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Expo 2015, ecco i territori della provincia di Bergamo che sono riusciti a fare cassa

Pubblichiamo l'intervento di Michele Forchini, esperto del settore turismo, in merito ai dati su visitatori e presenze pubblicati dall'osservatorio turistico della provincia di Bergamo.

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Pubblichiamo l’intervento di Michele Forchini, esperto del settore turismo, in merito ai dati su visitatori e presenze pubblicati dall’osservatorio turistico della provincia di Bergamo.

Leggendo i dati presentati dall’Osservatorio Turistico della Provincia di Bergamo per il periodo che va dal 1° maggio al 31 agosto 2015 è possibile fare alcune valutazioni. Innanzitutto va detto che per fare un’analisi veramente completa sugli effetti di Expo sul settore ricettivo bergamasco bisogna attendere i dati dei mesi di settembre ed ottobre, che da soli hanno prodotto quasi la metà dei visitatori della manifestazione. Alcuni ragionamenti sul flussi dunque potrebbero vedersi stravolti, perché notoriamente il nostro territorio ha un turismo che nei mesi di settembre ed ottobre tende a scemare e dunque “l’effetto Expo” potrebbe essere più marcato. Prima di addentrarsi nei dati, va fatta una piccola premessa, che spesso ricorrerà nell’analisi: molti territori presentano un numero troppo ridotto di posti letto alberghieri ed extra-alberghieri con poche strutture in grado di ospitare gruppi anche solo di medie dimensioni (45-50 pax).

Questo spinge i tour operator e le agenzie specializzate a convogliare i gruppi su aree attrezzate, spostando gli ospiti nelle località attraverso “day trip” che lasciano ben poco sul territorio visitato. I dati di quattro mesi, che normalmente sono quelli di “alta stagione” per il territorio bergamasco, hanno comunque una certa importanza e permettono di formulare alcune considerazioni. Bergamo città cresce in maniera importante, soprattutto tenendo conto del fatto che oltre ad avere percentuali a doppia cifra ha anche i dati più consistenti in termini numerici. Una crescita importante degli arrivi (15%) è associata ad un altrettanto importante crescita sulle presenze, che addirittura supera il dato precedente (17%).

Entrando nel merito dei dati, va segnalata l’assoluta predominanza degli ospiti provenienti dall’estero che risultano essere circa il 70% degli arrivi e delle presenze totali. Questo è un dato non strettamente legato all’Expo e consolida un segmento che già dal 2009 in avanti registra un risultato medio del 65% ma è comunque un’ottima prospettiva per il futuro del comparto turistico cittadino. La Grande Bergamo cresce apparentemente poco, e questo è un dato che colpisce: non sono poche le grandi strutture ricettive presenti sul territorio e dunque avrebbero dovuto sentire maggiormente l’effetto Expo, avendo 2 grandi fattori di attrazione quali l’accessibilità (fuori dal centro cittadino e vicine alle vie di comunicazione) e la capienza. Oltretutto gli arrivi italiani crescono pochissimo a dispetto degli esteri anche se c’è un dato che colpisce: l’alta crescita delle presenze italiane (16%). Questo potrebbe significare un ricambio sostanziale della clientela, che in una certa quantità è passata da soggiorni di una sola notte a soggiorni di almeno 2 notti che era lo standard dei gruppi organizzati in visita ad Expo. Analizzando i dati del 2014 si nota un incremento importante del soggiorno medio che passa da 1,5 giorni a 1,8 giorni. Probabilmente ai più sembrerà un dato di poco conto ma in realtà risulta essere un dato importante che permette di capire che l’effetto Expo sull’Hinterland di Bergamo si è sentito.

La Valle Imagna ha numeri troppo bassi per un’analisi realistica: 5000 arrivi e 16.000 presenze generano variazioni percentuali che difficilmente hanno le basi per dare spazio a valutazioni complesse.

L’Isola Bergamasca ha visto una grande crescita, soprattutto tra gli stranieri. Pur non trattandosi di numeri particolarmente elevati, il dato del 31% in più di arrivi e del 37% in più di presenze tra gli esteri merita sicuramente attenzione. Tuttavia è difficile leggere i dati in chiave “Expo” perché il rapporto arrivi/presenze Italia risulta essere a sfavore delle presenze dunque del ragionamento fatto in precedenza per la Grande Bergamo.

L’area di Treviglio è quella che presenta il dato più sorprendente in negativo: l’apertura della BreBeMi e della TEEM avrebbe dovuto rappresentare una grossissima occasione per le strutture ricettive del territorio invece il calo è stato elevato sia tra gli italiani che tra gli stranieri. L’ambito di Treviglio-Caravaggio, stando all’annuario alberghi della Provincia di Bergamo, ha un’offerta di circa 680 posti letto che in quattro mesi producono un’offerta totale di 83.640 posti letto. Le presenze dunque hanno prodotto un riempimento del 24%, decisamente molto basso, a maggior ragione vista la vicinanza con Milano. Va anche detto che le strutture ricettive adeguate ad ospitare gruppi sono davvero molto poche e questo può aver contribuito a rendere il dato negativo.

