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Rocca alla politica: patto pubblico-privato per rilanciare le imprese

Il presidente di Assolombarda e patron di Tenaris Gianfelice Rocca in un incontro a Expo seguito da ben quattro ministri (Padoan, Martina, Giannini e Poletti) e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella prova a coinvolgere la politica per consentire alle imprese italiane di competere ad armi pari con i concorrenti.

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Il presidente di Assolombarda e patron di Tenaris Gianfelice Rocca in un incontro a Expo seguito da ben quattro ministri (Padoan, Martina, Giannini e Poletti) e dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella prova a coinvolgere la politica per consentire alle imprese italiane di competere ad armi pari con i concorrenti.

La richiesta è quella di una grande allenza pubblico-privato che, facendo leva sui tanti punti di forza del territorio, sviluppi un piano strategico che metta al centro proprio l’innovazione.

Un piano dunque, sulla scorta di quanto fatto dalla Catalogna o dalla Baviera, aree che si sono date una missione e che hanno impostato gli strumenti per realizzarla.

Ed è qui che entra in gioco Expo, un’area che per Rocca può diventare la piazza universale dei saperi del futuro, integrando Università, start-up,alto artigianato, multinazionali.

Quel mix di saperi “Steam” (Science, Technology, Engineering, Art, Manufacturing) su cui Milano può giocare un ruolo di primo piano, punti su cui già incide il piano in 50 punti dell’Associazione, “Per far Volare Milano”.

Il post Expo per Rocca rappresenta un primo banco di prova di questa alleanza per l’innovazione , con la necessità di definire al più presto un business plan (entro metà 2016) per consentire a tutti i soggetti di poter fare le proprie scelte in termini di localizzazione. “Noi – spiega – lavoreremo per catalizzare questa domanda, ma ora occorre uno sforzo congiunto di Regione, Comune e Governo, un dialogo trasparente per definire una governance, un management e un business plan con un preciso cronoprogramma. Perché a dispetto dei problemi, dei limiti, della tanta strada ancora da compiere, Milano – conclude Rocca – è comunque il luogo “where to be”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Una grande alleanza per l’innovazione. Un patto pubblico-privato che permetta quel salto in avanti necessario per il rilancio della produttività e della competitività del Paese. E’ il tema chiave che Assolombarda- Confindustria Milano Monza e Brianza lancia in occasione della sua assemblea annuale. Incontro non a caso realizzato nel sito di Expo, sul cui futuro si gioca una quota non irrilevante delle chance di crescita dell’Italia. Ad ascoltare il presidente dell’Associazione Gianfelice Rocca, in platea, quattro ministri (Padoan, Martina, Giannini e Poletti) ma soprattutto il Capo dello Stato Sergio Mattarella, che proprio domenica, dalle colonne del Sole 24 Ore, aveva rilanciato con forza il ruolo di Milano e della Lombardia come motore, non solo economico ma anche e soprattutto etico e morale dell’intero Paese. Un paese che torna a crescere – spiega Rocca – ma che deve ancora recuperare terreno, soprattutto nella sua produttività e nella capacità innovativa. Il giudizio sull’operato del Governo è positivo, con la condivisione della strategia di “sostenere la fiducia di imprese e cittadini in un contesto di riforme scarse”. Un mix di interventi, quello della Legge di Stabilità, ritenuto “sufficientemente equilibrato per questo specifico momento socio economico”, nei limiti posti dal debito pubblico. Strategia a cui però devono essere aggiunte riforme di struttura, quelle che consentono il recupero di produttività. Che in un mondo volatile e imprevedibile – spiega – passa per la riforma del lavoro e la revisione delle relazioni industriali, area in cui deve crescere il peso della contrattazione aziendale (anche grazie alla “carota” dei fondi aggiuntivi messi a disposizione dall’Esecutivo) lasciando al contratto nazionale la cornice puramente normativa. Un quadro in cui “alcuni sindacati irrealisti – scandisce Rocca – rischiano di diventare nemici dei loro stessi iscritti e dei lavoratori”. Se il “compito a casa” è dunque quello di riportare le nostre aziende e il nostro territorio nelle posizioni di testa europee, occorre agire di conseguenza, accelerando soprattutto sul fronte dell’innovazione. Perché è qui, nella difficoltà italiana nel trasformare scienza in tecnologia, ricerca in brevetti, che si concentra uno dei gap principali del paese, limite su cui Rocca prova a coinvolgere la politica per poter disporre di quelle condizioni abilitanti che consentano alle imprese di competere ad armi pari con i concorrenti. Lo schema è quello di una grande allenza pubblico-privato che facendo leva sui tanti punti di forza del territorio sviluppi un piano strategico che metta al centro proprio l’innovazione. Un piano dunque, sulla scorta di quanto fatto dalla Catalogna o dalla Baviera, aree che si sono date una missione e che hanno impostato gli strumenti per realizzarla. Ed è qui che entra in gioco Expo, un’area che per Rocca può diventare la piazza universale dei saperi del futuro, integrando Università, start-up,alto artigianato, multinazionali. Quel mix di saperi “Steam” (Science, Technology, Engineering, Art, Manufacturing) su cui Milano può giocare un ruolo di primo piano, punti su cui già incide il piano in 50 punti dell’Associazione, “Per far Volare Milano”. Il post Expo per Rocca rappresenta un primo banco di prova di questa alleanza per l’innovazione , con la necessità di definire al più presto un business plan (entro metà 2016) per consentire a tutti i soggetti di poter fare le proprie scelte in termini di localizzazione. “Noi – spiega – lavoreremo per catalizzare questa domanda, ma ora occorre uno sforzo congiunto di Regione, Comune e Governo, un dialogo trasparente per definire una governance, un management e un business plan con un preciso cronoprogramma. Perché a dispetto dei problemi, dei limiti, della tanta strada ancora da compiere, Milano – conclude Rocca – è comunque il luogo “where to be”.

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