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Il futuro dell’area Expo? Il piano del governo: un centro di ricerca

Una parte di spazio sarà utilizzata per mettere in atto un progetto, che verrà presentato a Milano martedì da Matteo Renzi dal titolo, ancora momentaneo, "Human technopole. Italy 2040".

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Probabilmente in molti si sono chiesti cosa ne sarebbe stato dell’immenso spazio utilizzato da Expo, l’esposizione universale che si è tenuta a Milano da maggio 2015 fino al 31 ottobre, il cui tema è stato “Nutrire il pianeta, energia per la vita”. Quest’ultimo ha riguardato l’educazione alimentare, la grave mancanza di cibo che affligge molte zone del mondo e gli OGM.

Ora c’è la risposta: una parte di spazio sarà utilizzata per mettere in atto un progetto, che verrà presentato a Milano martedì da Matteo Renzi dal titolo, ancora momentaneo, "Human technopole. Italy 2040". Il governo propone così di costruire un centro internazionale di ricerca e tecnologia applicata, con lo scopo di rappresentare un centro di miglioramento della salute e un allungamento della vita. L’attuazione del progetto è stata affidata all’Iit, l’istituto italiano di tecnologia di Genova, diretto dal fisico Roberto Cingolani, affiancato dal fisico Mario Rasetti, a capo dell’Institute for international interchange di Torino, e Andrea Segré, che guida l’Edmund Mach Foundation di Trento. Verrà finanziato sia dall’Iit sia dal governo, ciascuno con un contributo di 100 milioni di euro. Occuperà un’area di 70 mila metri quadrati su un totale di un milione e 100 mila dell’Expo, mentre la restante parte sarà destinata a progetti immobiliari.

Questo progetto dovrebbe teoricamente dare lavoro a molte persone: 1600 scienziati più ricercatori e tecnici, con l’apporto di 600 dottorati post laurea. Il 45% dei lavoratori sono stranieri e per questo Milano ha la possibilità di diventare il centro di attrazione delle più grandi intelligenze mondiali in cinque ambiti lavorativi: tecnologie per il welfare state e per fronteggiare l’invecchiamento, medicina di precisione, tecnologie per l’alimentazione, innovazioni nei materiali sostenibili e nel ciclo dell’acqua e dei rifiuti, innovazioni per valorizzare il patrimonio culturale e artistico italiano. Il primo traguardo è previsto fra 25 anni, nel 2040, e si propone di ridurre del 20% i costi dei servizi sanitari e di dedicare particolare attenzione non solo alla farmaceutica e all’assistenza sanitaria, ma anche all’alimentazione. Riuscirà l’Italia a diventare leader delle "Human technologies", le tecnologia e umane? Si spera, vogliamo che l’Italia diventi un modello da seguire e il posto ideale dove vivere.

Micaela Pantaleo

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