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Non solo i milioni della fiera Palafrizzoni, errori e cause costano caro ai cittadini

Nonostante sia considerato virtuoso, anche il Comune di Bergamo negli ultimi anni ha dovuto sborsare milioni di euro tra risarcimenti, spese legali e interessi.

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Sbagliare è umano, ma costa molto caro alle amministrazioni pubbliche. E per caro si parla di cifre a sei zeri. Nonostante sia considerato virtuoso, anche il Comune di Bergamo negli ultimi anni ha dovuto sborsare milioni di euro tra risarcimenti, spese legali e interessi.

L’ultimo caso risale a pochi giorni fa, quando il Consiglio comunale è stato costretto ad approvare un debito fuori bilancio da quasi 6,2 milioni di euro: 14 anni fa Palafrizzoni decise di espropriare i terreni per costruire la fiera nuova pagandoli come “agricoli”, salvo poi costruire i padiglioni di via Lunga. I proprietari si sono rivolti alla giustizia che quasi tre lustri dopo ha dato loro ragione. La decisione ai tempi è stata presa dalla giunta guidata da Cesare Veneziani, sindaco di centrodestra.

Anche il centrosinistra però, qualche anno dopo, ha dovuto allargare i cordoni della borsa. Stavolta con conseguenze meno pesanti per le casse pubbliche. Roberto Bruni, dopo aver vinto le elezioni, bocciò il progetto della Tangenziale Est appaltato all’impresa Cavalleri che vide così sfumare 24 milioni di euro. Una scelta politica, non un errore, ma con conseguenze legali: poco dopo infatti è arrivata la citazione in giudizio, conclusa con un accordo transattivo per evitare di trascinare la questione per decenni. A fronte dei 7,8 milioni chiesti dall’azienda, Palafrizzoni ha pagato “solo” 900 mila euro.

Una vicenda che ha attraversato maggioranze di tutti i colori politici è lo spreco legato all’interporto di Montello. In oltre 20 anni sono andati in fumo oltre 11 milioni di investimenti pubblici e privati. Dell’interporto, inutile dirlo, nemmeno l’ombra.

E’ invece un errore palese quello commesso nella scrittura del bando di vendita dell’Europan, nel 2013. Palafrizzoni ha ceduto l’area per oltre 6 milioni di euro, salvo poi non ratificare la vendita sostenendo che il privato non avesse individuato un’area alternativa per il luna park, requisito non chiaro nel bando. A quel punto è iniziata una battaglia legale sulla restituzione della caparra da 600 mila euro, poi concessa di fronte alle giuste ragioni dei privati. Gli avvocati, anche per il futuro, possono dormire sonni tranquilli.

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Commenti

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  1. Scritto da Lory

    È nessuno che restituirà i soldi ai cittadini. Perfetto

  2. Scritto da Roberto

    La colpa per la tangenziale Est, detta tangenziale Percassi, non va ascritta a Bruni ma agli scellerati che la volevano realizzare, cioè i soliti Veneziani/Nappo. Bruni nel programma della sua coalizione aveva l’impegno di cancellarla e così ha fatto, ci ha solo evitato spese faraoniche inutili a vantaggio dei soliti noti.

  3. Scritto da dark

    Beh, mi sembra che tra quelle citate, caro Invernizzi, questa vinca per ora l’Oscar, anche perché ampiamente annunciata. Tentorio, ubi es ratio? Veneziani… etiam…