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Mortadelle ripiene di droga al fidanzato in carcere: lui condannato, lei assolta

Il gup Alberto Viti ha condannato a 3 anni di reclusione un bergamasco di 35 anni, con precedenti per rapina e furto, per introduzione di sostanze stupefacenti in carcere.

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Si era fatto portare in carcere dalla fidanzata due mortadelle ripiene di droga. Per questo il gup Alberto Viti ha condannato a 3 anni di reclusione un bergamasco di 35 anni, con precedenti per rapina e furto, per introduzione di sostanze stupefacenti in carcere. Il giudice ha invece assolto la sua ragazza, 25 anni, residente in un comune dell’hinterland, credendo alla sua versione dei fatti: "E’ vero, ho portato il pacco in carcere, ma l’ho ricevuto da un uomo all’esterno della casa circondariale e non sapevo cosa contenesse. Ho fatto un favore al mio compagno".

L’episodio risale allo scorso 24 gennaio. L’uomo aveva ricevuto nella casa circondariale di via Gleno, dove stava scontando una condanna per furto, un pacco contenente due mortadelle intere, con lo stemma delle macellerie islamiche, destinate a un compagno di detenzione, un immigrato marocchino di 30 anni. Durante i controlli, però, una guardia carceraria aveva scoperto che i salumi contenevano nell’impasto 3 panetti di hashish, per un peso totale di circa 50 grammi, e un telefonino cellulare, con tanto di batteria e scheda telefonica.

L’immigrato marocchino, che nel frattempo è stato espulso dall’Italia su ordine del questore, è stato assolto, come indicato dalle disposizioni sulle norme dell’immigrazione: l’articolo 13, infatti, prevede il "non luogo a procedere" per l’imputato, se non è stato ancora emesso il decreto di rinvio a giudizio.

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