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Acquisti online col bancomat: da gennaio il via libera

La procedura di acquisto si differenzia da quella standard delle carte di credito perché non si richiede la digitazione di alcun dato sensibile, ma si viene indirizzati al proprio sito di home banking (che è necessario avere).

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Presto, prestissimo, già da gennaio 2016 sarà possibile usare online il bancomat

A dire il vero i primi acquisti pagobancomat sul web sono partiti in questi giorni: li hanno effettuati i clienti delle banche che hanno partecipato come emittenti pilota al progetto del Consorzio Pagobancomat, e cioè Banca del Piemonte, Cassa di Risparmio di Asti, Cassa di Risparmio di Ravenna e Banca di Imola.

Da gennaio invece qualunque banca e qualunque esercente commerciale potrà aderire al progetto (con una limitazione: il circuito Pagobancomat è italiano, dunque un operatore estero deve avere una convenzione con una banca italiana): la procedura si differenzia da quella standard delle carte di credito perché non si richiede la digitazione di alcun dato sensibile, ma si viene indirizzati al proprio sito di home banking.

Si tratta di un passo importante per lo sviluppo dei pagamenti elettronici in Italia: infatti gli italiani si fidano di più di questa carta piuttosto che di quelle di credito: tra le oltre 90 milioni di carte di pagamento in circolazione al primo posto c’è il bancomat, con 36,3 milioni di pezzi, le carte di credito sono scese a 20 milioni, 22 milioni e mezzo sono le prepagate, e poi ce ne sono altri tipi come quelle emesse dalle Poste o quelle che permettono la rateizzazione.

Il Consorzio Bancomat intanto si sta muovendo anche in direzione del mobile che si avvia a diventare la prossima fase di evoluzione dei sistemi di pagamento con moneta elettronica. 

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Commenti

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  1. Scritto da Giuseppe

    Indubbiamente questo risultato è una manifestazione del favor del legislatore nei confronti della moneta elettronica, già visibile nel dl 179/2012, convertito in legge con la 221/2012 (cfr. articoli 15.4 e 15.5).
    Ritengo, purtuttavia, che, come ricorda il nostro fk, l’ulteriore modifica dell’art. 49 del dlg 231/2007 mal si concili con la condotta dell’autorità legislativa nell’ultimo lustro: si pensi, a tal proposito, alla precedente riforma (2011) dello stesso decreto.

    1. Scritto da pablo

      sai che stavo giusto pensando alla precedente riforma dello stesso decreto? ora che hai dato sfoggio della tua conoscenza, è giusto che tu sappia che il tuo commento è incomprensibile.

      1. Scritto da Giuseppe

        Non si preoccupi, è un piacere per me spiegare.
        La prima norma da me citata, di cui probabilmente avrà sentito parlare, impone ai commercianti l’obbligo di accettare un pagamento del cliente in moneta elettronica (a partire da una somma minima, mi pare sia 30 euro, ma non posso confermare).
        La modifica del 2011 dell’art. 49 del dlg 231/2007 limitava a 1000 euro il valore massimo entro il quale si possa adempiere ad un’obbligazione in contanti (senza l’ausilio di intermediari o terzi)

  2. Scritto da fk

    E intanto il nostro governicolo alza la soglia del contante a 3000 euro, incoraggiando ladri ed evasori fiscali. RIFORMA, per grazia di Renzi e volontà di Angelino Jolie Alfano.

  3. Scritto da Aldo

    Non abbiamo dubbi che facciano in fretta a fornirci gli strumenti di spesa veloce e senza fatica. Rimane il grosso dilemma di avere i soldi sul conto corrente, grazie ad un lavoro e ad un reddito…… Paesucolo del quarto mondo