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Riforma della sanità lombarda La Cisl: serve attenzione ai bisogni degli utenti

Giovedì la Cisl organizza un convegno sulla riorganizzazione della sanità. Il monito della Federazione pensionati di Bergamo: “Non servono solo i risparmi”.

L’evoluzione del sistema socio-sanitario lombardo è a un passo dalla sua definitiva “consacrazione”.

Nelle prossime settimane, infatti diventerà operativa la ristrutturazione delle ASL e delle Aziende Ospedaliere decisa dalla giunta Maroni nell’agosto scorso.

In pratica, Asl e Aziende ospedaliere si fonderanno in un’unica struttura provinciale, che però, a sua volta – e per quanto riguarda Bergamo – si “trimezzerà” in ASST del capoluogo, di Bergamo Est e di Bergamo Ovest, andando a ridisegnare la presenza territoriale dei diversi servizi che prima gestiva l’ASL e che erano fruiti da una popolazione che automaticamente si troverà i confini di competenza variati dall’ennesima riorganizzazione.

La Cisl di Bergamo ha ritenuto utile organizzare una riunione di approfondimento per analizzare il nuovo corso legislativo pensato per la sanità lombarda.

“La Cisl – dice Francesco Corna, Segretario Cisl Bergamo con delega al Welfare – è consapevole che tale revisione interessa direttamente tutti i cittadini, lavoratori e pensionati. Si tratta di una trasformazione strategica anche per ciò che riguarda le risorse visto che la spesa sanitaria assorbe circa l’80% dell’intero bilancio regionale”.

L’incontro, in programma giovedì 29 ottobre, alle 15,30 presso la Sala Riformisti della sede di via Carnovali a Bergamo, vedrà la partecipazione di Paola Gilardoni, segretario Cisl Lombardia, Angelo Capelli, vicepresidente commissione “Sanità e politiche sociali”, e Mario Barboni, consigliere regionale.

“La riorganizzazione della geografia socio-sanitaria, in considerazione dell’ampliamento dei confini territoriali e dei bacini di popolazione – aveva avuto già modo di dire Paola Gilardoni – , evidenzia la necessità di assicurare presidi di prossimità per i cittadini e le comunità. Il testo approvato invece non prevede l’articolazione distrettuale. Si rischia in tal modo di indebolire il rapporto tra nuove strutture e territorio, e le sue rappresentanze, limitando inoltre l’accesso dei cittadini ai servizi dell’Agenzia. A tal fine è necessario strutturare la rete d’accesso ai servizi del territorio, riprogettando gli ambiti distrettuali, che possono essere ridotti pur prevedendo maggiori punti di erogazione”.

Questa preoccupazione è stata sollevata anche durante la Assemblea Organizzativa della Fnp Cisl di Bergamo. Segreteria e delegati hanno infatti sottolineato quanto sia importante chiedere che sulla riforma sanitaria il sindacato sia coinvolto. In pratica, potrebbe succedere che un servizio venga trasferito altrove più per soddisfare esigenze organizzative di dirigenza e personale che non per andare incontro a necessità dell’utenza. Si tratta, ricordiamolo, di presidi assistenziali del “calibro” di Consultorio familiare, CPS, Ser.T…. tutte strutture che hanno un’utenza debole e comunque, non necessariamente dotata di ogni possibilità di trasportarsi in angoli diversi della provincia. Facciamo un esempio: nella nuova ASST Bergamo EST, Seriate, che ne sarà “capoluogo”, non ha il Ser.T, così come mancano altri presidi sociali, perché venivano forniti dalla città. Fino a ieri, dunque, gli utenti di questo servizio andavano a Bergamo, Gazzaniga o Lovere. “Potranno continuare a farlo – si chiede Michele Bettoni, segretario generale Fnp Cisl Bergamo -, o saranno costretti a rivedere le proprie giornate in base a una nuova divisione territoriale? Come tropo spesso accade, infatti, le ristrutturazioni di servizi badano più a risparmi, a soddisfare esigenze e ambizioni manageriali e dirigenziali, e non esitano a oltrepassare con estrema nonchalance i bisogni dell’utenza, spesso non servita da adeguati servizi di trasporto. Già con l’attuale organizzazione, gli utenti del Ser.T di Gazzaniga arrivavano anche da Vilminore di Scalve; Lovere gestisce una popolazione che giunge anche da Sarnico…la Cisl, quindi, chiede che nella definizione di ambiti e servizi, venga dato un livello di attenzione superiore a quanto accaduto nelle precedenti riforme alle esigenze della popolazione, così da non sottoporla a esodi e trasferte che rischierebbero di compromettere la “tenuta” e l’accoglienza stessa dei servizi”.

“A livello regionale – conclude Bettoni – Giunta e Organizzazioni Sindacali hanno firmato un accordo per affrontare attraverso il confronto sindacale, ricadute su operatori, modelli organizzativi e servizi. Naturalmente, la Cisl ha espresso grande soddisfazione per un confronto di condivisione che, auspichiamo, permetterà di governare le conseguenze sul personale della riorganizzazione del sistema socio sanitario regionale , a tutela delle lavoratrici e dei lavoratori e dei servizi ai cittadini. Ci auspichiamo che ciò avvenga anche a livello locale”.

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