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Caso Yara, “Una possibilità su 20 miliardi che il dna non sia quello di Bossetti”

La spiegazione di Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici: "È soltanto il nucleare quello in grado di identificare una persona ed è il solo ad avere valore forense, mentre quello mitocondriale viene usato per altri scopi"

"C’è solo una possibilità su 20 miliardi che il dna prelevato sul corpo di Yara non sia di Ignoto 1". E’ la spiegazione di Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici nelle indagini per l’omicidio della 13enne di Brembate Sopra.

Nel corso dell’udienza di venerdì 23 ottobre del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti, il militare ha ricostruito di fronte alla corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja la lunga indagine svolta. Lago ha chiarito in particolare la questione legata al dna, e la mancata corrispondenza tra quello nucleare trovato sul corpo della ragazzina, attribuito a Bossetti, e quello mitocondriale del quale non è stato possibile stabilire l’appartenenza.

"È soltanto il nucleare quello in grado di identificare una persona – ha spiegato il militare – ed è il solo ad avere valore forense, mentre quello mitocondriale viene usato per altri scopi. Tanto è vero che nelle banche dati internazionali è raccolto solamente il dna nucleare. All’interno di quello analizzato sono stati individuati 52 marcatori che lo identificano come quello della persona che ha aggredito Yara: abbiamo quindi sufficiente margine per essere certi dell’identificazione".

Riguardo al dna ritrovato sul cadavere, quello di Ignoto 1, attribuito a Bossetti, Lago ha aggiunto che "una cinquantina di marcatori rivelarono essere della persona che aggredì Yara. C’è una possibilità su 20 miliardi che il dna prelevato sul corpo di Yara non sia di Ignoto 1. Il test è stato ripetuto più volte dando sempre lo stesso risultato".

Nel corso della deposizione, incalzato dalle domande del pubblico ministero Letizia Ruggeri, il colonnello ha parlato anche del furgone ripreso dalle telecamere nella zona della palestra la sera della scomparsa di Yara: "Sulla fiancata destra c’è una macchia di ruggine, coerente, compatibile e non difforme con quella poi trovata sul veicolo di proprietà di Bossetti. Siamo di fronte a un’identificazione probabile in base, oltre alla macchia di ruggine, anche al passo del veicolo di 3,45 metri (ossia la distanza tra i due semiassi).

Si è passati poi ai reperti della ragazzina rinvenuti quando il 26 febbraio del 2011 nel campo di Chignolo e a quelli sequestrati in casa del muratore di Mapello. Lago ha parlato dei minuziosi accertamenti svolti, alla ricerca di tracce legate al delitto: "Sugli oggetti da lavoro, così come sui vestiti di Bossetti non abbiamo trovato nulla di interessante a livello investigativo. Sul furgone e sulla Volvo abbiamo trovato invece diverse tracce di sangue, ma nessuna riconducibile a Yara".

Infine spazio all’argomento fibre, con il confronto tra quelle dei leggins che indossava Yara e quelle dei sedili del furgone di Bossetti: "Sono identiche per quattro parametri: morfologia, colore, chimica e rapporto di proporzione", ha spiegato il colonnello Lago.

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