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Locatelli e 66 parlamentari “Camera e Senato discutano del fine vita”: concordi? Vota

"I parlamentari scappano, con un atteggiamento un po' di vigliaccheria e un po' di ipocrisia, dal tema della morte, ma non si può fingere che questo argomento non si ponga": così Pia Locatelli spiega il senso della lettera che l'intergruppo trasversale formato da 67 deputati e senatori ha inviato alla presidente della Camera per chiedere la calendarizzazione delle proposte di legge in materia di fine vita.

"I parlamentari scappano, con un atteggiamento un po’ di vigliaccheria e un po’ di ipocrisia, dal tema della morte, ma non si può fingere che questo argomento non si ponga": così Pia Locatelli, deputata socialista, spiega il senso della lettera che lei e altri 66 parlamentari di ogni partito, da Forza Italia a 5 Stelle, uniti in un integruppo trasversale, costituito a settembre su sollecitazione dell’associazione Luca Coscioni, hanno inviato alla presidente della Camera Laura Boldrini e ai capigruppo delle varie forze politiche per chiedere la calendarizzazione delle proposte di legge in materia di fine vita.

"Il nostro gruppo, che si occupa di temi quali il testamento biologico e l’eutanasia – prosegue la coordinatrice bergamasca Pia Locatelli che ne è anche promotrice insieme a Ilaria Buitoni Borletti (Scelta Civica) e Marisa Nicchi (Sel) – non ha il compito di trovare le soluzioni, ma di porre il problema e con questa lettera chiediamo che il Parlamento si metta a discuterne con date certe e definite".

"Ognuno di noi – conclude – ha il diritto di scegliere se e come curarsi ed è assurdo che questo diritto venga meno quando non si è più capaci di intendere. Non costringiamo i nostri cittadini e le nostre cittadine, come già sta avvenendo e come è avvenuto per altri diritti, a dover andare all’estero per avere una morte dignitosa”.

Sei d’accordo con la richiesta? Vota il sondaggio per dire se il Parlamento deve legiferare in materia di fine vita o no.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    Sarebbe ora non solo discutere ma arrivare a qualcosa di concreto. Non devo decidere io cosa deve fare l’altro. Io devo poter decidere cosa voglio fare in caso disperato. Ognuno si tenga la propria idea e non pretenda obblighi da altri.

  2. Scritto da Zaverio defendi

    Perfettamente d’accordo cosa si aspetta a decidere. La vita è di ogni persona ed è la stessa a decidere per si è non gli altri.

  3. Scritto da Giovanni Gambaro

    E comunque, se non ho le cinture mi fanno la multa (giustamente) ma sono libero di non metterle. Chi è in stato vegetativo è obbligato a non poter decidere sul suo fina vita, a subire scelte e convinzioni altrui, rinunciando alla più basilare dignità umana.#iostocomax

    1. Scritto da Maurizio

      “costretto a subire decisioni altrui…” Perché quando sali in auto, sei tu che hai scelto il lato del volante, la corsia che devi tenere, stabilisci tu i cartelli stradali, non ti fermi al rosso, non paghi l’autostrada, parcheggi al centro dell’incrocio, giri a piacere sulle piste d’atterraggio? Chiaramente, se tu non avessi accettato per milioni di volte, per anni, la volontà, il buon senso, le decisioni, l’imposizioni altrui, non saresti più qui a scrivere di libertà, da tanto.

  4. Scritto da giuseppe

    Tema complesso. Ho lavorato per 15 anni come infermiere con persone in stato vegetativo. Sono contrario all’eutanasia ma anche all’accanimento terapeutico e a favore del testamento biologico.

  5. Scritto da vincenzo

    ovviamente sarebbe più facile legiferare se non ci fosse l’ingerenza del VATICANO, tra’l’altro stato estero e extracumunitario……, non si tratta di ledere la libertà di nessuno,come voglio morire lo decido IO!, con la legge di un parlamento laico i libero!

    1. Scritto da TT

      Ci si potrebbe scrivere un libro sulle”ingerenze del vaticano”in primis il rispetto delle idee altrui come in questo caso. Ma purtroppo con la politica/i che ci ritroviamo…

  6. Scritto da libero arbitrio

    Uno dovrebbe essere LIBERO,di decidere come vivere e morire. Senza sofrire…

  7. Scritto da Giovanni

    Non mi sono creato da me, quindi la mia vita non mi appartiene totalmente. E non si tratta di un discorso cristiano ma umano.
    Questa cultura di matrice liberista e commerciale a cui la sinistra aderisce con tanto fervore…

    1. Scritto da Giovanni Gambaro

      Il fatto che le creda di ‘non essersi creato da se’ è una sua rispettabile opinione, ma niente di più. Non c’entra nulla il liberismo men che meno il commercio. E’ una questione di dignità, di rispetto prima ancora che di libertà. E’ una questione che riguarda persone a fine vita per malattie gravissime e invalidanti che tolgono in alcuni casi tutto tranne la lucidità, ma più di ogni altra cosa appunto la dignità. #iostoconmax

    2. Scritto da Alex

      Caro Giovanni, questo è quello che credi tu ed io lo rispetto, infatti una legge in materia non obbligherebbe te a fare niente se non vorrai ma darebbe ad altri che non la pensano come te il diritto di decidere della “loro” vita come meglio credono. Si chiama libertà di scelta.

      1. Scritto da Giovanni

        Non la penso così, perché la vita di un altro ha a che fare con la mia.
        Un esempio di altra natura ma che ha una sua attinenza: per quale ragione mi obbligano ad allacciare le cinture di sicurezza quando vado in auto ?

        1. Scritto da L'ignorante

          Perché se non hai le cinture ti fai più male e a tutti noi costa di più darti assistenza ospedaliera.

        2. Scritto da Luca

          Perchè se hai un incidente e necessiti di cure diventi un costo per il sistema sanitario nazionale ovvero per la collettività.
          Lasciare libertà di scelta su la fine vita al contrario non ha alcun costo per la collettività e non ti toglie alcun diritto.

  8. Scritto da Angelique

    Era ora che Senatori e Deputati comincino a discutere seriamente del fine vita di Camera e Senato. Non se ne può più di tanti strapagati a vita!