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In provincia di Bergamo nate oltre 4000 imprese nei primi mesi del 2015

In provincia di Bergamo sono oltre quattromila le nuove imprese nate nei primi nove mesi del 2015. Il bilancio emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano.

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La crisi non ferma la volontà di produrre e di mettersi in gioco sul mercato. In provincia di Bergamo sono oltre quattromila le nuove imprese nate nei primi nove mesi del 2015. Il bilancio emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro delle imprese. In tutta la regione Lombardia sono nate 45 mila nuove imprese, di cui 18 mila a Milano, 5 mila a Brescia, 4 mila a Bergamo e Monza, 3 mila a Varese. Sono 164 imprese al giorno. Un dato in crescita del +0,6% rispetto ai primi nove mesi del 2014, per la crescita di Milano (+3,5%). Stabile la voglia d’impresa anche a Cremona (+0,7%) e Sondrio (+0,4%). In calo nelle altre province lombarde. Non solo imprese ex novo, ma anche cambiamenti, modifiche, assestamenti d’impresa.

Primi settori dove si crea impresa il commercio, le costruzioni, manifatturiero e ristorazione.

Speed me up, un bando per start up che scade il 26 novembre. Speed MI Up è l’incubatore di Università Bocconi, Camera di Commercio e Comune di Milano. Mira a favorire la nascita e lo sviluppo di start-up, soprattutto innovative e rafforzare l’integrazione tra il mondo delle imprese e dei professionisti attraverso l’offerta di un programma formativo, di un servizio di tutoraggio individuale, di supporto continuativo di tutoring, di supporto nell’accesso a risorse finanziarie e servizi in materia di innovazione, ricerca scientifica e internazionalizzazione. Sono inoltre messi a disposizione spazi attrezzati di lavoro con postazioni open space, aree di incontro informale e spazi di rappresentanza. Speed MI Up ospita attualmente 25 startup in fasi diverse di sviluppo, selezionate grazie ai cinque bandi che si sono susseguiti a partire dal 2013 – alle quali si devono aggiungere una decina di imprese che hanno concluso il periodo di incubazione.

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Commenti

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  1. Scritto da La verità fa male

    Baggianate populiste. Molte di queste “imprese” sono in realtà persone costrette dal loro unico datore di lavoro ad aprire la partita IVA in modo da non essere assunti con regolare contratto da lavoro dipendente e consentire al “grande capo” di risparmiare su ferie, TFR e malattia. Molti di loro risutano ufficialmente nullatenenti e aprono la partita IVA in edilizia sapendo già che non pagheranno mai un euro di tasse. Tutti lo sanno, ma inneggiano alle “nuove imprese”

  2. Scritto da Valeria Sana

    La maggior parte sono partite iva di singoli professionisti obbligati ad aprirla per poter lavorare come consulenti o feeelance, spesso allo stesso compenso di un dipendente, perché alle aziende conviene non assumere. Aprire una partita iva non significa fare business ma rappresenta l’unico modo per poter lavorare, se non ti fanno un contratto

    1. Scritto da Giorgio

      Sono d’accordo con lei. È un paese di incantatori di serpenti, hanno imparato tutti da Renzi. Prima o poi la vita e la storia presentano il conto.

      1. Scritto da con cordo

        concordo con voi due sul conteggio delle “nuove imprese”… a proposito di baggianate, vorrei ricordare a Giorgio che questa prassi era presente ben prima dell’ascesa politica di Renzie, anche se è sempre più facile dire che è colpa di chi governa.

        1. Scritto da La verità fa male

          La prassi di conteggiare questi “dipendenti di fatto” come “imprese” va avanti da oltre 10 anni, con tutti i governi di destra e di sinistra (compresi quelli dei premi Nobel per l’Economia Visco e Bersani), è una “evasione fiscale di fatto” (in quanto queste “imprese con unico committente e unico datore di lavoro” invece di essere trattati fiscalmente come dipendenti sono trattate come imprese e se nullatenenti se ne fregano di versare le tasse) ma i politici se ne fregano

  3. Scritto da Sexcorner.it

    E noi siamo una di queste imprese!
    Un sexy shop online nuovo e con un’impronta più giovanile e diversa rispetto ad altri sexy shop!

    E la nostra sede è proprio a Bergamo! Fieri di portare avanti il nome della città!

    Tutti su http://www.sexcorner.it !!!

    1. Scritto da Concorrenza

      Fai concorrenza a quello di Valbrembo?
      Peccato, qui era un successo di partecipazione. Diminuirai gli utili.

  4. Scritto da TANIA

    e quelle che hanno chiuso….