.30 portando nient’altro che un fiore per le vittime.

Nel corso della manifestazione, alle 18, ci sarà un momento istituzionale con la riunione del consiglio comunale di Bergamo.

Il presidio è promosso dal Forum provinciale di Bergamo per l’accoglienza dei richiedenti asilo.

All’iniziativa ad ora hanno aderito diverse realtà sociali, politiche, sindacali e culturali del territorio: tra le associazioni, movimenti e istituzioni, Adesso Donne 3.0, Aied bergamo, Amnesty International Bergamo, Arcigay Bergamo Cives, Comitato di cittadini per costruire l’accoglienza Valle Seriana e Commissione Pari Opportunità della Provincia di Bergamo, Cgil, Cisl e Uil, Donne per Bergamo-Bergamo per le donne, Emergency Bergamo, Ife Italia – Iniziativa Femminista Europea, Politeia – laboratorio di Donne e Politica, Tavola della Pace di Bergamo, Terraferma clown – clown senza confini, The Pirate Ship associazione teatrale e Uisp Bergamo; tra le associazioni studentesche, Unione degli Studenti Bergamo e Federazione degli studenti Bergamo; tra i partiti e movimenti politici, Giovani Democratici della Provincia di Bergamo, Federazione provinciale e cittadina Sinistra Ecologia Libertà Bergamo, Partito Democratico, Partito Socialista Italiano provinciale e cittadino Bergamo e Possibile Bergamo.  "Al terrorismo, alla guerra e all’odio rispondiamo con più libertà, più uguaglianza, più fraternità".

Sempre a Bergamo, nel primo pomeriggio, alle 13.30 alla chiesa delle Grazie, le Acli Bergamo e l’Ufficio diocesano per la pastorale sociale si troveranno per un momento di preghiera in ricordo delle vittime, e di silenzio, "per fare appello con tutte le nostre forze alla bontà di un dialogo tra culture e fedi che va perseguito senza sosta e senza permettere alla paura di portarci via la nostra umanità. Parigi e le sue ferite, che sentiamo essere le ferite di tutti coloro che non smettono di credere nella forza del dialogo e della condivisione come unica via che rende possibile il bene di ciascuno e di tutti".

Alle 12 nelle scuole bergamasche si osserverà un minuto di silenzio per condannare i gravissimi attacchi terroristici a Parigi e mostrare grande vicinanza al popolo francese commemorandone le vittime, con profondo cordoglio anche verso la famiglia della studentessa italiana Valeria Solesin.

La comunità scolastica tutta si stringe attorno ai parenti delle vittime e condanna con forza quanto accaduto, promuovendo percorsi di riflessione, per una forte risposta educativa e culturale.

“L’educazione è il primo spazio di libertà, di fronte alla terribile violenza che colpisce l’intera umanità la nostra risposta di condanna deve essere ferma ed è fondamentale che i nostri studenti possano avviare percorsi di riflessione e di studio per capire e approfondire quanto accaduto, e riaffermare i principi della nostra identità in cui credere e riconoscersi, primo fra tutti il valore e il rispetto della vita, propria e altrui – dichiara Patrizia Graziani, dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Bergamo – Il compito principale della Scuola è oggi quello di consegnare ai giovani gli strumenti culturali per vivere bene nella società complessa, ponendo al centro il valore della persona e del suo pieno sviluppo, dell’accoglienza e del dialogo tra le culture”.

In queste ore si sono moltiplicate e sono state diverse le iniziative, anche da parte dei nostri giovani, per manifestare lo sgomento, il cordoglio, la tristezza, la vicinanza al popolo francese. Fra le varie voci, la Consulta studentesca bergamasca, nelle ore immediatamente successive agli attacchi, ha scritto: “Le nostre sono parole di commozione e tristezza: ieri sera la città di Parigi è stata brutalmente colpita da una serie di attentati perpetrati da un gruppo di terroristi appartenenti al sedicente Stato Islamico. In occasioni come queste non possiamo che esprimere la nostra vicinanza e solidarietà con il popolo francese, ma al tempo stesso dobbiamo evitare che tali eventi lascino spazio ad una logica xenofoba. Molte delle vittime della sparatoria al Bataclan erano ragazzi e studenti proprio come noi. Attoniti davanti a tanta violenza non dobbiamo chiuderci nella paura e nell’odio, bensì dobbiamo reagire a testa alta”.

Commenti

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  1. Scritto da planets

    facciamo 2 conti , in circa 5 anni in Siria sono stati massacrati dai liberatori, quelli che creano le guerre per vendere le armi, circa 250000 persone. Speriamo che i mediorientali non si mettano in testa di applicare la legge del taglione, perchè tutti i massacri che gli occidentali hanno fatto in nome della distruzione delle inesistenti armi di distruzione di massa sono costate centinaia di migliaia di vittime civili innocenti.

    1. Scritto da Ovest

      Quindi tutti i morti in Siria, in Iraq, in Afghanistan sarebbero colpa degli “occidentali”? Atrocità ISIS, talebani e stragi terroristiche sono sempre colpa degli occidentali? I poveri jihadisti sarebbero vittime dell’occidente corrotto e cattivo? Dobbiamo scegliere da che parte stare, e io sto con l’occidente, perchè ti sembrerà strano, ma è da noi che ci sono diritti, civiltà e democrazia, togli la testa dalla sabbia che ti conviene…

      1. Scritto da poeret

        L’IGNORANZA UCCIDE..informarsi su chi ha armato (e arma) l’isis..un indizio, sono gli stessi che hanno armato Obama, gli stessi che prima anno fatto eleggere Saddam, piuttosto che dato potere a Gheddafi e che poi li hanno “scartati” Resta una ferma condanna verso i terroristi ed una preghiera per le vittime. Qui la religione conta poco, è un paravento..per nascondere soldi, lobby (della guerra) e potere

  2. Scritto da Francesco

    Bisogna capire come affrontare il terrore che si avvicina, quelli della mia generazione sono cresciuti nella stagione orrenda delle carneficine del terrorismo, non sono passati secoli, dobbiamo fare capire a questi ragazzi che il mondo non è fatto solo di social network e di stare attenti ai falsi profeti, dobbiamo difendere la libertà e la democrazia, quella che permette a tutti di essere se stessi e di professare la propria fede e le proprie idee senza finire ammazzati!

  3. Scritto da Lidia

    non dobbiamo però dimenticare che gli islamici ci credono una razza inferiore, pertanto ogni debolezza o giustificazione da parte nostra vuol dire x loro che noi siamo da sopraffare, mi auguro da parte dei nostri governanti polso fermo e nessun cedimento o giustificazione.