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Atalanta, lezione al Milan alla Scala del calcio Decisiva l’impronta di Reja fotogallery

Il nostro Alberto Porfidia analizza il bel pareggio ottenuto dall'Atalanta a San Siro contro il Milano. I nerazzurri hanno sfiorato il colpaccio.

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Che bella Atalanta! E che lezione, alla Scala del calcio… A San Siro aspettavano la partita della svolta, per il Milan e invece hanno applaudito una grande Atalanta, superiore atleticamente e tecnicamente ad un povero Diavolo. E’ mancato solo il gol. Le luci di San Siro sono tutte per l’Atalanta di Reja, che raccoglie i complimenti anche di Berlusconi, ammirato da intensità, pressing, fraseggio di palla dei nerazzurri: tanto che al presidente rossonero sembrava di rivedere, in questa Atalanta, il Milan degli olandesi e di Sacchi.

Noi, per restare in casa nostra, ripensiamo a un altro Milan-Atalanta, una scarica di emozioni, una delle partite rimaste tra le più belle dei nerazzurri in 108 anni di storia. Quello del novembre (evidentemente periodo fortunato) 2000: il 5 novembre, una domenica pomeriggio in cui l’Atalanta di Vavassori chiude 3-1 il primo tempo contro i rossoneri di Zaccheroni, segnano Doni, Serginho, ancora Doni su rigore e Rossini. Poi nella ripresa il risveglio milanese con le reti di Bierhoff e su rigore di Shevchenko per il 3-3 finale. Un Milan di un’altra caratura, certo, rispetto a quello attuale, allora con Maldini, Boban, Leonardo, Bierhoff e Sheva tanto per citarne alcuni, mentre l’Atalanta degli Zenoni, di Donati, di Doni saliva in cattedra e metteva in ginocchio gli avversari proprio con le loro stesse armi, cioè la padronanza del gioco, del campo. Una lezione di calcio, proprio come nell’anticipo di sabato 7 novembre.

Ecco, chi ha ancora negli occhi quell’Atalanta spettacolare ha rivisto quei momenti, godendo le azioni che hanno fatto tremare il Milan di Mihajlovic. Che si è salvato solo grazie al ragazzino Donnarumma, appena nato da un anno quando Sebastiano Rossi incassava tre reti dall’Atalanta. Stavolta è mancato solo il gol. Non è poco, vero.

Chi sfoglierà gli almanacchi fra qualche anno magari penserà a uno scialbo zero a zero, che per qualche illustre commentatore (Gianni Brera, ad esempio) era considerato invece il risultato perfetto. Il risultato a reti bianche (come amava definirle Sandro Ciotti) nell’ultima sfida a San Siro sta però molto stretto all’Atalanta, così come quindici anni fa erano stati i rossoneri a tirare un sospiro di sollievo, dopo aver rimontato due gol.

Evidentemente i nerazzurri sono diventati la bestia nera del Diavolo, basti ricordare le vittorie recenti a San Siro nel campionato scorso con Denis e prima ancora con Cigarini. Anche lui, il Ciga, tornato alla ribalta e rispolverato titolare da Reja, tra i protagonisti nell’esemplare prova d’orchestra nerazzurra, alla Scala del calcio. E’ mancato solo l’acuto, appunto il gol. Ma ogni volta che prendevano la palla Gomez, Maxi, de Roon in uno dei suoi pressing asfissianti…l’azione si trasformava in una chiara occasione da rete.

Tutto ribaltato: il Milan veniva da tre vittorie consecutive, l’Atalanta da tre sconfitte di fila fuori casa. E in trasferta solo a Empoli non aveva finora subito gol, dove appunto ha vinto. Ma avrebbe meritato anche stavolta. Nel calcio non sempre il migliore viene premiato, succede. Anzi, la vecchia regola dice che quando sbagli tanto poi paghi, ne sa qualcosa l’Atalanta e l’esempio della trasferta di Bologna è freschissimo. Da questo punto di vista, il pareggio non è da buttare, ma lo stesso Mihajlovic ammette che il punto è guadagnato per il Milan, che ha subito a lungo.

