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Piergiorgio Caldara chiude: “Una vita tra i giocattoli, ma è ora di lasciare”

Lo storico negozio di giocattoli del viale Papa Giovanni nel centro di Bergamo, gestito da Piergiorgio Caldara, ha annunciato che cesserà l'attività dopo le feste natalizie. Niente più bambole, costruzioni, peluches e macchinine che per anni hanno accompagnato l'infanzia di migliaia di bambini bergamaschi.

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Lo storico negozio di giocattoli del viale Papa Giovanni nel centro di Bergamo, gestito da Piergiorgio Caldara, ha annunciato che cesserà l’attività dopo le feste natalizie. Niente più bambole, costruzioni, peluches e macchinine che per anni hanno accompagnato l’infanzia di migliaia di bambini bergamaschi.

“Amo il mio lavoro, ho passato la mia vita tra i giocattoli ma ho raggiunto un’età per cui vorrei dedicarmi di più ai miei hobby”, dichiara Caldara.

Il negozio, avviato dai genitori di Piergiorgio nel 1952, ha ben resistito all’avvento nel mercato italiano di elettronica e videogiochi ma “la crisi di è fatta sentire – dice il proprietario – ne approfitto per una pensione anticipata”.

Tra i primi ad importare in Italia i robot, i Caldara hanno sempre privilegiato giocattoli tradizionali. “Qualità e differenziazione dei prodotti sono da sempre i nostri cavalli di battaglia; altro grande motivo di vanto è il servizio: l’attenzione al cliente e alle esigenze del bambino non deve mai mancare”.  

Fonti di ispirazione nella selezione dei giochi le tante fiere: dall’Europa all’Asia, con la fiera di Norimberga come appuntamento fisso annuale. La scelta di chiudere il negozio, oltre che dall’avvento della crisi, è stata condizionata da un vuoto di continuità, nessuno infatti si è fatto avanti per subentrare nell’attività indirizzata in definitiva al capolinea.

“Va bene così ­ dice il proprietario – i miei figli hanno intrapreso strade differenti, preferisco lasciare in un momento in cui sono in piena forza. Ringrazio tutti gli appossionati di giocattoli che hanno condiviso con me quest’esperienza, la mia carriera è stata ricca di soddisfazioni".

Per le ultime settimane di apertura merce in svendita con sconti dal 20 al 50%.

Giulia Donati

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Commenti

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  1. Scritto da Rudi

    personalmente non credo che nessuno voglia subentrare, sarà solo una questione di importi chiesti

  2. Scritto da alessandro

    Vi Ringraziamo Famiglia Caldara per esserci stati con tantissima umana passione e grande professionalità .. avete segnato con ricordi ed emozioni più generazioni di questa città..
    Un grandissimo grazie
    Alessandro

  3. Scritto da Irene Bruscolo

    Un luogo che mi è stato assai caro nel corso dell’infanzia. Lì ho acquistato negli anni ’70 il mio mitico Calcio Subbuteo e ho comprato nel corso degli anni tutte le mie “nazionali”, bellissime e dipinte a mano, con i microscopici numerini adesivi applicati alla schiena dei giocatori. Quanti ricordi (anche del sig. Caldara padre!).

  4. Scritto da Carlo

    ci vuole tutta per tirare in ballo Renzi anche per questa notizia.. Che pena!

    1. Scritto da Ipocrita

      Ipocrita! Quando tiravi in ballo Berlusconi, non ti accorgevi?
      A voi sinistri manca proprio l’onestà intellettuale.

  5. Scritto da Games Academy

    anche io ho preso i giochi dell’infanzia da loro…! Non si smette di giocare perché si diventa vecchi, ma si diventa vecchi perché si smette di giocare! giochiamo giochiamo giochiamo!

  6. Scritto da Mariateresa Marzani

    mon volendo togliere nulla ai grandi e piccoli supermercati , il poter entrare in uno di questi negozi storici di giocattoli dove anch’io ho acquistato giochi x i miei figli e nipoti e come essere parte di un magico mondo dove piccoli e grandi si perdono x viaggiare con la fantasia. Bergamo fai qualche cosa x il negozio Caldara non chiuda.!

  7. Scritto da TT

    Un altra”vittima”della crisi;ma non temete il fiorentino ormai ha detto che ne siamo fuori…

    1. Scritto da Beppe

      Mamma mia quanto rosichi…..attento, i denti si consumano!!!

    2. Scritto da Chissà ....

      Questa mattina mi sono alzato col fregiùr , sarà mica il fiorentino ?

    3. Scritto da giggi

      lui ha diritto di andare in pensione, i figli fanno altro, nessuno è interessato a continuare l’attività (oddio, magari qualche cinese..) ergo il negozio chiude. sono finiti imperi millenari, succederà pure ai negozi, no?

    4. Scritto da mah

      crisi o non crisi… il problema di questo tipo di commercio è la concorrenza dei centri commerciali…