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La Foppa resta a “zero” Ma non si facciano drammi: il cantiere è appena aperto

Il nostro Alberto Caprini analizza il brutto inizio di stagione delle rossoblù, ancora a secco di punti dopo due giornate. Ma niente drammi: il cantiere bergamasco è appena stato aperto e per i risultati che tutti si aspettano bisogna attendere qualche settimana.

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Del cantiere aperto si era detto. Sul fatto che l’inizio del campionato fosse in salita con due scontri diretti eravamo tutti d’accordo. Pochi però pensavano di trovare la Foppa ancora ferma a quota zero dopo la seconda giornata di campionato, fermata nell’anticipo di sabato scorso dalle tricolori di Casalmaggiore dopo il primo ko subito a Conegliano. Un dato statistico che ci riporta indietro di oltre vent’anni, quando ancora si assegnavano due punti per la vittoria e zero per la sconfitta: da allora, mai le rossoblù erano partite così male.

Al di là di statistiche, ricorsi storici e di quanto scriveremo sotto, perché la critica è il nostro mestiere, è giusto premettere che con due settimane di lavoro insieme in palestra stiamo di fatto vivendo un “precampionato con punti”, che la squadra merita credito e di avere almeno un mese per poter lavorare insieme e mostrare di che pasta è fatta. Detto che la classifica al momento conta poco o nulla e che gli spazi di recupero sono ampi, è importante prendere atto di quelli che sono gli aspetti su cui lavorare per progredire, mascherare alcune carenze e raggiungere gli obiettivi proclamati a inizio stagione. Gli ingredienti sono ottimi, vedremo come verranno cucinati e se riusciranno a raggiungere un giusto equilibrio.

ERRORI E CONDIZIONE ATLETICA – Da quanto visto sabato sera, il ko, indiscutibile, si spiega con molti argomenti. Innanzitutto la Pomì ha grossi meriti, ha mostrato un vantaggio a livello di condizione atletica (preparazione più “leggera” avendo già giocato e vinto la supercoppa?) e dispone di qualità in ogni reparto, ha vinto con merito, lotterà per lo scudetto sicuramente. La Foppa però ci ha messo molto di suo nel peggiorare le cose. E anche l’unico set vinto è stato un regalo delle ospiti con 13 errori punto (!) e solo 4 attacchi rossoblù vincenti. Aggiudicarsi un set con il 18% in attacco e un 29-18% in ricezione, se non è record, poco ci manca.

RICEZIONE DIETRO LA LAVAGNA – Nel match contro Casalmaggiore non ha funzionato la ricezione, ed è come costruire un palazzo con le fondamenta di argilla. Sicuramente questo fondamentale sarà il più critico per tutta la stagione, vedendo le caratteristiche dell’organico e come è stata costruita la squadra. La ricezione a due (Cardullo-Gennari) fatica a coprire tutto il campo e non esiste una schiacciatrice in panchina, forte in ricezione, da poter gettare nella mischia (manca infatti anche quest’anno la famosa “dodicesima”). Aggiungerci Plak o Sylla è un handicap per le caratteristiche prettamente offensive delle due rossoblù. Non sono però ammissibili percentuali complessive attorno al 30% con punte del 4% di perfezione viste nel secondo set. Così non si gioca a pallavolo. Lo Bianco è una grandissima palleggiatrice ma non è una maratoneta, sarebbe un peccato non sfruttarne la precisione e la genialità costringendola ad inseguire il pallone da tutte le parti con alzate scontate, talvolta addirittura in bagher. Quindi punto primo: crescere in ricezione.

ATTACCO SPUNTATO – La Foppa poi ha giocato un set e mezzo senza opposto. Barun infatti è stata sostituita sull’8-13 del secondo set, forse un po’ in ritardo, con 0/11 in attacco. Evidente il gap di condizione della croata, braccio lento e elevazione ai minimi, lontana parente della campionessa ammirata a Novara e che aspettiamo al più presto a Bergamo. Qualcosa meglio Plak, apparsa più decisa nel cercare i colpi risolutivi. Al centro ha convinto invece Aelbrecht, in banda a tratti Gennari. Ma è chiaro che si deve crescere molto, anche se rispetto alla ricezione il potenziale è più elevato. MURO E DIFESA – Questi sono gli aspetti che necessitano di lavoro insieme in palestra, non si improvvisa una squadra in due settimane. Di fronte c’erano Gibbemeyer e soprattutto Stevanovic (8 muri punto per la serba), ovvero la coppia di centrali più forte del campionato. Ma anche i sincronismi in seconda linea della Pomì sono apparsi superiori e già rodati, essendo il reparto lo stesso dell’anno scorso con la sola Piccinini per Gennari. Questo è il deficit mostrato dalla Foppa più comprensibile, non figlio di errori individuali o di lacune tecniche da colmare ma semplicemente del poco lavoro fatto in palestra.

SCANDICCI ALL’ORIZZONTE – Per le rossoblù in vista un’altra trasferta temibile sul campo di Scandicci, dove militano le ex Merlo e Loda. Le toscane si sono rinforzate molto in estate e strizzano l’occhio ai quartieri alti, avendone i mezzi. La Foppa dovrà però necessariamente iniziare a fare punti, soprattutto per il morale del gruppo. E ci aspettiamo un deciso salto di qualità quantomeno nelle prestazioni individuali, se non ancora a livello di collettivo.

Alberto Caprini

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