Va meglio l’area di Martinengo, ovvero la pianura bergamasca a est con un dato in crescita ma presumibilmente sostenuto dalla presenza di strutture alberghiere non prettamente “turistiche”. Infatti su circa 520 posti letto disponibili nell’area quasi la metà sono offerti da strutture di questa tipologia e diventa molto difficile capire se la crescita sia stata dettata da gruppi in visita ad Expo. Ciò resta comunque plausibile visto che il territorio è ben connesso a Milano a Nord con l’A4 e a sud con la BreBeMi.

In Valle Seriana e Val di Scalve la crescita è stata considerevole, in relazione anche all’importanza dei numeri. Qua come in nessun altro territorio della Bergamasca i comparti alberghiero ed extra alberghiero hanno quasi gli stessi volumi di arrivi e presenze per un dato che è tra i migliori del territorio. Gli stranieri crescono anche se restano l’11% degli arrivi totali nei quattro mesi presi in esame. Non bisogna dimenticarsi dell’estate calda che abbiamo affrontato e che ha sicuramente aiutato la montagna rispetto ad un’estate 2014 particolarmente piovosa ma senza Expo difficilmente ci sarebbe stata una crescita così consistente (arrivi +18%, presenze +16%).

Cresce anche la Valle Brembana, seppur in questo caso il dato risulta molto più modesto. Come per la Valle Seriana, anche in questo caso i due comparti (alberghiero ed extra alberghiero) si fronteggiano su numeri simili. E’ davvero difficile poter stabilire se la crescita sia dovuta a Expo o all’estate calda rispetto a quella piovosa del 2014 o addirittura all’apertura delle terme di San Pellegrino. Nei territori di montagna le condizioni meteo possono influenzare la stagione in maniera significativa e la crescita è troppo contenuta.

Sugli stranieri invece è più facile fare ipotesi: la crescita a doppia cifra su numeri comunque bassi e lo squilibrio tra arrivi e presenze ( +21% gli arrivi, +15% presenze) porta a pensare che molti siano arrivati o con gruppi per Expo o per usufruire del nuovo centro termale di San Pellegrino. Per Selvino il discorso è lo stesso fatto per la Valle Imagna: i numeri sono troppo bassi per fare un’analisi reale sull’effetto Expo anche se la presenza di un paio di alberghi adatti ad ospitare gruppi può aver prodotto qualcosa. L’Alto Sebino ha uno dei dati più controversi: c’è una sostanziale crescita degli arrivi mentre sulle presenze dall’estero si evidenzia una contrazione. Di fatto c’è una contrazione del soggiorno minimo del pubblico estero e questo in un momento di grande crescita per l’area del Sebino, è un dato che va monitorato attentamente. Gli italiani crescono bene e a doppia cifra sia sugli arrivi che sulle presenze.

Il comparto alberghiero presenta tuttavia un riempimento medio molto limitato, pari al 38% dei posti letto disponibili nel periodo (71.832 posti letto totali nei quattro mesi). Il Basso Sebino ottiene a sua volta un risultato altrettanto significativo: gli arrivi crescono a doppia cifra (gli italiani sfiorano il + 20%) mentre le presenze crescono sì, ma non allo stesso livello. Il comparto extra alberghiero ha molto più peso rispetto all’alto sebino, anche grazie alla presenza di campeggi sul territorio del basso lago che contribuiscono ad alzare la permanenza media. Il comparto alberghiero invece presenta dati più bassi rispetto all’Alto Sebino anche se va detto che è minore l’offerta di posti letto (51.783 pl/4mesi) dunque l’indice di riempimento risulta più elevato, sfiorando il 50%. Per capire se Expo ha giovato a questo territorio bisognerà aspettare i mesi di settembre e ottobre.

La Valle Cavallina è il territorio che in assoluto presenta i dati peggiori. Gli ospiti stranieri quasi “doppiano” quelli italiani che perdono percentuali da capogiro ( -40% di arrivi e -52% di presenze) segno che difficilmente il territorio ha saputo cogliere l’occasione di Expo. Le strutture ricettive adeguate ad ospitare gruppi non sono in effetti molte e si contano sul palmo di una mano, ma i fronte a numeri così irrisori avrebbero comunque registrato una, seppur minima, crescita. L’extra alberghiero riesce a mantenere una buona permanenza media, grazie ad alcune strutture sul Lago. Crescono gli stranieri con un dato altrettanto clamoroso ( +45% arrivi) che non viene sorretto dalle presenze, che registrano un calo del 6%. Evidentemente ci sono stati più arrivi per un periodo minore e questo potrebbe effettivamente essere il segnale della presenza di qualche gruppo in visita ad Expo. Per consolidare questa ipotesi bisognerà anche qua aspettare i mesi di settembre ed ottobre.

