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Brembo, 2015 senza freni Fatturato in crescita: 1,5 miliardi in 9 mesi

Il Cda di Brembo ha approvato i dati trimestrali del Gruppo al 30 settembre 2015: fatturato in crescita del 15,6% a 1.549,1 milioni di euro con le vendite che registrano aumenti significati in Germania e Regno Unito mentre sono in leggera flessione in Italia.

Il Consiglio di Amministrazione di Brembo, riunitosi giovedì 12 novembre sotto la Presidenza di Alberto Bombassei, ha approvato i risultati trimestrali del Gruppo al 30 settembre 2015. I ricavi netti consolidati del Gruppo Brembo nel terzo trimestre 2015 ammontano a 510,2 milioni di euro, in aumento del 16,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il principale contributo alla crescita dei ricavi deriva ancora una volta dalle applicazioni per auto, in incremento del 20,2%. Bene anche il settore delle moto, in crescita del 9,3% e quello dei veicoli commerciali in progresso del 16,5%. Il settore delle competizioni risulta in calo nel trimestre del 16,7% per effetto del deconsolidamento di Sabelt a partire dal 1 giugno 2015. Confrontando i due periodi in maniera omogenea si registra un incremento del comparto racing del 10,3%.

A livello geografico le vendite in Germania aumentano del 19,3%, nel Regno Unito del 10,2% e in Francia del 2,9% rispetto al terzo trimestre 2014. In debole calo il mercato italiano, in riduzione dell’1,1% trimestre su trimestre. Per quanto riguarda i paesi asiatici, il mercato indiano cresce del 27,7% (al netto dell’effetto cambi +14,2%). Bene anche Giappone e Cina, che crescono del 54,2% e del 12,6%, rispettivamente. Il Nord America (USA, Canada e Messico) prosegue il suo sviluppo, incrementando le vendite del 31,1% (12,7% a tassi di cambio costanti). Il Sud America (Argentina e Brasile) riflette il perdurare della difficile situazione del mercato automotive ed è in calo del 29,7% (-14,5% a parità di cambi).

Nel terzo trimestre 2015 il costo del venduto e gli altri costi operativi netti ammontano a 337,7 milioni, in incremento del 13,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando ammontavano a 298,0 milioni di euro. In percentuale sulle vendite tale voce si riduce al 66,2% rispetto al 68,0% del corrispondente trimestre 2014. I costi per il personale sono pari a 83,0 milioni di euro, con un’incidenza del 16,3% sui ricavi, in riduzione rispetto al 17,5% dello stesso periodo dell’anno precedente.

I dipendenti in forza al 30 settembre 2015 sono 7.809, in incremento di 43 persone dal 30 giugno 2015 e di 106 dal 30 settembre 2014.

Il margine operativo lordo (EBITDA) del trimestre in esame ammonta a 91,9 milioni di euro (18,0% dei ricavi), in incremento del 39,9% rispetto allo stesso periodo del 2014. La voce ammortamenti e svalutazioni cresce del 16,9% a fronte dei consistenti investimenti realizzati nei periodi precedenti e si attesta a 28,8 milioni di euro. Il margine operativo netto (EBIT) è pari a 63,1 milioni di euro (12,4% dei ricavi), in incremento del 53,7% rispetto al terzo trimestre 2014. Gli oneri finanziari netti ammontano nel periodo in esame a 2,3 milioni di euro (3,7 milioni nel terzo trimestre 2014). Tale voce è composta da oneri finanziari per 2,8 milioni (3,6 milioni nel terzo trimestre 2014) e da differenze cambio nette positive per 0,5 milioni (0,04 milioni negative nello stesso periodo dell’anno precedente). Il risultato prima delle imposte ammonta a 60,8 milioni (11,9% dei ricavi) e si confronta con 37,3 milioni dell’analogo periodo del 2014. La stima delle imposte, calcolata sulla base delle aliquote previste dalla normativa vigente, è pari a 17,6 milioni (6,9 milioni nel terzo trimestre 2014), con un tax rate del 28,9% rispetto al 18,6% dell’analogo periodo 2014. Il periodo chiude con un utile netto di 43,2 milioni, in aumento del 42,0% rispetto ai 30,4 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente. L’indebitamento netto al 30 settembre 2015 si attesta a 215,4 milioni e si confronta con 270,4 milioni del 31 dicembre 2014 e con 319,8 milioni del 30 settembre 2014.

Passando ad esaminare il periodo chiuso al 30 settembre 2015, i ricavi netti consolidati del Gruppo Brembo ammontano a 1.549,1 milioni, in crescita del 15,6%. A parità di cambi i ricavi crescono del 9,3%. Il margine operativo lordo (EBITDA) del periodo ammonta a 266,8 milioni (17,2% dei ricavi), in incremento del 28,4% rispetto allo stesso periodo del 2014. Il margine operativo netto (EBIT) è pari a 184,4 milioni (11,9% dei ricavi), in incremento del 37,1% rispetto ai nove mesi del 2014. Il periodo chiude con un utile netto di 132,1 milioni, in aumento del 40,0% rispetto ai 94,4 milioni dell’analogo periodo dell’anno precedente.

Il Consiglio di Amministrazione ha deliberato una nuova composizione del Comitato Controllo e Rischi, a seguito del superamento dei limiti di anzianità previsti dal Codice di Autodisciplina di Brembo S.p.A, da parte del Consigliere Presidente G. Cavallini e da parte del Consigliere membro G. Dallera. Il Comitato Controllo e Rischi, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al termine del mandato consiliare (assemblea che approva il bilancio 2016), sarà composto da: Pasquale Pistorio – Presidente (Amministratore Indipendente e Lead Independent Director); Giovanni Cavallini (Amministratore Indipendente); Bianca Maria Martinelli (Amministratore Indipendente).

Il presidente Alberto Bombassei: “Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti e fiduciosi per il prosieguo dell’anno. In termini di distribuzione geografica, è rilevante sottolineare quanto abbiano contribuito al raggiungimento dei risultati dei primi nove mesi dell’anno aree di mercato extra– europee come il Nord America – in costante sviluppo con gli Stati Uniti, ormai consolidati come primo mercato per il Gruppo – e l’Asia, con l’India, il Giappone e la Cina in continuo e significativo progresso. Per i periodi successivi siamo consapevolmente prudenti, anche a seguito dei recenti sviluppi sul mercato automobilistico tedesco. Se, infatti, per il settore della componentistica italiana l’impatto delle vicende che hanno coinvolto il più grande gruppo automobilistico europeo credo possa essere significativo ma non drammatico, per Brembo in particolare è ragionevole pensare che, considerato il mercato Premium a cui ci rivolgiamo, le possibili conseguenze dovrebbero rivelarsi di modesta entità”.

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