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Doping, la Russia travolta dallo scandalo: il primo caso nel ’68

I regolamenti anti-doping furono introdotti dal Comitato Olimpico Internazionale solo nel 1967, e il primo atleta ad essere squalificato fu l'anno successivo, nel 1968, il 27enne svedese Hans-Gunnar Liljenwall, che vinse il bronzo nel pentathlon, ma fu squalificato perché trovarono una quantità eccessiva di alcol in corpo.

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Con lo scandalo che sta travolgendo in questi giorni la Russia, accusada dalla Wada (l’agenzia mondiale antidoping) di aver truccati migliaia di test per coprire i brogli della Federazione con la collaborazione del Ministero dello Sport, il doping torna all’improvviso alla ribalta. E sono tantissimi i casi, più o meno clamorosi, che si ricordano nella storia dello sport.

Con il termine doping si intende l’uso o l’abuso di particolari sostanze o medicinali con lo scopo di aumentare artificialmente il rendimento fisico e le prestazioni dell’atleta. L’uso del doping è un’infrazione e un isulto all’etica sportiva. Il doping non è un fenomeno recente, infatti fin dall’antichità si sono utilizzate sostanze e pratiche per cercare di migliorare una prestazione sportiva. Già nelle olimpiadi del 668 A.C. viene riportato l’uso di sostanze eccitanti tra cui funghi e piante allucinogenee. La disciplina in cui si sono verificati più casi (più di trenta in otto edizioni) è il sollevamento pesi e la nazione con più squalificati in tutta la storia delle olimpiadi è la Bulgaria con otto casi, mentre l’Italia ne ha solamente due.

I regolamenti anti-doping furono introdotti dal Comitato Olimpico Internazionale solo nel 1967, e il primo atleta ad essere squalificato fu l’anno successivo, nel 1968, il 27enne svedese Hans-Gunnar Liljenwall, che vinse il bronzo nel pentathlon, ma fu squalificato perché trovarono una quantità eccessiva di alcol in corpo.

Negli ultimi giorni la Russia è stata accusata dalla agenzia antidoping degli Stati Uniti, la quale ha chiesto la squalifica della squadra dalle competizioni a causa dell’uso di doping. L’intera atletica russa è a rischio per tutte le competizione internazionali comprese le Olimpiadi di Rio del 2016. La Wada ha infatti chiesto alla federazione internazionale dell’atletica leggera di sospendere tutti gli atleti di Mosca dalle gare per due anni.

Stefano Brignoli

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