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Risposte evasive su emissioni dannose vicino a casa: ecco come farsi ascoltare

L’articolo che pubblichiamo prende spunto da un accorato appello che un nostro lettore ci ha inviato non riuscendo ad ottenere risposte dalle amministrazioni pubbliche. Questa sollecitazione è arrivata dopo il primo articolo della nuova rubrica, inaugurata la scorsa settimana "S-Burocrazia" curata da Adriano Musitelli e che vuole affrontare i temi del rapporto del cittadino con le amministrazioni rendendolo magari più snello.

L’articolo che pubblichiamo prende spunto da un accorato appello che un nostro lettore ci ha inviato non riuscendo ad ottenere risposte dalle amministrazioni pubbliche.

Questa sollecitazione è arrivata dopo il primo articolo della nuova rubrica, inaugurata la scorsa settimana "S-Burocrazia" curata da Adriano Musitelli (leggi qui la presentazione) e che vuole affrontare i temi del rapporto del cittadino con le amministrazioni aiutandolo magari a renderlo più snello.

di Adriano Musitelli

Un lettore lamenta la difficoltà di ottenere dalle pubbliche amministrazioni da lui interpellate informazioni relative ad indagini ambientali che riguardano una ditta del suo territorio che gli provocherebbe disturbi a causa delle emissioni dannose per la sua salute ed il suo lavoro.

Il cittadino è interessato ad acquisire informazioni e risposte per valutare se vi siano gli estremi per intervenire sull’attività, per il risarcimento danni alla propria salute e le eventuali omissioni da parte delle autorità e soggetti deputati al controllo.

Si è per questo rivolto a diversi soggetti pubblici ottenendo sempre risposte, a suo dire, evasive circa la competenza e la possibilità concreta di ottenere riposte, con obiezioni di diversa natura a seconda del soggetto interessato, del tipo: “Deve rivolgersi al soggetto responsabile del procedimento e deputato a detenere gli atti, l’istanza non può essere finalizzata ad esercitare un controllo generalizzato sull’operato della pubblica amministrazione, la domanda di accesso è generica e non circostanziata relativamente ai documenti che desidera ottenere, la domanda deve essere motivata da un interesse specifico del richiedente che peraltro non risulta essere confinante con l’area dell’insediamento interessato, ecc.”.

Tutte motivazioni che, a seconda dell’ente a cui la istanza è stata posta possono avere una qualche ragione, anche se non si dovrebbe rispondere mai così.

E’ già difficile per gli addetti ai lavori, a cominciare dai funzionari degli enti interessati, dipanarsi nella articolata normativa, ma si può ben comprendere lo scoramento del nostro cittadino di fronte a quello che lui appare un muro opposto da burocrati, che fanno fatica pure loro ad orientarsi nel groviglio di norme e competenze, a fronte di un problema per il cittadino reale e concreto che ha diritto a delle risposte.

A quel cittadino proviamo ni a dare alcune risposte che possano almeno aiutarlo ad orientarsi riservandoci di poterlo ulteriormente supportare.

Anzitutto per il genere di informazioni che sta richiedendo, di carattere ambientale, l’accessibilità è assicurata oltre che dalla normativa sull’accesso agli atti anche da quella ambientale che consente, per questa materia in particolare, a tutti, a “chiunque, senza che occorra dimostrare il proprio interesse” e non solo a coloro che abbiano un interesse personale e concreto, di ottenere le informazioni necessarie.

Non sarebbe peraltro sostenibile che l’interesse sia riservato solo ai confinanti dell’insediamento che arreca disturbo ma a chiunque abbia un interesse concreto da tutelare, “l’interesse deve essere diretto, concreto, attuale, corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata” .

La tutela della propria salute è un bene giuridicamente protetto e supporta certamente la motivazione della richiesta di accesso, motivazione su cui peraltro l’amministrazione pubblica non ha diritto di sindacare ma deve limitarsi ad accertare che l’accesso sia “adeguatamente motivato, con riferimento alle ragioni che vanno esposte nella domanda”: l’importante è che la motivazione ci sia e sia stata esposta.

Gli suggeriamo poi di evitare di inoltrare la sua domanda a tutte le amministrazioni ed enti ai quali rischia di essere rimpallata per evitare di dare adito alla scusante che tutti pensavano rispondesse qualcun altro: basta inoltrarla ad un soggetto, che può essere ben identificato nel Comune, essendovi l’obbligo “dell’ufficio ricevente di trasmettere la richiesta a quello competente” .

Il soggetto competente dovrà poi rispondere entro un tempo fissato dalla legge in 30 giorni dalla richiesta; diversamente la richiesta si intende respinta ed il cittadino ha due possibilità: ricorrere al TAR, ed in questo caso lo può fare anche senza l’obbligo di farsi assistere ad un avvocato difensore, anche se è difficile per un normale cittadino affrontare un tribunale amministrativo con le sue singole forze e competenze, oppure rivolgersi al Difensore Civico.

Questa figura però è stata soppressa nei Comuni ed è possibile rivolgersi al Difensore Civico Provinciale, laddove esista, ma anche qui la figura stà scomparendo quasi ovunque con la crisi delle Provincie, oppure rivolgersi a quello Regionale, che però è un po’ distante e a molti sconosciuto anche se in Il Difensore Civico della Lombardia esercita appieno soprattutto queste funzioni.

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