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“Sui leggins di Yara fibre identiche a quelle del furgone di Bossetti”

"Sul furgone, sull'auto, sui vestiti e sugli oggetti sequestrati all'imputato non abbiamo rinvenuto tracce della vittima". Lo ha confermato in aula Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici nelle indagini per l'omicidio di Yara Gambirasio

"Sul furgone, sull’auto, sui vestiti e sugli oggetti sequestrati all’imputato non abbiamo rinvenuto tracce della vittima". Lo ha confermato Giampietro Lago, il comandante dei Ris di Parma che ha condotto gli accertamenti genetici nelle indagini per l’omicidio di Yara Gambirasio, all’udienza di venerdì 23 ottobre del processo contro Massimo Giuseppe Bossetti.

Il militare ha ricostruito di fronte alla corte d’Assise presieduta dal giudice Antonella Bertoja, la lunga indagine svolta sui reperti della ragazzina quando è stata ritrovata il 26 febbraio del 2011 nel campo di Chignolo, e quelli sequestrati in casa del muratore di Mapello. 

Il militare ha parlato dei minuziosi accertamenti svolti sui reperti, alla ricerca di tracce legate al delitto: "Sugli oggetti da lavoro, così come sui vestiti di Bossetti non abbiamo trovato nulla di interessante a livello investigativo. Sul furgone e sulla Volvo abbiamo trovato invece diverse tracce di sangue, ma nessuna riconducibile a Yara". 

Lago ha parlato anche delle immagini delle telecamere della zona della palestra: "Quella sera si vede un furgone simile a quello di Bossetti che transita diverse volte". 

Si è poi passati all’argomento fibre, con il confronto tra quelle dei leggins che indossava Yara e quelle dei sedili del furgone di Bossetti: "Sono identiche per quattro parametri: morfologia, colore, chimica e rapporto di proporzione", ha spiegato il colonnello Lago. 

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