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Laura Boldrini a Bergamo: Partecipazione e inclusione da qui riparta l’Europa fotogallery

Intervenendo al teatro Donizetti per “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, la presidente della camera Laura Boldrini traccia le priorità dell’agenda politica e sociale italiana: “Dobbiamo ripartire da Europa, inclusione e partecipazione”. In platea numerosi studenti e un gruppo di richiedenti asilo. All’esterno la contestazione leghista.

“Siate ambiziosi, è importante credere in un’utopia, come è stata l’Europa per la mia generazione, impegnandosi a concretizzarla. Oggi siamo nel guardo, ci troviamo in un’Europa che non fa più innamorare, ma è da questa situazione che dobbiamo ripartire per costruire un nuovo progetto”.

Con queste parole la Presidente della Camera Laura Boldrini esorta a ricostruire una prospettiva europea per guadare al futuro. Il suo invito arriva dal teatro Donizetti di Bergamo, che ha ospitato la lectio magistralis “Agenda Italia. Parole per ripartire”, all’interno di “Molte fedi sotto lo stesso cielo”, la rassegna culturale promossa dalle Acli provinciali.

Laura Boldrini si rivolge in modo particolare agli studenti intervenuti all’incontro, oltre 500, alle autorità cittadine e ai parlamentari orobici. In platea anche un gruppo di giovani richiedenti asilo, della comunità Ruah. La presidente della Camera punta l’attenzione su tre concetti: Europa, inclusione e partecipazione.

“Le parole cui ho pensato per tracciare l’agenda dell’Italia sono numerose e tutte ugualmente importanti. Le prime erano innovazione, cultura e ricerca ma, alla fine, ne ho scelte tre: Europa, inclusione e partecipazione – afferma -. Il termine ‘Europa’, oggi, non dice molto: l’Unione Europea ci bacchetta, fa fare sacrifici, non dà lavoro e non risolve i nostri problemi. Quando ero una ragazza, invece, era un riferimento, un sogno. Riscoprirlo è una necessità, perchè il nostro Paese, come tutte le altre piccole nazioni rispetto a giganti come Cina, India e Stati Uniti, non riuscirà a farcela da solo. Italia, Francia e le altre nazioni europee devono avere maggior peso, esercitare influenza ed essere competitive, e per farlo devono essere unite. Inoltre, ci sono sfide globali che necessitano di una gestione che vada oltre i propri confini. Ne sono esempi il cambiamento climatico e il rischio dello scioglimento dei ghiacciai, i flussi migratori con le persone che fuggono da guerre e dittature, ma anche le reti digitali, le politiche energetiche e il petrolio. L’Europa deve essere la soluzione e non la causa e, per cambiarla, dobiamo riscoprire lo spirito di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Ursula Hirschmann ed Eugenio Colorni”.

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Indicando la scritta “U.S.E.), su una spilla che indossa, quindi, evidenzia: “Servono gli Stati Uniti d’Europa, un’Europa 2.0, che possa vincere le sfide globali, altrimenti tutto ciò che abbiamo fatto sinora sarebbe stato vano e le forze ipernazionaliste, razziste e antieuropeiste presenti in ogni Paese prevarrebbero, distruggendo il sogno europeo”.

Il secondo conetto è l’inclusione, che Laura Boldrini introduce leggendo l’articolo 3 della Costituzione, “Un valore legato a quello dell’Europa, che pone profondi spunti di riflessione. Il liberismo ha prodotto un costante aumento delle disuguaglianze e l’Italia è uno dei Paesi che ne ha risentito maggiormente dagli anni Ottanta in poi. La crisi ha colpito soprattutto chi già era in difficoltà, relegando ai margini le persone indigenti che chiedono dignità e non sussidi. Non sono solo migranti, e rappresentare lo Stato di fronte a chi sta soffrendo, a volte, è molto duro. Dobbiamo riflettere su come combatere la povertà e sostenere i redditi bassi, non perché siamo buoni ma perché, se ci sono tanti ‘espulsi’ dalla società, il mercato non può ripartire”. Proseguendo , la presidente della camera evidenzia il significato della partecipazione dei cittadini alla vita politica e sociale del Paese: “Partecipare significa essere consapevoli di vivere in una comunità, in cui ognuno deve fare la propria parte. Andare a votare ogni 5 anni non basta, bisogna adoperarsi per essere appieno citadini. La crisi non si può superare se ciascuno di noi non fa qualcosa per il Paese: saremo forti se tutte le componenti della società lo saranno. E non bisogna generalizzare, perché non è vero che tutti i politici sono uguali: le istituzioni sono lo specchio della società e, se ci sono diffusi problemi di legalità, i politici non ne sono indenni”.

Infine, citando il ritornello della canzone “La libertà”, di Giorgio Gaber, conclude: “Per costruire un Paese migliore, è fondamentale che tutti si impegnino attivamente in politica, come espresso anche nella nostra Costituzione”.

All’arrivo della presidente della camera, all’esterno del teatro Donizetti e di Palazzo Frizzoni, si è tenuta una contestazione da parte della Lega Nord.

Simpatizzanti e rappresentanti leghisti, tra i quali il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Frizzoni Alberto RIbolla e il segretario cittadino Massimo Bandera, hanno evidenziato: “Siamo qui per ricordare i problemi con cui i cittadini stanno facendo i conti, senza trovare risposte dalle istituzioni. Sono molti i bergamaschi e gli italiani in difficoltà e riteniamo che debbano essere la priorità. Invece di preocparsi per veri o falsi profughi, bisognerebbe pensare alla disoccupazione, agli esodati, ai giovani e agli anziani”.

Commenti

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  1. Scritto da Dante

    L’Europa è meglio che riparta dalla gente comune, non da questi burocrati graziati dalle congiunture e dai conflitti mondiali. Per loro, le disgrazie del mondo sono manna che gli giustificano il ruolo e lo stipendio