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Domenica Enrica Merlo per la prima volta avversaria della Foppa

Otto stagioni in rossoblù segnate da gioie, delusioni, rimpianti e, soprattutto, grandi soddisfazioni: è la storia di Enrica Merlo con la maglia del Volley Bergamo. Domenica, nel match tra Scandicci e Foppa, il libero veneto sarà avversario delle bergamasche per la prima volta.

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Siamo solo alla terza giornata di campionato ma gli scherzi del calendario mettono subito di fronte la Foppa con il suo recente passato. Anzi, con la sua storia recente. Perché quando si tratta di Enrica Merlo non si parla di una delle tante atlete di passaggio a Bergamo ma di una giocatrice che per otto anni ha vestito e onorato la maglia rossoblù, divenendo l’idolo dei tifosi e la bandiera nelle ultime stagioni difficili.

Il distacco da Bergamo è stato difficile ma inevitabile quando nella scorsa primavera la società non era in grado di garantire certezze per il futuro, cosa che invece Scandicci le offriva con un ricco contratto e la prospettiva di giocare in una formazione ambiziosa. Oltre che di trasferirsi in Toscana nei pressi di Firenze, dove la qualità della vita e le opportunità non mancano di certo.

Il suo esordio il 18 ottobre è stato positivo (buona prestazione nel successo contro Busto), domenica scorsa ha osservato il turno di riposo, si presenta quindi all’appuntamento con la Foppa tre punti avanti in classifica. Conoscendo Enrica le emozioni sicuramente saranno intense ma sul campo lasceranno spazio alla grinta e alla determinazione nel voler conquistare il bottino pieno, per riportare Scandicci nei quartieri alti della classifica.

Grinta dicevamo, incarnata in quei voli radenti sul taraflex che tante volte abbiamo ammirato a Bergamo, sin dal giorno del suo esordio nel lontano 2007. Enrica era una diciottenne appena giunta da Reggio Emilia in A2 (prima due stagioni a Padova, sua città natale), per farsi le ossa alle spalle della titolare Paola Croce. Invece, a causa di un infortunio del primo libero, Micelli la gettò nella mischia all’esordio, il 7 ottobre, al PalaNorda contro Forlì. Risultato? Una vittoria 3-0 e subito apparve evidente che la “ragazzina” aveva personalità da vendere e qualità indiscutibili. Per lei arrivarono altre sei presenze da titolare consecutive (sette vittorie su sette, era la Foppa di Gruen, Piccinini, Lo Bianco, Poljak) e altre nel corso della stagione, al termine della quale vinse la Coppa Italia.

Enrica conquistò tutti e la conferma arrivò quando il 30 aprile del 2008 la società annunciava il rinnovo triennale del suo contratto. Per Enrica fu una soddisfazione grandissima e così disse: "Sono entusiasta della riconferma. Non mi aspettavo di giocare così tanto, è stato un caso, l’infortunio di Paola Croce mi ha buttato subito nella mischia e lì ho capito che dovevo darmi da fare ancora di più. All’inizio credevo di non essere all’altezza, ma le compagne e gli allenatori mi hanno dato un grande sostegno e mi hanno aiutato a caricarmi della responsabilità di questo ruolo. Sono a Bergamo da una sola stagione ma già sento molto forte il legame con questa Società e con i dirigenti che vi lavorano. Sto benissimo in questa città, non ho voluto prendere assolutamente in considerazione nessun’altra proposta, perché per me Bergamo e la Foppapedretti sono il massimo”.

Il suo carattere socievole, disponibile, sempre sorridente in campo, la portò ad avere sempre più spazio nel cuore dei tifosi e la sua umiltà nel lavoro in palestra non fece altro che portarle benefici: negli anni seguenti vinse tutto quello che c’era da vincere. Tra i trionfi più significativi la Champions League nel 2009 e nel 2010 e lo scudetto nel 2011, l’ultimo della Foppa. Proprio quel tricolore, ci confidò in un’intervista due anni fa, è il trionfo che sente più suo, in cui diede un contributo determinante per la causa. E per lei era una sorta di rivincita personale dopo che l’anno prima fu costretta ad abbandonare il campo nella gara-4 di semifinale contro Villa Cortese, in casa, match che si concluse con la sconfitta al tie-break della Foppa ed Enrica all’ospedale. Ma non va dimenticato che in occasione delle due final four di Champions vinte, contro Dinamo Mosca e Fenerbahce, venne eletta miglior libero. E all’epoca era poco più che ventenne.

Nelle ultime tre stagioni a Bergamo Enrica è rimasta con entusiasmo, lei ancora così giovane a modello per le compagne ancora più giovani, dando il massimo anche nei momenti più difficili in cui una abituata a vincere come lei poteva tirare i remi in barca. Per i tifosi era rimasta l’unico trait d’union con i fasti del passato. Vedevi lei e ti ricordavi dei successi in Italia e in Europa. Per questo il distacco è stato difficile perché tecnicamente nessuno è insostituibile (e la Foppa ha preso Cardullo per sostituirla, ovvero il meglio possibile) ma umanamente i ricordi, le gioie e le esperienze vissute non si cancellano.

Il fatto di affrontare il passato per la prima volta nel suo nuovo palasport in Toscana probabilmente renderà meno traumatico il ritorno a Bergamo nel girone di ritorno. Ma di certo i tifosi rossoblù che scenderanno a Scandicci faticheranno all’idea di trovarsela contro dopo sette anni insieme.

Alberto Caprini

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