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Accoglienza diffusa, Lega contraria: “Non assecondiamo speculazione: non firmiamo”

A una settimana dalla firma in Provincia del protocollo d'intesa sull'accoglienza diffusa, Lega Nord e il Comune di Torre Boldone si oppongono e annunciano che non aderiranno: “ Lasciamo a questi professionisti del buonismo e della solidarietà i loro protocolli pagati dalla gente mentre noi continuiamo il nostro impegno a favore dei cittadini italiani in difficoltà”.

Tanti Comuni, comitati e associazioni si sono già fatti avanti, qualcuno, invece, si tira indietro: il tema dell’accoglienza diffusa continua a registrare pareri fortemente contrastanti tra loro e a fianco di chi è pronto a firmare il protocollo d’intesa in prefettura c’è anche chi invece fa muro.

All’appuntamento in Provincia di martedì 17 novembre sicuramente non ci saranno il sindaco di Torre Boldone Claudio Sessa e la Lega Nord che già hanno rispedito al mittente la richiesta di adesione al protocollo entro venerdì 13 novembre e non aggiungeranno le proprie firme a quelle di Comune di Bergamo, Caritas Diocesana, Confcooperative, Legacoop, Fondazione Casa Amica, Arci, Acli, Auser e Legambiente.

“L’inutile Coordinamento degli Enti Locali per la Pace vuole far firmare ai Comuni un impegno ad accogliere almeno un profugo (finto) ogni mille abitanti: ovviamente le amministrazioni comunali a guida leghista non saranno presenti a questo raduno cattocomunista – commenta il segretario provinciale del carroccio Daniele Belotti – La Lega non ha alcuna intenzione di assecondare la speculazione dell’accoglienza che vede in questo momento una spesa di ben 16 milioni l’anno nella sola provincia di Bergamo che diventano oltre 2,5 miliardi se si considera il dato nazionale. Lasciamo quindi a questi professionisti del buonismo e della solidarietà i loro protocolli pagati dalla gente mentre noi continuiamo il nostro impegno a favore dei cittadini italiani in difficoltà e che sognano i trattamenti di favore da 1050 euro al mese che questo governo e i comuni di centrosinistra garantiscono unicamente ai clandestini”.

Sulla stessa linea il sindaco di Azzano San Paolo e coordinatrice dei sindaci leghisti di Bergamo Simona Pergreffi che aggiunge: “Un enorme impiego di denaro pubblico che nonostante le ripetute richieste di trasparenza da parte della Lega e dei suoi sindaci né le organizzazioni che gestiscono l’ospitalità dei 1300 finti profughi in Bergamasca né il prefetto Ferrandino hanno mai voluto rendere noto”.

Lascia invece da parte il colore politico e posizioni partitiche Claudio Sessa, sindaco di Torre Boldone, giustifica la sua contrarietà con ragioni “da ascrivere alla mia natura etica e morale, al percorso che mi ha portato ad assumere la carica di sindaco, alle ragioni per cui mi sono dedicato alla costituzione di un servizio di osservazione del territorio”.

Spiegando la propria posizione (“Non intendo favorire una politica di immigrazione che non distingue tra chi ha i requisiti per essere riconosciuto rifugiato e chi alla mera richiesta ottiene diritti che non vengono invece garantiti ai cittadini italiani”), Sessa richiama anche “l’esperienza negativa subita con la scelta di alloggiare presunti profughi nella struttura della Cà Matta” e chiosa: “Ritengo che soluzioni di questo genere siano buone soltanto ad alimentare una forma di buonismo, purtroppo imperante, lungi dall’affrontare il problema di una migrazione che ha bisogno di ben altre politiche rispetto alle attuali, buone solo ad alimentare una domanda di assistenzialismo sempre più pressante e numericamente ingestibile, dove non è prevista, nè a breve nè a lungo termine l’autonomia e l’autosufficienza, nè prevedibile, in questi termini, l’integrazione sociale, culturale ed economica. Questa politica mira, consapevoli o meno a far scoppiare la nostra penisola trasformandola in un immenso campo di sedicenti profughi. E io non intendo far parte di questa pagina di storia”.

Commenti

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  1. Scritto da contardo

    basta leggere i nomi degli enti firmatari del protocollo per ritrarsi inorriditi, ben consci ormai di chi sono quelli che ci guadagnano, naturalmente a spese nostre. E non si rendono nemmeno conto del danno inferto all’intero Paese con la loro politica di falso buonismo e di accoglienza indiscriminata. Che non fa certo il bene dei popoli assistiti.

  2. Scritto da paolo

    Cattocomunista questo belotti mi stupisce ogni volta che apre bocca, sia x gli ultras sia con le sue riflessioni politiche, perché non fanno una proposta loro sui migranti? Troppo difficile? Eppure sono gli unici che trovano i COMUNISTI nel nostro paese, , è come la loro padania …..intanto mangiano in EURO i non euro. Chi credono di incantare?

  3. Scritto da nino cortesi

    Ci sono privati che per lavoro hanno bisogno di questi profughi.
    Basterebbe stendere un pietoso velo su certi politci e certe frange intermedie che sj frappongono.

    1. Scritto da chiaro

      Tipo Buzzi vero? Ed i costi sociali chi li paga poi?