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Ad Albanoarte teatro in scena “La fortuna di chiamarsi Abdul”

Sabato 7 novembre ad Albanoarte teatro festival va in scena "La fortuna di chiamarsi Abdul". Lo spettacolo racconta la storia di un giovane di colore, di religione islamica, fuggito dalla fame e dall’atrocità della guerra che imperversa nella sua Nigeria, ritrovatosi a Milano per costruirsi un futuro dignitoso tra problemi d’integrazione in una cultura diversa.

Sabato 7 novembre si rinnova l’appuntamento con "Albanoarte teatro festival". Va in scena lo spettacolo "La fortuna di chiamarsi Abdul", vincitore del premio “Miglior Spettacolo” alla quarta edizione di “Benvenuto Teatro”. L’appuntamento è alle 21 al teatro "Don Bosco", in oratorio, ad Albano sant’Alessandro.

Commedia in 2 atti di Isacco Milesi con Adriana Vismara, Gianfranco Biava, Claudio Carissimi, Clementina Rizzetti, Robert Ediogu, Maria Manzoni, Fede Zenoni, Lino Zenoni, Luciana Magri, Luigi Vismara. Regia e scene Isacco Milesi – scene Roberto Zambetti – canzone originale di Isacco Milesi cantata da Robert Ediogu – tecnici luci/audio Davide Ghisalberti, Matteo Bosatelli, Carlo Gustinetti. Una produzione Albanoarte Teatro.

Il regista Isacco Milesi spiega: "C’è poco da essere fortunati nel chiamarsi Abdul, giovane di colore, di religione islamica, fuggito dalla fame e dall’atrocità della guerra che imperversa nella sua Nigeria. Non sempre è fortuna, ritrovarsi poi in una città come Milano, nel tentativo di costruirsi un futuro dignitoso tra problemi d’integrazione in una cultura diversa, spesso ostile e razzista, sopravvivendo con lavori precari o illegali per aiutare a distanza la famiglia, mantenere se stesso, gli studi ed onorare l’affitto, non puntualmente pagato, del monolocale che divide con otto compagni extracomunitari. Infatti arriva l’ennesimo sfratto. Da qui inizia la nostra commedia. Nel tentativo di recuperare una borsa d’indumenti lasciata nel vecchio appartamento, Abdul verrà a contatto con i nuovi inquilini: una famiglia molto particolare tormentata da problemi esistenziali. Un diplomatico in fuga perenne dalla moglie schizoide, morbosamente attaccata all’unico figlio costretto a sua volta a nasconderle l’esistenza della fidanzata. Approfittando della loro ospitalità verrà coinvolto pienamente nei loro dubbi freudiani, dalle loro tragiche ed esilaranti bugie ed imprevedibili trasformismi. Benché molto lontani dal suo modo di essere, egli cercherà di comprenderne i tormenti e con incredibile leggerezza, forte della ‘corazza’ che la vita gli ha costruito addosso, riuscirà perfino a risolverli in un clima quasi fiabesco. È del tutto normale che l’uomo, per sopravvivere, fin dalle sue origini abbia dovuto confrontarsi con altri popoli e stili di vita. I problemi d’impatto culturale e razziale dovuti ai flussi migratori sono certamente molti e reali e la paura di chi non si conosce ci fa assumere spesso posizioni di difesa se non di rifiuto. L’immigrato non è un mostro da abbattere, ma una persona da conoscere. La fortuna di Abdul e degli altri personaggi sta in questo loro incontro: nell’opportunità di conoscersi e capirsi nelle rispettive diversità, vere  risorse e ricchezze per il bene di tutti".

Il biglietto di ingresso è di 8 euro, ridotto a 6 euro per gli over 65 e a 3 euro per i ragazzi sino a 18 anni.

Per avere ulteriori informazioni consultare il sito internet di "Albanoarte teatro festival" www.albanoarte.it

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