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Gli avvocati di Bossetti: “Dna di un altro su Yara, indagini incomplete”

"Non è stato rinvenuto il dna mitocondriale di "Ignoto 1" (il carpentiere di Mapello, come sempre presente e attento in aula) ma di un altro profilo, che non è mai stato identificato". "Solo tracce minime che non si possono analizzare", ha replicato Lago

"Abbiamo assistito alla deposizione di un consulente ostile, che porta avanti una sua tesi. Si tratta, più in generale, di indagini che lasciano il tempo che trovano". E’ il duro attacco di Claudio Salvagni, uno dei legali di Massimo Bossetti, al temine della lunga e articolata deposizione del colonnello Giampietro Lago, comandante dei Ris di Parma e consulente dell’accusa.

Il pool difensivo del carpentiere di Mapello, a processo per il brutale delitto della tredicenne Yara Gambirasio, nel corso del controesame ha tentato di smontare punto per punto la tesi esposta da Lago sul lavoro di indagine svolto. 

Tracce di dna, fibre tessili e sfere metalliche. Questi i principali temi trattati, in modo molto approfondito, dal testimone nel corso delle tre udienze di fronte alla Corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja. 

Il punto più discusso, come prevedibile, anche dal pm Letizia Ruggeri, è stato quello relativo al profilo genetico rinvenuto sui resti della tredicenne. Anzi, secondo la difesa di Bossetti: "Non è stato rinvenuto il dna mitocondriale di "Ignoto 1" (il carpentiere di Mapello, che era come sempre presente e attento in aula) ma di un altro profilo, che non è mai stato identificato".

"Solo tracce minime che non si possono analizzare", ha replicato Lago. Che prima aveva puntato il dito contro il furgone di Bossetti, parlando delle sferette metalliche ritrovate sul cadavere di Yara: "Sul terreno di Chignolo ne abbiamo raccolte poche, mentre sul corpo tante – spiega Lago – . Quindi difficilmente sono collegate al terreno.

Abbiamo svolto test su ragazzi dell’età di Yara e ne avevano poche. Poi li abbiamo svolti su fabbri e tornitori, e ne avevano tante. Come sui sedili del furgone di Bossetti, dove ne abbiamo trovate migliaia. Risultato prevedibile, ma che supporta l’ipotesi che quel tessuto sia la fonte di quelle sferette. E’ coerente anche il quantitativo".

Una tesi criticata dagli avvocati del muratore, come quella sulle fibre di tessuto (secondo Lago "Compatibili sempre con l’Iveco"), che hanno ribattuto: "Per le sferette non sono stati analizzati tutti i componenti ferrosi e i soggetti erano poco attendibili, per le fibre non è stato preso in considerazione, per esempio, il furgone della palestra frequentata da Yara". 

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