E ancora una volta diamo a Edy quel che è di Edy: se questa Atalanta gioca bene e a tratti entusiasma, è perché il manico ha dato un’impronta e si vede. La mano di Reja cambia anche alcuni interpreti, ma la musica, il gioco, è di alto livello: non solo cuore, gambe e tecnica, ma la capacità di arrivare quasi sempre prima dell’avversario sulla palla: esemplare e instancabile il metronomo de Roon, come Bellini quando entra al posto dell’infortunato Dramé, o la coppia dei centrali di difesa Paletta e Toloi, per non parlare delle “zanzare” Gomez e Moralez, ma anche del ragazzino Grassi, che da giocatore navigato supera brillantemente anche l’esame San Siro. Non ha la freddezza per battere l’altro ragazzino Donnarumma, ma presto arriverà il gol anche per lui. E vogliamo ricordare capitan Raimondi, indomabile contro Niang? La nota stonata è l’ammonizione di Pinilla che quindi salterà la sfida col Torino, alla ripresa del campionato, fra due domeniche. Reja non è preoccupato.

D’accordo, questa Atalanta sta dimostrando che la squadra va oltre i singoli, anche se la preoccupazione per un Denis che non è più quello di una volta esiste. Comunque, applausi ai nerazzurri, belli anche lontano dal Comunale: davvero, una signora Atalanta.

Alberto Porfidia

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Commenti

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  1. Scritto da lella

    ma quando impareranno a fare goal

  2. Scritto da enrico brissoni

    Chi non ha visto la partita è meglio che si tenga per se i suoi giochi di fantasia…

  3. Scritto da matteo

    Grande dea!meritavamo noi la vittoria,per esser piu tranquilli a gennaio almeno un altro buon attaccante!speriamo che sia il pensiero anche della societa’

  4. Scritto da sem

    si sono persi 5 anni con un allenatore men che modesto come colantuono, la squadra c era anche prima

    1. Scritto da albo

      Si però ci sono state anche le penalizzazioni. Fino a 2 anni fa (con bonaventura e denis in forma) era forte anche l’atalanta del Cola, l’anno scorso no. La squadra attuale è di un altro pianeta rispetto a quella dell’anno scorso.

  5. Scritto da nino cortesi

    Non ho visto la partita.
    Giocando di fantasia…se scambiava di ruoli Cigarini e De Roon e se giocava Masiello al posto di Raimondi avremmo vinto 3-0.

    1. Scritto da Francesco

      De roon impeccabile nel ruolo in cui si trova, Raimondi ha giocato un’ottima gara e anche il subentrato Bellini non ha fatto vedere il pallone a Cerci che mi sembrava molto in forma. Niang non siamo riusciti a contenerlo ma fortunatamente non ha fatto danni. Peccato perchè il gol lo si poteva fare ma si tratta di episodi e quest’anno si creano molte occasioni, se tralasciamo un paio di partite forse tre abbiamo sempre cercato di giocare a calcio e fare la partita cosa che da anni non si vedeva.

    2. Scritto da chicco d 'oliva

      ma hai presente cosa corre l’ olandese davanti alla difesa??corre per tre..pressa a tutto campo e recupera duecento palloni, cigarini gioca come fosse nel barca, ma è nell’ atalanta. se sveltisce il passo può fare qualche partita da mezz’ ala se no panca.gli unici intoccabili sono de roon davanti alla difesa e il papu.

      1. Scritto da icedarta

        Assolutamente d’accordo con te Chicco, su tutti i fronti.

    3. Scritto da solodea

      Se dichiara di novn aver visto la partita, come si permatte di esprimere giudizi e dare consigli. Un vero tifoso dell’ATALANTA non se ne perde una.