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Cinque anni fa l’incidente Da allora Giorgio era in coma: adesso si è svegliato

Aveva 22 anni, il 15 maggio del 2010, Giorgio Grena, quando un incidente l'ha ridotto in stato vegetativo. Ma da qualche mese il giovane comunica e risponde alle domande: un risveglio spontaneo. Una gioia immensa.

Era l’alba di venerdì 15 maggio 2010 quando una telefonata cambiava per sempre le vite di Rosa Vigani e Gianluigi Grena, genitori dell’allora ventiduenne Giorgio.

Dall’altra parte della cornetta la voce di un agente della Polizia stradale portava con sè una di quelle notizie che nessuna madre vorrebbe mai ricevere: il figlio era rimasto vittima di un grave incidente stradale.

Chi fosse con lui alla guida del volante preferisce ancor oggi custodire l’anonimato; quel che è certo, invece, sono il coma e lo stato vegetativo che accompagnano Giorgio nei seguenti 58 mesi: un lustro per la maggior parte di noi, un’eternità per i familiari di Giorgio, chiamati ad affrontare una di quelle sfide che pensi possano capitare sempre e soltanto agli altri.

Col passare dei giorni le visite e i ricoveri nei vari ospedali scandiscono l’esistenza della famiglia di Foresto Sparso: mamma Rosa, papà Gianluigi e del fratello Germano, che si dividono tra Bergamo (rianimazione), Pavia (recupero), Castellanza (neurochirurgia) e San Pellegrino (riabilitazione).

Luoghi che disegnano la mappa di un calvario lunghissimo e che rappresentano l’unico scoglio di speranza al quale aggrapparsi.

L’angoscia, l’irrequietezza, la paura e la rabbia che agitano amici e parenti sono l’esatta antitesi della calma e del silenzio che avvolgono Giorgio.

Fino al 31 marzo scorso, quando qualcosa succede.

“Giorgio mostra un progressivo coinvolgimento con l’ambiente circostante, riprende la comunicazione verbale e, seppur con marcata ipofonia (l’indebolimento patologico della voce, ndr.) è in grado di rispondere a semplici domande”, afferma Marcello Simonini, medico fisiatra dell’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino.

Quello di Giorgio è uno dei rarissimi casi di risveglio spontaneo – prosegue il Giovanni Salvi, Responsabile del Centro di Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva dell’ Istituto Clinico Quarenghi e Presidente della rete Associazione italiana per il Recupero Trauma Cranico – se ne contano circa quindici in tutto il mondo, quattro in Italia. Il suo è un caso di risveglio a domicilio, in quanto Giorgio è sempre stato assistito da medici e familiari all’interno della sua abitazione e, cosa ancor più strabiliante, senza alcuna somministrazione di farmaci risveglianti. Questo grazie alle innate proprietà ripristinanti insite nel suo cervello”.

Nel frattempo è in atto il percorso di riabilitazione: “Un percorso che si preannuncia lungo e difficoltoso – afferma Fabrizio Togni, fisioterapista dell’Istituto Clinico Quarenghi – ma i piccoli progressi di Giorgio ci offrono quel pizzico di ottimismo in più”.

Ma in questa storia c’è anche dell’altro. Concentrare in poche righe i sacrifici, le fatiche e le prove che in questi anni ha affrontato la famiglia Grena è compito difficile, “quel che sappiamo – racconta mamma Rosa – è che per Giorgio abbiamo fatto davvero di tutto. Tensione fisica, psicologica e sacrificio economico, anche se un figlio non ha prezzo”.

Senza contare tutti i problemi che riguardano il servizio sanitario e che di riflesso si abbattono sui pazienti e i loro cari: “Le persone in stato vegetativo non andrebbero lasciate sole – prosegue Rosa – occorre stimolarle, parlare con loro e renderle partecipi delle situazioni. Sappiamo che è difficile con i tagli che puntualmente gravano sul servizio sanitario nazionale, ma costruire barriere burocratiche di ogni tipo pur di scoraggiare i familiari è vergognoso. Trovo scorretto che la politica avalli questo genere di situazioni. Ora che Giorgio si è svegliato ci batteremo affinché la sua storia serva a denunciare ed abbattere le difficoltà e gli ostacoli che abbiamo affrontato in questi anni, in modo che le altre famiglie non debbano più viverle in futuro. Grazie alla fede ho potuto affrontare scelte e decisioni molto difficili. Prego per Giorgio e per tutti quelli come lui. Rivolgo le mie preghiere alle famiglie che ogni giorno devono combattere sfide come la nostra. E prego e ringrazio il Signore per quei medici, infermieri e assistenti che si fanno immagine della sua Provvidenza nei confronti di questi pazienti”.

Fabio Viganò

Commenti

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  1. Scritto da Vito

    In bocca al lupo Giorgio. Mi perdonerai se trovo eccessivo il titolo in prima pagina oggi su l’ eco , che fra le righe non vede l’ora di definirlo un miracolo legato alla fede. Ma così si sminuisce il grosso impegno di medici, parenti e amici che in questi anni si sono prodigati per Giorgio.

  2. Scritto da Tiziana

    Finalmente belle notizie