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A Xiaoyu Weng, giovane curatrice cinese l’ottavo “Lorenzo Bonaldi per l’Arte”

"Il Premio Lorenzo Bonaldi per l'Arte – EnterPrize", all'ottava edizione, è stato vinto da Xiaoyu Weng, attualmente curatrice associata di arte cinese della Robert H. N. Ho Family Foundation presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

"Il Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize", all’ottava edizione, è stato vinto da Xiaoyu Weng, attualmente curatrice associata di arte cinese della Robert H. N. Ho Family Foundation presso il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

Curatrice dal curriculum già importante, costruito tra Pechino, Rotterdam, San Francisco, la giovane professionista ha convinto la giuria per la pregnanza del tema proposto, l’influenza sull’essere umano della tecnologia e della macchina, e l’efficacia dell’allestimento "in grado di trasformare lo Spazio Zero della Gamec in un ambiente molto suggestivo, coerente e imprevedibile".

Al termine di una tre giorni di simposio dei curatori emergenti dedicato alle competenze, alle criticità e alle metodologie di lavoro, alle opportunità e alle prospettive della giovane curatela artistica, Chiara Bertola e Martin Clark, rispettivamente responsabile e direttore di Fondazione Querini Stampalia (Venezia) e di Bergen Kunsthall (Bergen) e Giacinto Di Pietrantonio, direttore Gamec, con Stefano Raimondi, curatore Gamec, hanno assegnato il premio all’unanimità, valutando il progetto di Xiaoyu Weng come il più convincente sotto il profilo critico, teorico, contenutistico, pratico ed economico.

E’ stata una bella sfida, perché gli altri concorrenti hanno dato analoga prova di professionalità, originalità e aderenza agli obiettivi del contest. E per chi avesse ancora dubbi sul senso e sul peso che la figura del curatore ha nel panorama artistico contemporaneo, basta andare sul sito della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, www.gamec.it, e cliccare, nell’ordine, "Eventi in corso", "Premio Bonaldi", "Attachments".

Vi si leggono tutte le proposte dei giovani curatori under 35 pervenute quest’anno al "Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize".

C’è da esserne impressionati, almeno sulla carta. Le proposte dei cinque candidati, provenienti da New York, Roma, Milano, spaziano dai temi dell’ibridazione di una realtà tecnologicamente mediata, alla dimensione di un femminile riletto in veste inedita, agli orizzonti dello spazio in un mondo sempre più interconnesso, alla polisemia e ai paradossi del linguaggio, ai meccanismi del calcolo matematico e della speculazione filosofica. Il tutto declinato nelle diverse forme di installazioni, montaggi fototestuali, proiezioni multimediali, ingredienti concettuali variamente disseminati.

Egija Inzule ha presentato "Elsewhere and otherwise", Natalie Musteata "The laugh of the Medusa", Nicola Ricciardi "Onegin Stanza", Karl Rittenbach "They say Figures don’t lie".

Lo scenario è quello di un grande laboratorio di idee e di concrete applicazioni site-specific, uno straordinario concentrato delle odierne potenzialità e dei prossimi orizzonti dell’arte.

Il Premio Bonaldi, pioniere in Italia per i progetti di curatela di giovani under 30, si conferma come un’importante occasione di confronto e si qualifica per la lungimiranza del progetto e per l’eccellenza dei risultati. Fedele in questo all’intento che negli anni ha animato la squadra di lavoro guidata da Giacinto di Pietrantonio e Nini Bonaldi: "Creare una dimensione in cui i valori della passione e del talento hanno importanza e i giovani possono avere fiducia nei loro sogni e realizzarli".

Il progetto di Xiaoyu Weng, dal titolo "Soft Crash", che nell’ossimoro del titolo allude all’impatto subdolo della tecnologia sull’essere umano e gioca con le profezie dello scrittore J.C. Ballard, coinvolge cinque artisti/gruppi di varia ascendenza e sarà realizzato e ospitato alla Gamec nel 2016.

Il Simposio Internazionale "Qui. Enter Atlas", inoltre, si è trasformato per questa edizione in un workshop rivolto a studenti o ex studenti segnalati dalle principali scuole curatoriali italiane, che hanno avuto la possibilità in questi giorni di presentare progetti espositivi pensati per lo Spazio Caleidoscopio, parte della Collezione Permanente della Gamec. Tra questi la giuria ha decretato vincitori le proposte di Lucrezia Calabrò Visconti e di Elena Cardin, che si ispirano in primis a due opere della collezione, rispettivamente "La cara Betty" di Umberto Boccioni, e "T1964-R9" di Hans Hartung. La loro realizzazione è prevista tra il 2016 e il 2017 in Gamec.

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