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Palafrizzoni vende lo stadio A breve il bando per il perito che stabilirà il valore

Il Comune non può vendere direttamente al patron nerazzurro: lo stadio deve essere inserito nel prossimo piano delle alienazioni.

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“Vendesi. Prezzo modico”. O forse no? Che il Comune di Bergamo abbia intenzione di vendere lo stadio è noto da tempo. Con la riqualificazione della tribuna centrale, la scorsa estate, è stato fatto il primo passo verso la privatizzazione definitiva dell’impianto. Nonostante la proprietà sia ancora pubblica, infatti, il cantiere e l’intero progetto di restyling è stato affidato all’Atalanta di Antonio Percassi, inquilino di lusso. Il secondo passo, decisivo, è atteso nelle prossime settimane.

Il patron atalantino ha già dato disponibilità a investire qualche decina di milioni di euro per trasformarlo in un gioiellino all’inglese, con tanto di museo e Atalanta store. Per dare il via all’operazione però è necessario che Palafrizzoni metta sul mercato l’immobile. Una stretta di mano tra il sindaco Giorgio Gori e Percassi non è sufficiente.

Il Comune non può vendere direttamente al presidente nerazzurro: lo stadio deve essere inserito nel prossimo "piano delle alienazioni", documento in cui vengono inserite tutte le proprietà pubbliche vendibili a chiunque presenti un’offerta adeguata.

Prima però l’amministrazione deve affrontare un enorme punto di domanda: quanto vale lo stadio di Bergamo? La risposta spontanea è semplice: molto, se sul rettangolo verde gioca l’Atalanta, poco o nulla invece se rimarrà vuoto. A valutare tutti questi aspetti e soprattutto a fissare il prezzo base d’asta sarà un perito scelto con un bando dal Comune nei prossimi giorni. Il professionista avrà il difficile compito di trovare il giusto compromesso tra la valorizzazione di un’importante area pubblica (da non svendere) e l’individuazione di un prezzo accettabile dalla più logica controparte.

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Commenti

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  1. Scritto da peter

    ma a quanto verrà via, più o meno? e se i bergamaschi facessero una colletta per comprarlo e demolirlo una volta per tutte? mi pare che per la stragrande maggioranza della cittadinanza sia solo una fonte di problemi e disagi, ma la politica ovviamente non se occupa perchè “la dea non si tocca”…

  2. Scritto da Luca

    Ci inginocchiamo davanti ai rari pini marittimi ammitati fin da bambino.

    1. Scritto da Carlo57

      Questa risposta la dice tutta sul livello di molti frequentatori da stadio, che magari “arricchiscono” pure la loro cultura leggendo solo il noto quotidiano sportivo, per tenersi pronti a intrupparsi nei fine settimana, fregandosene dei residenti.

      1. Scritto da Andrea

        L Atalanta e’ seguita da decine di migliaia di bergamaschi.
        I pini marittimi sul piazzale un po’ meno.

      2. Scritto da Luca

        Mi spiace: acqua. Non vado allo stadio. Non leggo la Gazzetta. E non capisco perchè il mio commento devrebbe dire qualcosa sul mio livello… forse solo perchè non dalle sua idea. L’articolo parla della vendita dello stadio, e il commento sui pini sembra abbastanza fuori tema. Come tutti qui commenti del tipo “come era bella la mia Bergamo” che si leggono in tante occasioni. Si rassegni: i pini non ci sono più e la città va avanti!!!!

  3. Scritto da Patrizia

    speriamo vada a buon fine la vendita, lo stadio così come è ora è una vera porcheria, non si vede nulla se non vai in tribuna d’onore, o in gradinata coperta, e paghi ?

  4. Scritto da Carlo57

    Ma perché non lo spostano questo Immane Ricettacolo di Scalmanati, che mette in ginocchio mezza Bergamo ogni due settimane, e ci costa un patrimonio fra elicotteri e forze dell’ordine? Anni fa hanno pure deturpato il piazzale antistante con quelle orrende recinzioni, e abbattuto i filari dei rari pini marittimi che ammiravo fin da bambino. Ma è possibile fare simili PORCHERIE quasi nel centro di Bergamo, in nome di un presunto sport ?

    1. Scritto da Zibibbo

      Io direi pure di spostare la stazione: troppo in centro e luogo di aggressioni, spaccio, rapine…ricordo con piacere e nostalgia l’asfalto davanti all’ingresso ora deturpato da una ignobile riqualificazione.

      1. Scritto da pedro

        l’unica cosa sensata che hai scritto è che la riqualificazione della stazione è ignobile. e l’asfalto non devi nemmeno rimpiangerlo, visto che ce n’è più di prima.

  5. Scritto da stefano

    Ma quanto e’ valutato nel bilancio del comune?