In conclusione, "L’Effetto Expo" in provincia di Bergamo, risulta essere prodotto dalla necessità di : "tour operator e agenzie di cercare alberghi economici fuori Milano per ospitare centinaia di gruppi organizzati a prezzi bassissimi". Come detto più volte, questa teoria potrà essere avvalorata solamente con i dati di settembre ed ottobre. Ciò non vuol dire che sia un male la presenza di grandi gruppi organizzati ed anzi confermo che è stata una grandissima occasione ma di fatto si tratta di un qualcosa “da una botta e via” difficilmente ripetibile. Alcuni territori hanno perso sicuramente il treno per motivazioni diverse, altri territori invece hanno saputo sfruttare Expo per “fare cassa” dopo anni di grande crisi.

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Commenti

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  1. Scritto da Paolo

    Expo è stato uno spot elettorale per Sala, candidato sindaco di Milano! E gli ingenui che sono andati a dargli 39 euro (o anche soltanto 12) per l’ingresso a Expo per la sua gloria politica futura….. Credevano che Sala muovesse la coda per il bene dell’economia italiana….. Non l’abbiamo ancora capito che questi qui, coi soldi nostri si fanno tutti gli affaracci e guadagni loro???

  2. Scritto da coniatore

    Uno che non sa che nelle valli il caldo è stato l’unico alleato per l’aumento delle presenze turistiche, mentre l’EXPO non si è visto, cose che conoscono anche i bambini, lo chiamate esperto?

    1. Scritto da Andrea

      Veramente ai paragrafi “Valle Seriana” e “Valle Brembana” è esplicitato il meteo caldo e clemente come fattore di successo. Ci si chiedeva se ANCHE Expo avesse aiutato, cosa che l’autore ha messo in effetti in dubbio, visto anche che i collegamenti viari sono meno buoni da lì verso l’area EXPO rispetto alla città o alla bassa.

    2. Scritto da Michele Forchini

      Riporto testualmente sul caso Valle Seriana:
      “Non bisogna dimenticarsi dell’estate calda che abbiamo affrontato e che ha sicuramente aiutato la montagna rispetto ad un’estate 2014 particolarmente piovosa ma senza Expo difficilmente ci sarebbe stata una crescita così consistente (arrivi +18%, presenze +16%)”.
      Comunque attendo le sue considerazioni da “esperto”, magari con il suo vero nome e cognome, per un dibattito serio e ragionato.

      1. Scritto da coniatore

        Grazie, ho visto che mi da ragione anche se non sono un esperto ma solo uno che usa meno il politichese, le è toccato fare un po di fumo per non dire dell’unitilità di EXPO per le ricadute sulle valli.

        1. Scritto da monete false

          non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire. Egregio coniatore, se sei contento di esprimere la tua rozza tesi, auguri, le riflessioni mi sembrano serie e ben espresse.

    3. Scritto da Paolo

      D’altra parte Sala (capo di Expo) si candiderà a sindaco di Milano, gettando la maschera a riguardo della sua imparzialità…. tutta Expo è stata una manovra politica viziata dalla collusione di molti partecipanti per screditare la tesi dei grillini che non doveva essere fatto

      1. Scritto da Michele Forchini

        Sinceramente l’analisi era stata fatta per evidenziare se i territori avessero colto un’opportunità. Per molti operatori comunque è stata una boccata di ossigeno dopo periodi non certo buoni e questo nel settore, anzi, nei vari settori coinvolti è abbastanza palese dunque, chi vuole continuare a parlare di complotti lo faccia pure, magari con un po’ di rispetto verso “il prossimo”.

        1. Scritto da Paolo

          Chiedo scusa signor Michele. È ovvio che mi riferivo agli organizzatori di Expo e non ai visitatori.

      2. Scritto da Di Tarso

        Ed ecco smascherato il GOMBLOTTO, 21 milioni di persone si sono messi d’accordo per screditare i grillini, o forse un migliaio con milioni di biglietti omaggio che sono entrati ed usciti più volte al giorno per 6 mesi, certo che i 5stelle sono proprio importanti se il mondo intero si è coalizzato per dimostrare che avevano torto, impresa notoriamente quasi impossibile…

        1. Scritto da Paolo

          Le intenzioni e le appartenenze politiche andrebbero palesate prima di eventi pubblici realizzati gestendo i soldi dei cittadini: il tuo mega show, la tua campagna elettorale, la tua glorificazione pubblica te la paghi coi tuoi di soldi, per cortesia.

        2. Scritto da Paolo

          Nel mondo del futile,nel paese delle mafie e delle corruzioni, lei sa benissimo che è possibile! Nessuno nega che sia stato un bello spettacolo, più che altro di proiezione filmati, ma ovviamente innegabile che sia stata una grande manovra politica dettata dal governo. Nessun complotto, scaltrezza amico mio

  3. Scritto da nico

    Analisi interessante dalla quale emerge che Hinteland di Bergamo, Valle Imagna, Isola Bergamasca, Area di Treviglio, Val Brembana e Valle Cavallina NON hanno avuto un grande effetto EXPO. Solo in Città e in Val Seriana/Val di Scalve vi sono stati numeri significativi… oltrettutto si tratta di cifre parziali perchè mancano settembre e ottobre… chissà se passata EXPO si potrà ragionare sul fare turismo e farlo bene…