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“Così ho fatto arrestare quel rapinatore che mi voleva sparare”

Grazie al gesto eroico di un 49enne bergamasco, gli agenti della polizia di Bergamo hanno arrestato M.A., un rapinatore 44enne originario di Napoli ma residente a Seriate che aveva appena colpito in un bar di via San Colombano

 "Mi ha detto ‘zitto o ti sparo’, ma io l’ho affrontato e sono riuscito a farlo arrestare". Non ci ha pensato due volte domenica pomeriggio un 49enne bergamasco a intervenire quando ha notato uno strano trambusto provenire da un bar di via San Colombano a Bergamo. E grazie al suo gesto eroico, gli agenti della polizia di Bergamo hanno arrestato M.A., un rapinatore 44enne originario di Napoli ma residente a Seriate. 

Erano da poco passate le 13, quando il malvivente ha fatto irruzione in un bar e sotto la minaccia di un’arma (probabilmente una pistola scacciacani) si è fatto consegnare l’incasso della giornata ed è uscito. In quel momento, in via San Colombano, stava passando un 49enne bergamasco che si è accorto che qualcosa non andava: "Non ho capito subito che si trattava di una rapina – racconta l’uomo – così ho chiesto a quel soggetto con il volto coperto da una sciarpa e da un paio di occhiali cosa stesse facendo. Mi ha risposto in tono minaccioso di stare zitto e puntandomi l’arma che aveva in mano, ha aggiunto che altrimenti mi avrebbe sparato". 

Ma l’uomo non ci pensa due volte e, con un pizzico di incoscienza, si avventa sul rapinatore: "Ho cercato di bloccarlo, ma lui ha risposto rifilandomi un pugno al volto con l’arma che aveva in mano. Sono rimasto stordito per un attimo, e lui è riuscito a divincolarsi e a scappare. Ma io non mi sono dato per vinto e appena mi sono ripreso ho iniziato a inseguirlo mentre correva per strada".

Il 49enne, pur ferito, riesce a seguire con lo sguardo il rapinatore: "Ha percorso circa un centianio di metri, fino a quando ha raggiunto un’auto grigia, un’Audi A2, con a bordo un complice e sono fuggiti. Ma io non ho mai smesso di correre e sono riuscito ad arrivare a una distanza tale che mi permettesse di leggere il numero di targa della vettura".

In quel momento una donna di un negozio della zona ha chiamato la polizia: "Mi sono fatto passare il telefono e ho dettato la targa che avevo memorizzato all’agente". 

Un particolare fondamentale, perchè i poliziotti riescono a rintracciare l’intestatario dell’auto e si recano a casa sua, a Seriate, dove lo arrestano con indosso ancora il giubbotto verde militare utilizzato per la rapina e in una tasca parte del bottino rubato al bar. Il complice riesce invece a fuggire, ma gli agenti bergamaschi sono sulle sue tracce. 

"Non credo di essere un eroe – conclude il 49enne – , ho fatto semplicemente una cosa normale. Certo, ripensando a quella pistola puntata, la prossima volta magari eviterò di avventarmi sul rapinatore e mi limiterò a prendere il numero di targa". 

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