BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Yara, processo Bossetti Giornalista urla in aula: “Ma stiamo scherzando?”

A una risposta mal interpretata di uno dei testimoni sulle indagini svolte, il pubblico sbotta. Tra loro Luca Telese di Mediaset, che viene richiamato dal pm Ruggeri e dal giudice Bertoja. I due capitani dei Ris confermano: "Il dna sugli slip è di Bossetti", e i suoi avvocati chiedono approfondimenti sulle analisi effettuate

 "Adesso basta, altrimenti chiedo l’intervento dei carabinieri e vi faccio allontanare". E’ il richiamo del pm Letizia Ruggeri verso il pubblico che alza la voce dopo che il generale dei Ris Nicola Staiti risponde a Claudio Salvagni, uno dei legali di Massimo Giuseppe Bossetti, che chiede delucidazioni sul lavoro svolto su una determinata traccia rinvenuta sugli indumenti del cadavere di Yara Gambirasio.

"Non posso rispondere con esatezza, non ricordo, abbiamo molti casi insieme in laboratorio", la risposta del militare che fa scaldare gli animi del pubblico presente. Tra loro, in prima fila, anche il giornalista Luca Telese, conduttore di Matrix e inviato di Libero (quello dell’articolo sul video del furgone di Bossetti definito, in modo improprio, "taroccato"), che sbotta a voce alta: "Ma stiamo scherzando?".

Al richiamo del pm Ruggeri fa seguito, dopo la spiegazione del carabiniere che non intendeva dire che le analisi dei vari casi vengono mischiate tra loro, quello del giudice Antonella Bertoja: "Prego il pubblico di evitare commenti imbarazzanti e che possono minare la serenità dell’udienza". 

Processo Bossetti, dodicesima udienza. In aula come testimoni Fabiano Gentile e Nicola Staiti, due capitani dei Ris di Parma, entrambi biologi, che hanno svolto diversi accertamenti nel corso dell’indagine condotta dal pm Ruggeri. In particolare sulle tracce sugli indumenti che Yara indossava quando è stata ritrovata il 26 febbraio 2011 nel campo di via Bedeschi a Chignolo d’Isola. Sono stati loro a individuare, su slip e leggins, le tracce di dna di Ignoto 1, che è risultato poi essere Massimo Giuseppe Bossetti.

Nella loro deposizione congiunta di fronte alla Corte d’Assise hanno parlato del campione G20, una traccia degli slip, nella zona "latero posteriore", in prossimità del taglio: "Lì abbiamo rinvenuto una grossa quantità di un dna maschile che è perfetto, e la sequenza data dal computer durante le analisi è risultata precisa, tanto che sullo schermo sono comparse solo bandierine verdi, mentre in caso di anomalie ne sarebbero apparse di rosse. Quel dna appartiene a Ignoto 1 (Bossetti). E’ un profilo unico e rarissimo, e la probabilita’ che appartenga a un’altra persona è una possibilità su miliardi".

Le attenzioni degli avvocati di Bossetti si concentrano, invece, su un’altra traccia, quella sul polsino del giubetto della ragazzina: "Abbiamo scoperto che appartiene a Silvia Brena (l’insegnate di ginnastica di Yara) -spiegano i militari – ma non è stato possibile appurare se sia saliva, sangue o un’altra sostanza. Certamente si tratta di qualcosa di corposo, perchè ha resistito tre mesi alle interperie in quel campo. Potrebbe essere, per esempio, muco". 

Camporini e Salvagni, i legali del muratore (come ogni udienza presente in aula) hanno poi chiesto "approfondimenti sul procedimento mediante il quale i Ris sono giunti a stabilire che le tracce di dna trovate sugli slip e sui leggins di Yara appartengano a Bossetti e, invece, quella trovato sul giubbotto alla Brena".

"La Corte ammette la richiesta della difesa limitatamente alle tracce di Ignoto 1 – ha risposto la presidente Antonella Bertoja dopo la riunione in camera di consiglio – e fa richiesta ai consulenti della difesa di formulare il quesito, in forma scritta, relativo alle tracce di Ignoto 1 sul numero delle ‘amplificazioni’ e sul numero di ‘kit’ utilizzati". 

"La difesa avrà una settimana di tempo per formulare la domanda in forma scritta. Il supplemento d’esame – ha concluso la Bertoja – viene riconosciuto per assicurare a tutti noi, e in particolare alla difesa, la verifica dell’attività svolta e non delle conclusioni".

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.